Australia: Il pil australiano è cresciuto nel 2Q 2010 dell’1,2% rispetto al 1Q 2010 e del 3,3% su base annuale, battendo il consensus degli analisti fermo a 0,9% su base trimestrale e 2,8% su base annuale e quello della Reserve Bank of Australia che stimava una crescita su base annua del 3% a metà anno. Si tratta….
Questo materiale è destinato unicamente ad Investitori Professionali Abax Bank
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
Cina: Torna a crescere il settore manifatturiero cinese nel mese di agosto, dopo che il dato di luglio aveva registrato la peggior performance dall’inizio del 2009. L’indice Pmi elaborato dalla China Federation of Logistics and Purchasing è passato da 51,2 a 51,7 punti mentre l’analogo indice calcolato da HSBC è salito da 49,4 punti di luglio a 51,9. Una conferma importante per l’economia cinese, messa a dura prova dalla stretta creditizia messa in campo dal governo di Pechino e dalla situazione incerta delle economie europea e statunitense, principali importatori dalla Cina. In leggero calo invece l’indice Pmi non manifatturiero che scende di 0,2 a 56,7 punti. A pesare è in particolare la caduta delle costruzioni edili che pagano le misure restrittive di Pechino. Buone invece le previsioni per le vendite al dettaglio degli immobili. Secondo quanto mostra l’analogo indice looking forward, in calo di 1 punto a 65.4, le vendite di case dovrebbero aumentare nei mesi di settembre e ottobre, storicamente caratterizzati da un numero di compravendite sopra la media di case. L’indice riferito alle previsioni sul settore real estate è aumentato di 2,4 punti a 57,8.
India: Il pil indiano cresce dell’8,8% nel 2Q 2010, in aumento rispetto al +8.6% del 1Q 2010 e al +6% del 2Q 2009, registrando così il più elevato incremento dal 4Q 2007 che aveva visto un avanzamento del pil del 9,7%. Tale aumento potrebbe dar luogo a un nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca centrale indiana che permetterebbe di ridurre l’inflazione. Tutti i comparti dell’economia di New Delhi hanno ben performato. Il settore dei servizi, che comprende attività come i trasporti, il turismo e il commercio, è cresciuto del 12,2%, mentre il comparto manifatturiero ha registrato un +12,4%. Positivi anche i segnali provenienti dall’agricoltura, che rappresenta il 16% del Pil indiano e che nel 2Q 2010 è cresciuto del 2,8%, il quadruplo rispetto 1Q 2010.
Aig: Nuovi intoppi per Aig nel processo di dismissione delle attività asiatiche propedeutiche alla restituzione dei 182 miliardi di dollari ricevuti dal governo americano. Dopo il fallimento delle trattative con Prudential per la cessione di AIA, il colosso assicurativo americano ha infatti riscontrato nuovi problemi in Asia. La preannunciata vendita delle attività assicurative del gruppo sul mercato di Taiwan (ovvero il 98% di Nan Shan Life Insurance, terzo maggiore gruppo assicurativo del paese per premi annui) a Primus Financial Holdings e China Strategic Holdings, che avrebbe dovuto fruttare al gruppo Usa un incasso di 2,15 miliardi di dollari, è stata bloccata dalle autorità locali, le quali hanno rigettato la richiesta di Primus Financial Holdings. Lo stop all’operazione apre ora la strada ad un’offerta da parte di Chinatrust Financial Holding, anche se Primus ha trenta giorni di tempo per appellarsi alla decisione delle autorità. Intanto, secondo alcune indiscrezioni, Aig ha depositato la richiesta di quotazione alla borsa di Hong Kong per la sua controllata vita asiatica AIA.
Irlanda: Il deficit dell’Irlanda potrebbe essere rivisto al rialzo. Il disavanzo dei primi otto mesi si è attestato a 12,8 mld, valore in calo di 6,6 mld rispetto all’anno scorso. La riduzione è dovuta principalmente al calo delle spese in conto capitale passate dai 10,8 mld di euro dei primi 8 mesi del 2009 a 3,1 ad agosto 2010. Tuttavia, questa cifra potrebbe essere rivista al rialzo. L’Irlanda, secondo quanto riporta Commerzbank, dovrebbe aver concordato con l’Eurostat che gli 8,3 mld di euro investiti in Anglo Irish Bank a marzo dovranno essere contabilizzati come spese in conto capitale. In questo modo il deficit non è sceso ma aumentato di circa 2 mld di euro. Ma non è finita qui. Secondo Commerzbank, anche gli altri aiuti erogati a Anglo Irish Bank (2 mld a maggio e 8,6 in agosto) dovrebbero essere considerati come spesa in conto capitale e, in tal modo, il deficit dell’Irlanda supererebbe il 20% del GDP nel 2010!
Giappone: Il primo ministro giapponese, Naoto Kan, e il governatore della Banca centrale del paese, Masaaki Shirakawa, hanno adottato le prime misure per fornire sostegno ad un’economia in fase di rallentamento e fermare la forte risalita della valuta nazionale, che minaccia le esportazioni delle aziende giapponesi. La Boj lasciando i tassi invatiati allo 0.1% ha poi approvato un programma di prestiti alle banche da 10 mila miliardi di yen, ( pari a circa 116 miliardi di dollari), portando il totale del suo programma di alleggerimento monetario a favore del sistema bancario a 30 mila miliardi di yen (pari a 357 miliardi di $). La decisione è stata presa data la pressione sul Governo, preoccupato per la debolezza della ripresa economica e del superyen che settimana scorsa ha raggiunto i massimi nei confronti di dollaro ed euro .
