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Argento, quotazioni pronte a ripartire

Prezzi scesi ai minimi dal 2010
Pesante segno meno per l’Argento sceso recentemente a livelli che non si vedevano dall’agosto del 2010 a quota 18 dollari l’oncia……..

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I prezzi nell’ultimo mese hanno lasciato sul campo dieci punti percentuali mentre da inizio anno l’Argento ha fatto registrare la performance peggiore nel comparto delle materie prime con un rosso del 36%. Le quotazioni hanno risentito del selloff che ha colpito i metalli preziosi in vista dell’inizio del “tapering”, il piano di riduzione degli acquisti di asset recentemente presentato dal presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, e della debolezza della congiuntura globale alla luce che frena questo metallo prezioso utilizzato anche nel comparto industriale che copre circa la metà della domanda.

La crisi del fotovoltaico minaccia la domanda industriale
Secondo le stime diffuse a maggio da Thomson Reuters Gfms, anche nel 2013 il mercato dell’Argento dovrebbe confermarsi in surplus di offerta. L’output minerario (che arriva in gran parte da Messico, Cina e Perù) dovrebbe toccare nuovi record e permettere all’offerta complessiva di superare le richieste di 4 mila tonnellate.
Nel comparto industriale (dove l’Argento è prevalentemente utilizzato nelle apparecchiature elettroniche e per la produzione di celle fotovoltaiche) la domanda è vista in diminuzione a causa del rallentamento globale e delle difficoltà incontrate dai produttori cinesi di pannelli fotovoltaici dopo l’imposizione di dazi antidumping da parte delle autorità statunitensi ed europee. Particolarmente significativo è il caso della Wuxi Suntech, una delle maggiori filiali del colosso Suntech Power, passata in neanche un anno dalla leadership globale del settore alla bancarotta. Preoccupa anche l’andamento della domanda da investimento. Dopo una prima fase in cui sembravano immuni dai pesanti riscatti che hanno recentemente colpito gli Etp (Exchange-traded product) sull’oro, anche gli analoghi strumenti sull’Argento nelle ultime settimane hanno iniziato a registrare pesanti deflussi. Nonostante le dimensioni dei rispettivi selloff siano notevolmente diverse, l’oro detenuto dagli Etp è ai minimi dal 2010 mentre il dato relativo l’Argento da inizio anno è sceso di appena appena un punto percentuale (nonostante un calo dei prezzi di oltre un terzo), il proseguimento dell’attuale trend negativo minaccia di ridurre ulteriormente la fiducia degli operatori nell’investimento
in Argento.

Prezzi attesi in ripresa
Se confrontati con quelli dell’oro, i prezzi di questo metallo sono da sempre caratterizzati da una maggiore volatilità a causa di un mercato dalle dimensioni limitate (i future sull’oro sono 4 volte quelli sull’Argento) e contraddistinto dall’elevata presenza di speculatori e di piccoli investitori. Oltre ad essere più voltatili, le quotazioni dell’Argento risentono della sua doppia natura, metallo prezioso e industriale, e sono quindi influenzate sia dalla propensione al rischio e sia dall’andamento economico generale. Secondo il consenso medio elaborato dagli analisti contattati da Bloomberg, nel terzo trimestre le quotazioni di questo metallo dovrebbero recuperare parte del terreno perso e salire in quota 22,3 dollari l’oncia. Il trend rialzista è destinato a continuare anche nel quarto trimestre e l’anno prossimo quando il prezzo medio di un’oncia di Argento è rispettivamente stimato a 23 e a 24,5 dollari.

Fonte: RBS


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