Le nuove stime della Commissione Europea sui tendenziali di finanza pubblica nei Paesi dell’Eurozona evidenziano (nell’ipotesi che si vogliano rispettare gli obiettivi governativi, …
Le nuove stime della Commissione Europea sui tendenziali di finanza pubblica nei Paesi dell’Eurozona evidenziano (nell’ipotesi che si vogliano rispettare gli obiettivi governativi, peraltro già rivisti in misura apprezzabile rispetto ai Programmi di Stabilità della scorsa primavera) la necessità di una correzione significativa non tanto per l’anno prossimo, quanto guardando al 2015, in particolare in Francia e in Italia ma soprattutto in Spagna. Ciò segnala che è ancora presto per abbassare la guardia sulla finanza pubblica e nemmeno nel prossimo biennio la politica fiscale potrà essere usata per supportare il ciclo. In ogni caso, il 2014 sarà sì il quarto anno consecutivo di stretta fiscale per la media dell’area euro, tuttavia l’entità della correzione, e di conseguenza l’impatto negativo sul ciclo, saranno significativamente inferiori a quelli visti
negli anni precedenti.
Nelle previsioni economiche d’autunno la Commissione Europea, rispetto allo scorso mese di maggio, ha in sostanza confermato le stime di crescita per l’area euro nel 2013-14, limando solo leggermente al ribasso, di un decimo, la previsione per l’anno prossimo, all’1,1% dopo il -0,4% di quest’anno. Anche lo scenario di inflazione non è cambiato significativamente, con il CPI per l’anno prossimo previsto stabile all’1,5% (è scesa di un decimo la stima per quest’anno). Circa la finanza pubblica, è peggiorata la stima sul deficit 2013 (a 3,1% da 2,9%) mentre è migliorata la previsione (a legislazione vigente) per il 2014 (a 2,5% da 2,8%); sostanzialmente confermate le stime sul debito (a 95,5% nel 2013 e in calo di un decimo a 95,9% nel 2014).
Le maggiori criticità circa il quadro di finanza pubblica vengono da Francia e Spagna. In Francia, la stima sul deficit 2014 (3,8%) è migliorata rispetto alle previsioni di sei mesi fa, ma resta inferiore rispetto al target governativo (3,6%); inoltre, il disavanzo anziché tornare al 3% nel 2015, è atteso rimanere poco variato (al 3,7%); in sostanza, ciò implicherebbe una necessità di correzione dei conti, rispetto al quadro tendenziale, di due decimi l’anno prossimo e di sette decimi l’anno successivo. In Spagna, la stima sul disavanzo a legislazione vigente per l’anno prossimo è migliorata dal 7% al 5,9%, a seguito degli interventi di correzione adottati, in pratica in linea con il target governativo (5,8%); tuttavia, senza ulteriori interventi il saldo tornerebbe a peggiorare nel 2015, al 6,6% nelle stime della Commissione (il che implicherebbe la necessità di un aggiustamento di oltre due punti di PIL rispetto ai target governativi). Per l’Italia, la Commissione vede un miglioramento del deficit più graduale rispetto a quello stimato dal Governo: lo scostamento è tutto sommato limitato per il 2014 (dell’ordine di due decimi di PIL: 2,7% contro il 2,5% del target governativo) e significativo per il 2015 (2,5% contro 1,6%). Le nostre stime sono ancora più pessimiste di quelle della Commissione per l’anno prossimo (a nostro avviso il tendenziale viaggia anche nel 2014 ad un ritmo vicino o di poco superiore al 3%) e circa in linea sul 2015 (2,4%).
In sintesi, le previsioni della Commissione, rispetto ai target governativi, segnalano la necessità di un aggiustamento assai limitato sul 2014 ma significativo sul 2015, quando potrebbe essere richiesta (naturalmente nell’ipotesi che si vogliano rispettare gli obiettivi governativi, peraltro già rivisti in misura apprezzabile rispetto ai Programmi di Stabilità della scorsa primavera) una correzione pari per l’area euro nel suo complesso allo 0,7% del PIL; gli interventi potrebbero avvicinarsi al punto di PIL in Francia e in Italia e addirittura ammontare a quasi due punti percentuali e mezzo in Spagna. Ciò segnala che è ancora presto per abbassare la guardia sulla finanza pubblica e con ogni probabilità nemmeno nel 2015 la politica fiscale potrà essere usata per supportare il ciclo.
Le nuove previsioni della Commissione non presentano particolari sorprese per Irlanda, Portogallo e Grecia (come d’altra parte prevedibile per Paesi monitorati trimestralmente dalla Troika). Per quanto riguarda l’Irlanda, le stime di crescita della Commissione coincidono con quelle del governo (1,7%) e il sentiero dell’indebitamento è in linea con i target inseriti nel budget 2014 (rivisti solo in misura modesta rispetto al Programma di Stabilità di aprile); il deficit è visto tornare al 3% nel 2015. Quanto al Portogallo, le stime di crescita non appaiono particolarmente pessimistiche (anzi la Commissione ha rivisto al rialzo a 0,8% da 0,6% precedente la stima sul PIL 2014 e vede un’accelerazione all’1,5% nel 2015) e il sentiero del rapporto deficit/PIL è in linea con quanto concordato col governo in occasione della nona revisione del programma a ottobre; per il 2015 rimane valida la previsione condivisa da Troika e Governo per un deficit/PIL al 2,5%. Infine, anche per la Grecia le stime non vengono riviste in senso peggiorativo: la crescita 2014 è confermata allo 0,6% (ed è attesa rafforzarsi al 2,9% nel 2015) e la stima sul rapporto deficit/PIL 2014 è stata rivista a -2% dal -2,6% delle previsioni di primavera (per il 2015 si dovrebbe scendere ulteriormente al -1,1%).
In ogni caso, le previsioni d’autunno confermano che l’anno prossimo il grado di restrizione della politica fiscale (misurato dalla variazione del saldo di bilancio primario corretto per il ciclo) andrà attenuandosi ulteriormente. Il 2014 sarà sì il quarto anno consecutivo di stretta fiscale per la media dell’area euro, tuttavia l’entità della correzione (e di conseguenza l’impatto negativo sul ciclo) sarà significativamente inferiore a quella vista negli anni precedenti.
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