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Amundi: Ampliamento del rally in Europa: opportunità da esplorare

Amundi : A maggio le azioni e le materie prime come l’oro hanno toccato i massimi storici.

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A cura di Vincent Mortier, Group Chief Investment Officer, e Matteo Germano, Deputy Group Chief Investment Officer, di Amundi


Il rally azionario si è esteso all’Europa, al Regno Unito e alla Cina dopo che la Fed ha dato il via libera a una politica monetaria più espansiva. All’ottimismo dei mercati ha contribuito anche l’inflazione statunitense, risultata in linea con le attese. Inoltre gli utili societari sono stati superiori alle previsioni sia negli Stati Uniti, sia in Europa. Nei prossimi mesi, i fattori che determineranno l’andamento dell’economia e dei mercati saranno le banche centrali, il mix inflazione/crescita, la solidità degli utili e i rischi geopolitici.

▪ Outlook in lieve miglioramento. Visto l’andamento della domanda interna e dell’economia abbiamo rivisto al rialzo le aspettative sulla crescita dell’economia nel 2024 per la zona Euro e il Regno Unito. L’economia statunitense dovrebbe continuare a essere solida nel primo semestre, ma il rallentamento della crescita dei salari e le morosità dei consumatori potrebbero pesare successivamente sull’economia.

▪ Disallineamento temporaneo della Fed con l’Europa. Il processo disinflazionistico in Europa e nel Regno Unito consentirà alle banche centrali di ridurre i tassi di interesse, orse ancor prima della Fed. I dati sull’inflazione statunitense avranno un’importanza decisiva sulle tempistiche del primo taglio dei tassi di interesse da parte della banca centrale americana. Quest’anno prevediamo tagli per 75 pb.

▪ La rivalità geopolitica tra Stati Uniti e Cina richiede un ripensamento strategico da parte dell’Europa. Data l’importanza commerciale di Cina e Stati Uniti, probabilmente l’Europa cercherà di mantenere relazioni con entrambe le superpotenze. L’Europa deve inoltre decidere quali priorità assegnare a temi come gli stimoli fiscali e la sostenibilità, la bassa produttività (rispetto agli Stati Uniti) e gli investimenti nella transizione verde che potrebbero ovviare al ritardo fiscale.

▪ Quadro contrastato per la Cina. Le misure temporanee di sostegno per risollevare il settore immobiliare non affrontano alla radice il problema, ovvero la debolezza della domanda. Le esportazioni hanno invece registrato un andamento incoraggiante e quindi monitoreremo con attenzione questi due fattori.

I mercati continueranno probabilmente a muoversi all’interno di un range, con possibili episodi di volatilità in caso di impennate dell’inflazione o di escalation dei rischi geopolitici.

Germano Matteo AmundiDi seguito le nostre principali convinzioni sulle diverse asset class:

▪ La conferma di un contesto di fine ciclo ci induce a rimanere moderatamente positivi sulle azioni, con alcuni aggiustamenti a livello regionale. Riguardo ai Paesi in via di sviluppo, sul Giappone stiamo passando da un’opinione positiva a una neutrale e non escludiamo un ribilanciamento del portafoglio in favore del Regno Unito, delle small cap europee e degli Stati Uniti. Questi ultimi stanno registrando utili societari solidi, mentre l’Europa dovrebbe beneficiare della tenuta moderatamente positiva dell’economia e dei tagli ai tassi di interessi. Per quanto riguarda i titoli di Stato, siamo positivi sui Treasury e sui titoli dei Paesi core europei, nonché sui BTP. Sul credito, le valutazioni delle obbligazioni societarie investment grade in euro sono interessanti. Siamo anche alla ricerca di opportunità selettive sui mercati emergenti e riteniamo che il petrolio rappresenti una buona copertura nei confronti dei rischi geopolitici.

▪ Per quanto riguarda il reddito fisso, grazie al calo dell’inflazione statunitense manteniamo la nostra view costruttiva e attiva sui Treasury. Siamo inoltre positivi sui titoli di Stato britannici, mentre rimaniamo neutrali sull’Europa e prudenti sul Giappone. Quest’anno i mercati del credito hanno accolto molto favorevolmente le nuove emissioni negli Stati Uniti grazie ai rendimenti interessanti prima che la Fed inizi a tagliare i tassi di interesse. Ma qui c’è un grosso rischio potenziale: se l’inflazione non dovesse mollare la presa, la Fed potrebbe essere costretta a ritardare il taglio dei tassi, con pesanti conseguenze per la stabilità delle società eccessivamente indebitate e con un basso merito creditizio. Di conseguenza, privilegiamo le obbligazioni investment grade rispetto a quelle high yield sia in Europa, sia negli Stati Uniti.

▪ Nell’ambito azionario ravvisiamo opportunità di rotazione verso quei segmenti che mostrano una buona tenuta degli utili e valutazioni interessanti. Evitiamo quindi i titoli growth con valutazioni elevate e le società statunitensi a mega-capitalizzazione e preferiamo puntare sugli indici equalweighted: nella nostra ricerca di titoli di qualità non escludiamo di prendere in considerazione titoli con capitalizzazioni minori.

A livello settoriale, preferiamo il settore bancario e stiamo esplorando il settore energetico. In Europa, manteniamo un approccio bilanciato attraverso i titoli difensivi e ciclici e un orientamento generale verso i titoli Value e di qualità.

▪ Le obbligazioni dei Paesi emergenti offrono svariate opportunità. Continuiamo a preferire le obbligazioni in valuta forte a quelle in valuta locale e da un punto di vista geografico privilegiamo America Latina e regione EMEA (Ungheria, Sudafrica) per via del carry consistente. L’Asia è un’altra importante fonte di opportunità idiosincratiche come nel caso dell’India. Manteniamo inoltre un orientamento positivo anche sulle azioni.

Fonte: InvestmentWorld.it


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