Mortier Vincent Amundi

Amundi: Il conflitto spinge al rialzo le aspettative d’inflazione

Amundi : Il conflitto in Medio Oriente è giunto al secondo mese e i prezzi energetici elevati stanno provocando effetti a catena sui mercati finanziari globali.

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A cura di Vincent Mortier, CIO del Gruppo Amundi


Le curve delle break-even inflationsono salite negli Stati Uniti e in Europa poiché i mercati hanno riprezzato le aspettative d’inflazione e la probabilità che le banche centrali taglino i tassi d’interesse.  Anche i rendimenti nominali, in particolare sul segmento breve della curva, hanno registrato un forte aumento in Paesi come il Regno Unito. In questa fase, alcune di queste reazioni ci paiono eccessive. A nostro avviso, gli effetti inflazionistici di secondo livello dipenderanno dalla durata del caro-energia.

Per quanto riguarda la  crescita, al momento i mercati non sembrano essere particolarmente preoccupati. Noi invece siamo convinti che i prezzi persistentemente alti dell’energia finiranno col pesare sui consumi e sulla crescita. Nel complesso, questa crisi sta generando spinte stagflazionistiche sull’economia mondiale. Di seguito le nostre principali convinzioni.

Per concludere, escludiamo la minaccia dell’iperinflazione o di una recessione globale. Prevediamo tuttavia che la crisi avrà un impatto sull’inflazione e sulla crescita: la portata di tale impatto dipenderà dalla durata del conflitto e del caro-energia (petrolio e gas). È essenziale che gli investitori adottino diversi livelli di diversificazione — includendo asset come titoli legati all’inflazione, titoli di Stato e materie prime — anche alla luce del mutamento nelle correlazioni tra azioni e obbligazioni. Riteniamo inoltre indispensabile integrare nel portafoglio strategie di copertura e una riduzione tattica dell’esposizione al rischio.

Seguiamo con molta attenzione l’andamento della crisi, dell’inflazione e delle politiche monetarie, e nel contempo stiamo riducendo tatticamente l’esposizione al rischio e migliorando la resilienza dei portafogli adottando un approccio diversificato.  Illustreremo di seguito quelle che sono le nostre principali convinzioni.

– Abbiamo incrementato l’esposizione alla duration nel reddito fisso e stiamo valutando modalità per accrescere la resilienza attraverso un approccio attivo, mantenendo al contempo un atteggiamento costruttivo sulle obbligazioni societarie visti i solidi fondamentali. Abbiamo leggermente declassato le obbligazioni in valuta locale dei Paesi emergenti, ma abbiamo ancora un’opinione positiva perché la crescita economica continua a essere vigorosa e stiamo esplorando delle opportunità nei Paesi in cui i rendimenti sono elevati.
– La volatilità sul breve termine ci ha spinto a essere cauti su alcuni segmenti del comparto azionario, ma le nostre convinzioni di lungo periodo riguardo a Europa, Giappone e Paesi emergenti non sono mutate. L’attuale scenario di crisi suggerisce che la rotazione dal mercato statunitense verso queste aree potrebbe non seguire un percorso lineare; tuttavia, riteniamo che tale tendenza sia destinata a proseguire nel lungo periodo.
– In un’ottica multi-asset, l’attuale contesto di crisi ci ha indotto ad adeguare il posizionamento, riducendo tatticamente l’esposizione nelle aree più vulnerabili come il comparto azionario. Abbiamo quindi rafforzato la nostra opinione positiva sui titoli di Stato e manteniamo le nostre convinzioni sulle obbligazioni societarie e sulle obbligazioni dei Paesi emergenti.

Fonte: InvestmentWorld.it


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