Amundi : Nel prossimo decennio gli investitori azionari dovranno far fronte a un maggiore protezionismo commerciale e a rivalità regionali, a un ritardo nella transizione climatica e alla trasformazione tecnologica.
A cura di Monica Defend, Head of Amundi Investment Institute
- Le azioni dei mercati emergenti sono posizionate per sovraperformare quelle dei mercati sviluppati nel prossimo decennio. La rivalità tecnologica tra Stati Uniti e Cina sarà particolarmente vantaggiosa per l’India, grazie al crescente sviluppo del suo ecosistema di start-up e al suo ruolo di hub alternativo per l’innovazione.
- Le azioni statunitensi potrebbero dover affrontare alcune sfide sul fronte della valutazione nonostante la forte crescita degli utili. Il peso di sette società nella capitalizzazione di mercato genera vulnerabilità rispetto ai cambiamenti del sentiment e ai rischi geopolitici nei prossimi anni.
- L’allocazione settoriale sarà cruciale per gli investitori, con l’intelligenza artificiale che sosterrà l’IT e la sanità, le tendenze della spesa in conto capitale che favoriranno il comparto industriale rispetto ai settori legati ai beni di consumo e le politiche di deregolamentazione che avvantaggeranno il settore finanziario in diverse regioni.
Nel prossimo decennio gli investitori azionari dovranno far fronte a un maggiore protezionismo commerciale e a rivalità regionali, a un ritardo nella transizione climatica e alla trasformazione tecnologica. Nelle nostre “Capital market Assumption 2025”, che esaminano le aspettative di rendimento a lungo termine per 40 asset class globali, intravediamo dinamiche mutevoli nei mercati azionari, caratterizzate in alcune regioni selezionate da una forte crescita degli utili, mitigata da sfide sul fronte delle valutazioni.
Ci aspettiamo che le azioni dei mercati emergenti sovraperformeranno quelle dei paesi sviluppati nei prossimi dieci anni, con variazioni tra i vari paesi. Sebbene le prospettive per le azioni cinesi siano migliorate grazie al sostegno politico di Pechino che ha ridato un certo grado di fiducia ai mercati, la loro performance dipenderà dalle misure di politica interna e dalle politiche commerciali degli Stati Uniti.
Il nostro scenario centrale ipotizza che il sostegno fiscale compenserà l’impatto economico degli attuali dazi sulle importazioni statunitensi dalla Cina, ma queste aspettative saranno messe alla prova se l’amministrazione statunitense le rialzerà verso i recenti picchi.
Le azioni indiane continuano a guidare la classifica delle aspettative del comparto azionario con un rendimento annualizzato dell’8,2%, grazie alle solide prospettive di crescita degli utili che compensano le valutazioni elevate. Il mercato indiano appare meno impattato dalle pressioni tariffarie che stanno colpendo i poli industriali asiatici come Vietnam e Indonesia. Inoltre, l’India sta traendo vantaggio della rivalità tecnologica in corso tra Stati Uniti e Cina. Le multinazionali che cercano di diversificare le loro catene di approvvigionamento si rivolgono all’India come interessante destinazione alternativa per l’innovazione. L’ecosistema indiano di start-up, in rapida crescita, risulta attraente anche per gli investitori globali alla ricerca di nuove opportunità di crescita. I dati demografici e una classe media in ascesa rafforzano ulteriormente la sua attrattiva.
L’outlook per le azioni europee è sostenuto dal miglioramento della crescita degli utili, da livelli di valutazione relativamente favorevoli e da riforme volte a stimolare la produttività e a ripristinare la competitività, come illustrato nei rapporti di Draghi e Letta. La recente spinta fiscale della Germania e il potenziale cessate il fuoco insieme alla ricostruzione in Ucraina potrebbero ulteriormente aumentare l’appeal dell’area, in misura superiore alla nostra aspettativa di rendimento del 7,5%.
Il Pacifico condivide un analogo outlook positivo. Le azioni giapponesi stanno beneficiando del miglioramento della governance societaria, con conseguente aumento dei rendimenti per gli azionisti. Inoltre, la fine della lunga battaglia del paese contro la deflazione dovrebbe favorire un ulteriore miglioramento del suo mercato azionario.
Per quanto riguarda le azioni statunitensi, il mercato era ancora significativamente sopravvalutato alla fine del 2024, con un divario di valutazione in aumento rispetto all’anno precedente a causa del forte rally. La componente valutativa continua a pesare negativamente sulle prospettive di rendimento degli Stati Uniti. Ciò significa che potrebbe essere opportuno considerare una riallocazione verso regioni meno sopravvalutate.
I timori per una potenziale bolla nelle azioni statunitensi sono compensati dalla forte crescita degli utili societari e dall’innovazione tecnologica che fanno salire i prezzi, in particolare quelli delle maggiori società tecnologiche, creando una disparità di performance rispetto al mercato più ampio. Escludendo le big tech, le valutazioni, sebbene elevate, sono più vicine alle medie storiche. Tuttavia, l’elevata concentrazione di mercato e il potenziale cambiamento del sentiment degli investitori potrebbero amplificare i movimenti negativi del mercato. I rischi geopolitici, tra cui le misure commerciali protezionistiche, aggiungono ulteriore incertezza.
A livello settoriale, l’intelligenza artificiale continuerà a sostenere l’IT, seguito a ruota dall’healthcare, con i benefici che si estenderanno gradualmente ad altri settori. La democratizzazione dell’IA e la trasformazione da “hyperscaler” a “enabler” nel settore dei software dovrebbero contribuire ad aumentare la produttività globale e i rendimenti azionari nel lungo periodo.
I cambiamenti climatici e le dinamiche geopolitiche favoriranno le spese in conto capitale, avvantaggiando il comparto industriale rispetto ai settori dei beni di consumo di prima necessità e discrezionali. L’energia, i materiali e i beni di prima necessità subiscono l’impatto più negativo dai cambiamenti climatici e dalle considerazioni ESG, mentre le utility hanno performance leggermente migliori ma rimangono al di sotto delle medie di mercato della regione.
I cambiamenti nelle politiche a sostegno della deregolamentazione dovrebbero migliorare l’efficienza del capitale e i rendimenti per gli azionisti, a vantaggio soprattutto del settore finanziario. Questo sostegno si manifesterà in modo diverso a seconda delle regioni: la deregolamentazione negli Stati Uniti, lo scioglimento delle partecipazioni azionarie incrociate in Giappone e i rendimenti elevati per gli azionisti nell’Eurozona.
Per gli investitori questo panorama in evoluzione indica la necessità di cercare opportunità nei mercati emergenti, in Europa e nella regione del Pacifico escluso il Giappone. L’allocazione settoriale si rivelerà cruciale, con particolare attenzione al modo in cui l’intelligenza artificiale, le iniziative sul clima e i cambiamenti nelle politiche rimodelleranno i rendimenti degli investimenti nei vari settori e regioni.
Fonte: InvestmentWorld.it
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