Aberdeen Investments : Il dollaro Usa e i titoli azionari asiatici restano resilienti
A cura di Ray Sharma-Ong, Head of Multi-asset investment solutions – Southeast Asia, di Aberdeen Investments
- Come previsto, la Fed ha mantenuto i tassi al 4,25-4,50%, ma il tono della conferenza stampa è stato decisamente da falco. La riluttanza del presidente Powell a commentare i due tagli mediani dei tassi indicati nell’attuale dot plot suggerisce che tale orientamento potrebbe cambiare nella riunione del FOMC di settembre.
- Con sole tre riunioni della Fed ancora in programma per quest’anno, aumenta l’incertezza sulla possibilità che vengano effettuati i due tagli indicati nell’attuale dot plot. Il nostro scenario di base prevede un solo taglio, o persino nessuno, entro la fine del 2025. Al momento, osserviamo che i mercati si stanno muovendo in questa direzione: prima del FOMC di luglio, la probabilità di un taglio a settembre era al 70%, ma è scesa al 40% dopo la riunione.
- Da qui alla prossima riunione del FOMC, in calendario a settembre, saranno pubblicati due rapporti sull’occupazione, due dati sull’inflazione e si terrà il simposio di Jackson Hole. Riteniamo che l’inflazione si trovi a un punto di svolta, con possibili pressioni al rialzo legate all’aumento dei dazi proposti da Trump. Ci aspettiamo che tali effetti inizino a emergere nei prossimi mesi. Osserveremo con attenzione il simposio di Jackson Hole per cogliere eventuali segnali di una nuova forward guidance, man mano che i dati verranno diffusi.
- In questo contesto, ci aspettiamo che la Fed mantenga un atteggiamento prudente, evitando sia un inasprimento sia un allentamento prematuro che potrebbero richiedere interventi correttivi successivi.
- Se i prossimi dati economici si confermeranno solidi, prevediamo che i rendimenti resteranno su livelli elevati. Il tono da falco di Powell, le critiche ricorrenti di Trump alla politica monetaria della Fed e la sua dichiarata intenzione di sostituire l’attuale presidente aumentano l’incertezza politica, contribuendo probabilmente a un rialzo dei premi a termine nel breve periodo.
Implicazioni per gli investimenti
Prevediamo che il dollaro USA resti stabile, sostenuto da diversi fattori:
- Punto di inflessione dell’inflazione – Nei prossimi mesi potrebbero emergere pressioni sui prezzi legate all’introduzione di nuove tariffe.
- Divergenza tra banche centrali – La disinflazione osservata al di fuori degli Stati Uniti, favorita dalla recente debolezza del dollaro e dal rafforzamento delle valute locali, lascia spazio a tagli dei tassi all’estero, mentre la Fed adotta un atteggiamento attendista.
- Chiarezza sui dazi: Una potenziale risoluzione dei livelli tariffari tra Stati Uniti e resto del mondo potrebbe aiutare i mercati a prezzare meglio l’impatto della divisa americana.
- Sviluppi normativi: I progressi nella regolamentazione di cripto e blockchain, in particolare con la legge GENI-US e la possibile approvazione della legge CLARITY, potrebbero rafforzare la domanda di dollari.
Mercato azionario asiatico
- La dinamica politica della Fed va considerata insieme alla politica commerciale degli Stati Uniti. Nel breve termine, le azioni asiatiche potrebbero risentire dei venti contrari legati all’aumento dei rendimenti statunitensi e alla tenuta del dollaro. Tuttavia, queste pressioni potrebbero attenuarsi se venissero siglati accordi commerciali bilaterali prima della scadenza del 1° agosto o se le scadenze fossero ulteriormente prorogate.
- In un contesto caratterizzato da incertezze da bilanciare, privilegiamo i mercati sostenuti da un forte sostegno politico.
- La Cina si distingue per l’ampia disponibilità di strumenti di intervento, tra cui l’allentamento monetario, il sostegno fiscale e stimoli mirati, utili ad attenuare l’impatto dei dazi. Inoltre, il mercato azionario cinese beneficia di un programma articolato per rafforzare la fiducia degli investitori e migliorare la liquidità.
- La Corea offre opportunità interessanti grazie a riforme orientate alla crescita, alla liberalizzazione del mercato finanziario e al miglioramento della corporate governance. Il Paese è attualmente impegnato in negoziati con gli Stati Uniti per evitare l’imposizione del dazio del 25% e il suo sforzo per un maggiore allineamento normativo e un’accelerazione dei negoziati potrebbe contribuire a preservare la competitività commerciale e sostenere il sentiment degli investitori.
- La Thailandia sta negoziando la riduzione delle tariffe sul 90% dei beni statunitensi per ottenere l’esenzione dai dazi punitivi. In un contesto di minori tensioni geopolitiche transfrontaliere, questo approccio, unito a una solida base di esportazioni e a un miglioramento della domanda interna, potrebbe offrire sostegno alle azioni thailandesi nel breve termine.
Fonte: InvestmentWorld.it
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