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Amundi: Elezioni di mid-term

Amundi: Elezioni di mid-term negli Stati Uniti: nessuna ondata rossa


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Commento a cura di Jonathan DUENSING Head of US Fixed Income, Anna ROSENBERG Head of Geopolitics, Amundi Institute, Paresh UPADHYAYA Director of Fixed Income and Currency Strategy


– Risultato delle elezioni: Le prospettive per la Camera dei Rappresentanti (Camera) e il Senato restano incerte e la situazione rimane fluida. Si prevede che i repubblicani avranno ancora una esile maggioranza alla Camera, ma una maggioranza democratica resta una possibilità. Anche l’esito del Senato è incerto: è probabile che i Democratici mantengano il controllo del Senato, anche se non è possibile escludere che vada ai Repubblicani. I Democratici hanno superato le aspettative e hanno sfidato la norma storica di perdere seggi durante le elezioni di metà mandato. Al Senato, i democratici hanno conquistato un seggio repubblicano in Pennsylvania, ma ci sono quattro seggi ancora da attribuire (tre seggi democratici, uno repubblicano).

– Principali risultati: L’aborto ha risuonato come tema rilevante per gli elettori e la Generazione Z è andata a votare, forse motivata proprio dai diritti all’aborto, dall’ambiente e dalle preoccupazioni per la minaccia alla democrazia. Coloro che sono andati a votare hanno più che compensato gli astensionisti, probabilmente preoccupati per gli attacchi alla democrazia dopo l’assalto del 6 gennaio 2021 al Campidoglio degli Stati Uniti. Probabilmente, il governatore della Florida Ron DeSantis è ora il candidato principale alle primarie del Partito Repubblicano.

– Reazione del mercato e implicazioni per gli investimenti: Il mercato si aspettava una ondata rossa, con i repubblicani che avrebbero preso il controllo della Camera e del Senato, quindi la reazione iniziale è stata di un certo sell-off di azioni, insieme a una reazione più blanda sul mercato dei Treasury e sul dollaro. I titoli azionari tendono a registrare buone performance dopo le elezioni di metà mandato, poiché il rischio legato all’incertezza politica svanisce. Detto ciò, quest’anno non è stato questo uno dei fattori principali che hanno determinato la performance, poiché l’attenzione si è concentrata sull’inflazione, sull’orientamento da falco della Fed, sul rischio di recessione e sulla geopolitica. Inoltre, se dovesse verificarsi un governo diviso tra la Casa Bianca e il Congresso, questo non dovrebbe portare a grandi cambiamenti politici. In tal caso, l’impatto positivo potrebbe essere più limitato. Pertanto, ci aspettiamo un impatto positivo o neutro sulle azioni.

Per quanto riguarda i settori, l’healthcare solitamente sovraperforma dopo le elezioni di metà mandato.

– Possibile agenda: È improbabile che nei prossimi due anni venga presentata una legislazione significativa. Tuttavia, ci aspettiamo che la maggioranza repubblicana alla Camera cerchi di aumentare la spesa per la difesa e la sicurezza delle frontiere, di far approvare una legge sulle infrastrutture energetiche e l’estensione di alcune agevolazioni fiscali per le imprese. Nel complesso, una politica fiscale rigorosa non aggraverebbe la situazione dell’inflazione negli Stati Uniti. Ciò potrebbe significare che la Fed potrebbe essere più vicina a un picco dei tassi.

– Implicazioni sulla politica estera degli Stati Uniti: Ci aspettiamo una posizione dura contro la Cina in materia di tecnologia, sicurezza nazionale e Taiwan. Una maggiore influenza repubblicana sulla definizione delle politiche vedrebbe democratici e repubblicani d’accordo su pochissime questioni di politica interna. Limitare la minaccia percepita dalla Cina all’economia statunitense e alle sue ambizioni di sicurezza è uno dei pochi argomenti su cui entrambe le parti concordano. Ci aspettiamo anche un aumento dei controlli sulle esportazioni mirate alla Cina, soprattutto nel settore tecnologico (ad esempio, intelligenza artificiale, informatica quantistica, biotecnologie e qualsiasi strumento ad alta tecnologia collegato a questi settori).

– Prospettive per le relazioni tra Stati Uniti ed Europa: Anche le relazioni tra Stati Uniti e Unione europea dovranno affrontare degli ostacoli il prossimo anno. In primo luogo, le relazioni dell’UE con la Cina saranno sempre più influenzate dalle decisioni degli Stati Uniti, rendendo difficile mantenere lo status-quo delle relazioni commerciali con la Cina. Se da un lato l’Unione Europea – e in particolare la Germania – vuole “smorzare i rischi” della relazione con la Cina, dall’altro non è favorevole a un “allontanamento” dalla Cina, simile a quello degli Stati Uniti. Le relazioni tra Unione Europea e Stati Uniti saranno tese a causa del recente protezionismo degli Stati Uniti previsto dall’Inflation Reduction Act (IRA), che sovvenziona l’industria nazionale. L’anno prossimo sono probabili tensioni commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti. Se gli Stati Uniti continueranno a fornire aiuti militari all’Ucraina ai livelli attuali, aumenterà la probabilità che la guerra duri più a lungo e si intensifichi. Tuttavia, se il sostegno militare inizia a diminuire perché i repubblicani esprimono sempre più la loro disapprovazione per le somme spese a sostegno della guerra, diventa più probabile un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina.

Fonte: BONDWorld.it


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