Unione Europea: L’Unione Europea ha deciso di effettuare e pubblicare analisi di scenario stress test su i singoli istituti finanziari di tutti i paesi facenti parte dell’unione. La decisione segue quella presa dalla Spagna e trova fondamento nella necessità di reinstaurare il livello di fiducia verso il….
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Alla dichiarazione sono seguite le proteste dei maggiori gruppi bancari europei. Particolarmente interessante è l’opposizione del maggior gruppo tedesco, Deutsche Bank, che ha definito la manovra “molto, molto pericolosa”. Interessante notare come l’associazione bancaria tedesca, BdB, abbia in un primo momento attaccato la decisione per poi tornare sui suoi passi e dichiarare come l’iniziativa si importante per la fiducia verso il mercato e per calmare i mercati. Rimane ancora opposta l’associazione bancaria britannica che pone l’accento sull’effetto che i downgrade e i dubbi sul debito sovrano hanno avuto sui bilanci delle banche e sul costo del funding. La manovra segue quella americana di un anno fa, con la differenza che allora il governo dichiarò prima della pubblicazione dei risultati che in caso di situazioni critiche avrebbe provveduto a fornire liquidità necessaria. Tale piccola differenza permise all’ S&P di salire del 36% nel giro di 7 mesi.
BP: Sempre più delicata la situazione in cui verte British Petroleum. Il forte taglio ricevuto dalle maggiori agenzie di rating, soprattutto da parte di Fitch che la colloca in tripla B a soli 2 notch da junk, rendono più costoso per la compagnia indebitarsi. La decisione del senato US di obbligare BP alla costituzione di un fondo, che inizialmente prevede $ 20mld, per le spese volte alla pulizia e al risarcimento delle attività e le micro economie che pagano il disastro ambientale, rende centrale il costo dell’indebitamento. Sebbene la compagnia è solida sotto il profilo finanziario e patrimoniale, iniziano a manifestarsi dubbi circa la possibilità del gruppo di fare appello al Chapter 11. Secondo le parole del CFO Grote, la liquidità nel brevissimo si attesterebbe a $ 15 mld, costituiti da $ 5 mld in cash, $5mld in linee di credito non utilizzate e $ 5 mld di linee di credito concesse da BNP Paribas, HSBC e JPMorgan. Inoltre viene sospeso il pagamento del dividendo, accumulando $ 7,5mld, per l’anno in corso ed è stato affidato ad un pool di advisor, tra cui UBS, CS , Morgan Stanley e Goldman Sachs che è fortemente legata a BP, lo studio di ogni tipo di soluzione volto alla miglior soluzione per finanziare i requisiti patrimoniali a cui andrà in contro il gruppo britannico. Al vaglio la vendita di asset, già annunciate vendite per $10mld, operazioni di M&A, taglio del capex e riallocazione degli investimenti. Proprio l’ammontare dei fondi necessari previsti, secondo CS pari a $37mld, ha mosso lo spettro di una possibile dichiarazione di bancarotta, a cui le autorità americane vogliono porre rimedio attraverso l’amministrazione controllata. Sebbene da molti esperti in giurisprudenza americana abbiano sottolineato che, anche in caso di bancarotta, non sarà possibile per il gruppo energetico fuggire al pagamento di tutte le spese necessarie, tale voce è bastata per aggravare le già vivaci vendite del titolo. Titolo che ha perso sul listino londinese ed americano oltre il 47% del proprio valore. Interessante notare come sta configurandosi una discrepanza tra le due piazze. Sul listino europeo si avverte un sentiment che mostra fiducia nel gruppo, con inflow ben superiori alla piazza americana su cui l’aspetto reputazionale sembra avere un effetto ben più marcato. Il costo della protezione contro il default passa da quota 43bp nel giorno prima dell’incidente nel Golfo del Messico ad un massimo di 603bp nel giorno in cui il CEO di BP, T. Hayward, risponde, in modo alquanto deludente, all’inchiesta del senato US.