Spagna: Settimana di ripresa e buone notizie per il paese iberico, utili ad allontanare i timori sui conti pubblici e rafforzare lo stato di salute finanziario. Tre sono le notizie principali: le banche internazionali hanno ricominciato ad usare bond governativi spagnoli come collateral sui prestiti, così da allentare la pressione sugli spread CDS e la dipendenza delle banche spagnole dalla Ecb; la percentuale del deficit sul PIL scende al 2.44%, dimezzandosi dal 2009, a testimonianza del fatto che le misure di austerity e tagli del governo stanno funzionando; accordi di cooperazione economica sono stati stretti con la Cina per sostenere la stabilità ed incrementare gli investimenti, e a tal proposito si è parlato di un acquisto di bond spagnoli da parte degli asiatici per Eur 400 mln solo in luglio, destinato ad aumentare. Tuttavia, i problemi non possono considerarsi definitivamente risolti, in quanto il premier Zapatero si trova a dover risollevare un’economia collassata due anni fa su una bolla immobiliare, con la disoccupazione al 20%, le entrate fiscali in calo, e i consumi che stentano a crescere. Perdipiù, supportato da sempre meno alleati in parlamento.
Usa – FDIC: E’ ancora a rischio il sistema bancario statunitense, come documenta un report della Federal Deposit Insurance Corp, l’istituzione che funge da assicuratore per banche commerciali e istituti di risparmio, secondo il quale salgono da 775 a 829 le banche americane che stanno attraversando problemi, su un totale di circa 7800. Nell’anno in corso sono 118 le banche fallite. I prestiti rimangono ancora bloccati, ed il numero di asset totali dell’industria scende del 1% a $ 13.2 trl nel trimestre. In accordo col report, quasi 2/3 delle banche ha registrato un miglioramento su base annua nel risultato trimestrale, sebbene un 20% abbiano riportato perdite, ed il profitto totale Q210 ammonta a $ 21.6 bln a fronte di perdite per $ 4.4 bln nello stesso periodo un anno fa. Tuttavia, come sottolinea il chairman di FDIC, Sheila Bair, il fattore principale di questo risultato va attribuito alla riduzione delle riserve per perdite future che vanno così ad incrementare l’utile, e se da un lato ciò testimonia un sentiment positivo delle banche per la qualità degli asset, dall’altro potrebbe essere un ovvio motivo di rischio in caso la situazione si evolva in maniera diversa dalle attese.
Usa – FOMC: Ha suscitato un crollo dei mercati la pubblicazione del report relativo al meeting del 10 agosto della Fed, e le ragioni del tracollo sono molteplici. La discussione riguardava il restringimento del portafoglio di mortages della Fed, e il dibattito è stato contrastante sul livello di asset da mantenere, ovvero se lasciare che il valore del portafoglio diminuisca, oppure reinvestire e mantenere livelli stabili. Almeno 7 dei 17 membri si sono espressi in maniera contraria o dubbiosa sulle misure che sono poi state prese (la seconda ipotesi), reputandole premature, dato che le stime di crescita 2011 sono comunque positive, o inefficiente a risolvere i problemi di disoccupazione e crescita. La Fed quindi, ha da un lato lanciato un segnale di debolezza e preoccupazione che si è riversato sui mercati, e dall’altro ha mancato di fare chiarezza su questioni fondamentali, come la possibilità di estendere misure di easing in caso di peggioramento della situazione, che ha reso i prossimi mesi ancora più incerti.
DISCLAIMER
Il presente materiale informativo non è destinato a clienti al dettaglio o potenziali clienti al dettaglio, ma è rivolto unicamente a investitori professionali quali: 1) banche; 2) imprese di investimento; 3) imprese d’assicurazione; 4) società di gestione collettiva del risparmio. In nessun caso il presente materiale informativo potrà essere distribuito a soggetti diversi da quelli sopra indicati.
Il presente materiale informativo è il prodotto di un desk di vendita/trading e non del dipartimento ricerca. Le opinioni espresse possono differire da quelle di altre divisioni di AbaxBank, incluso il dipartimento ricerca. AbaxBank può effettuare operazioni di trading su qualsiasi dei nominativi menzionati nel documento e potrebbe avere accumulato posizioni lunghe o corte negli strumenti stessi o in strumenti derivati.
Abaxbank pertanto non assume alcuna responsabilità nel caso in cui tale documento sia in qualunque modo messo a disposizione di un soggetto diverso da quelli sopra indicati. Le notizie di cui al presente documento hanno una finalità puramente informativa e non si propongono in alcun modo di sostituire l’autonomo giudizio degli investitori professionali cui le notizie medesime sono destinate. In particolare, tali notizie non costituiscono una proposta di contratto, né,
tantomeno, offerta o sollecitazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari. Eventuali generiche indicazioni circa l’andamento dei tassi di cambio e/o di altri indicatori finanziari oggetto di analisi, benché siano fornite in buona fede sulla base dei dati disponibili, non costituiscono in alcun modo quotazioni operative ai fini della conclusione di operazioni su strumenti finanziari.
Il presente materiale informativo non costituisce, altresì, prestazione di attività di consulenza da parte di Abaxbank. L’opinione e le indicazioni espresse da Abaxbank nel presente documento potrebbero, infatti, variare nel tempo, senza necessità di comunicazione da parte di Abaxbank. Abaxbank non fornisce, dunque, alcuna garanzia sul risultato di eventuali investimenti negli strumenti finanziari/tassi di cambio che sono oggetto dell’analisi.
Pertanto né Abaxbank, né alcuno dei suoi rappresentanti, amministratori e dipendenti potrà essere ritenuto in alcun modo responsabile per le perdite o i danni a chiunque derivanti in conseguenza dell’uso, a qualsivoglia titolo, delle notizie contenute nel presente documento.
Fixed Income Area & OFP
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