HSBC: Tornano le emissioni obbligazionarie del settore bancario. Il maggior gruppo bancario europeo, HSBC, ha effettuato la vendita di obbligazioni perpetue (undated bonds) per un valore pari a $ 3,4mld, riaprendo un mercato sostanzialmente chiuso da Dicembre 2009. i perpetual bonds sono strumenti che hanno caratteristiche ibride. Si tratta di un prestito la cui scadenza non è fissata, come le azioni,che assicurano il pagamento di un tasso di interesse fisso e sono soggette ad un regime fiscale del 12,5%, come le obbligazioni. Più forti sono le clausole che ne caratterizzano la natura. In primis, il pagamento degli interessi può essere soggetto a modifiche e sospensioni. In secondo luogo il grado di seniority è inferiore alle normali emissioni obbligazionarie, configurandosi come capitale subordinato.
Vantaggi per l’emittente è migliorare il patrimonio, rientra infatti nel capitale Tier I, vantaggio per gli investitori è un tasso di interesse superiore alla media. Tale strumento è di solito utilizzato da emittenti con ottimo merito creditizio, data la natura subordinata. L’emissione effettuata da HSBC prevede un coupon pari all’8% ed un periodo in cui non è possibile richiamarlo paria 5,5 anni. L’emissione è la maggiore operazione di carta perpetua denominata in USD effettuata da Ottobre 2008 e l’ultima in ordine temporale dopo l’emissione di BNP Paribas del Dicembre 200- 9. Tale operazione rientra in un più generale ritorno al mercato primario da parte degli istituti finanziari, emessi nell’ultimo mese $ 38mld.
Citigroup: Citigroup Inc. annuncia, a fronte delle forti ristrutturazioni, chiusure e riallocazioni di capitale , la volontà di effettuare un aumento di capitale pari ad oltre $ 3mld per i propri fondi di private equity e hedge funds. La cifra dovrebbe comprendere $ 1,5mld per Citi Capital Advisors, che gestisce $ 14mld, ed $1,5mld per i propri hedge fund, $750mld per quest’anno ed ulteriori $ 750mln per il 2011. Tale decisione avviene in un ambiente legislativo, quello Us, che sta decidendo sul bannare le banche dal detenere ed investire in “alternative funds”, la cosiddetta Volcker Rule. La questione assopita, si riapre. In una situazione di forte incertezza sia sul timing, prevista una arco temporale per l’effettiva applicazione di circa 6 anni dal si del Senato, sia dal punto di vista di ciò e chi effettivamente verrà bannato, i maggiori gruppi finanziari non attendono la risoluzione di tali aspetti per pianificare i propri piani di crescita. Ad esempio, la settimana passata anche Morgan Stanley ha dichiarato di voler raccogliere $ 4,7mld per il suo nuovo fondo real estate. Le dichiarazioni del gruppo sottolineano come, sebbene verrà vietata l’attività di trading con proprio capitale, rimarrà in piedi quella effettuata per conto dei clienti, ed in questa più grande area è da collocarsi la volontà di raccogliere i predetti fondi. Qatar: Dopo le difficoltà vissute dalle attività di real estate in Qatar, torna l’attenzione verso le nuove operazioni di acquisizione portate avanti dalle controllate del Sovereign Wealth Fund. Il maggior produttore di Gas Naturale sta investendo i propri guadagni nel mercato mobiliare a livello globale. L’ultimo paese entrato nelle mire del fondo è lo UK. Per il Quasar Investment Authority (QIA), la debolezza del mercato mobiliare britannico unito al momento di debolezza della sterlina, costituiscono una forte attrattiva per investitori direttamente peggati con il dollaro. Alla lunga lista di proprietà inglesi in mano ai qataris si aggiunge il recente acquisto di Park House per £ 250mln. Alla lista si aggiungono i grandi magazzini Harrods, il 24% di Songbird Estate Plc (previsto l’acquisto del restante 76%) che a sua volta detiene una serie di proprietà nella zona finanziaria Canary Wharf, il palazzo dell’ambasciata americana, l’80% di Shard ed il 33% del Savoy Hotel.
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