Luglio sara’ ricordato non solo per i 52 mld di $ di emissioni sul mercato primario , cifra record che vede l’attivita’ testare i massimi di Marzo, ma soprattutto per aver sdoganato la crisi sul rischio sovrano. Tre gli elementi della svolta: una stabilizzazione del mercato interbancario (vedi asta LTRO) , il successo dell’operazione trasparenza UE grazie ai….
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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
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buoni risultati degli stress test sulle banche , gli ottimi risultati delle trimestrali Q2 sia per i Corporates che per gli istituti finanziari , (vedi l’usualeapprofondimento nelle news della settimana).. Come risultato i PIIGS hanno guidato il rally dei CDS sovrani, c’e’ stata una forte ripresa dei flussi di investimento dei real money verso i fondi specializzati e di lungo termine; gli indici e le basi CDS-Bondhanno stretto anche sugli IG vistosamente e l’euro e’ stato sostenuto damani forti; riportandosi sui massimi di Maggio.
Dunque vita breve ai “corti”?: Certamente la serie di dati economici Usa di Luglio accantonano la serie non brillante di Giugno, le cui code sono visibili ancora inquesti giorni; soprattutto sui consumi e sulle case. Dopo i minimi della crisi aMaggio ed il trading laterale di Giugno nell’UE, la crescita appare piu’ solida edecco automaticamente archiviato il rischio di una seconda gamba recessiva nellacrescita economica ed il rischio default dell’area UE sulla quale, in maniera improvvida, alcuni economisti Usa si erano sbilanciati.
Quindi, oltre agli effetti gia’ ricordati all’inizio e nonostante il permanere di incertezze sulla congiuntura USA, le azioni hanno sovraperformato i crediti, (recuperando rapidamente terreno sui risultati delle trimestrali Corps sorprendentemente brillanti) ed i Mercati Emergenti hanno surclassato gli USA, sia sui crediti che sulle azioni. Driver principali, i Corporates a far da catalizzatoree anche ad una netta ripresa delle attivita’ di M&A e JV ; soprattutto in Asia ed in Europa.
Penserete che abbiamo dimenticato la dicotomia asiatica che ha visto fronteggiarsi dati sconfortanti giapponesi, sullo sfondo di uno scenario gia’ deflazionistico da tempo, con dati in calo sul manifatturiero cinese , assolutamente in linea ed a conferma della capacita’ del Governo cinese di gestire un modello economico unico con modalita’ di grande efficienza e lungimiranza. Un mix di politiche economiche liberali, ma basate sulla pianificazione economico finanziaria, messe a punto da un Partito di Stato accentrato ma Glocal , aperto, ma protettivo delle golden share di Stato , a partire dalle banche.Se poi volessimo osservare come da Gennaio a oggi i regolamenti in yuan tra HK e Pechino si sono decuplicati , dopo la firma degli accordi monetari del 19 Giugno , potremmo realizzare che il lento, ma inesorabile incentivo a regolare gli scambi commerciali tra Cina e Paesi Emergenti in yuan entro 5 anni potrebbe toccare i 2 trld $ di controvalore …..
Tralasciando pero’ le “cassaforti asiatiche “ e le scommesse alle quali l’Unione Europea sara’ chiamata sul fronte dei commerci internazionali dove non c’e’ dubbio che la Cina diventera’ un partner cruciale, occorre guardare con attenzione al “puzzle” dei dati USA in vista del Meeting FED del 10 Agosto e dal momento che sono i dati USA a tenere banco ed a condizionare le Borse nonostante trimestrali veramente buone che hanno mostrato segnali importanti anche sui ciclici , comenel settore auto.
Una riflessione necessaria dopo le dichiarazioni di ieri di Bernanke riprese da un’interpretazione pessimistica da Bullard, il quale sottolinea con toni preoccupati il permanere di una crescita, ancora moderata, e del rischio di deflazione . Oggi, il WSJ delinea le opzioni di scelta della Fed per il prossimo futuro, evidenziando come Bernanke sostanzialmente confermi nei suoi giri di parole cio’ che il mercato sta prezzando da tempo: un rialzo dei tassi in la’ nel tempo, e non prima del secondo semestre 2011.
La Fed si deve cosi’ barcamenare tra gli effetti di una fase protratta di QE, con rendimenti sui Treasuries ancorati ai minimi storici e la tentazione di lanciare una terza fase di sostegno Q3 , a parole o nei fatti di riacquisto dei titoli, che sembra gia’ nei numeri di un eurodollaro forte a prescindere dai dati. Cio’ produrrebbe un ulteriore supporto per Equity e HY e quindi un prosieguo del rally contagioso per i Crediti ben oltre la pausa estiva. Che rischia pero’ di restare uno specchietto per le allodole se gli Usa non si decideranno a ridurre l’esposizione dei loans/ GDP del sistema bancario che permane al 172% rispetto ad un Brasile che resta ancorato sotto ad un piu’ sano livello del 50% ed offre rendimenti reali al 6% con un’economia in decisa crescita!!
Per gli amanti delle citazioni le dichiarazioni di Bill Gross di Pimco sulla fine del periodo fertile dei bonds e sulla sovra performance dell’Equity per i prossimi 10-20 anni a mio avviso mette semplicemente in evidenza il nervo scoperto di molti esimii gestori di mutual funds Usa che hanno sempre snobbato i Credits UE e si son persi il recente rally delle Corporates obbligazionarie….il surf non e’ per tutti ….
Potremo concludere che la Lunga Crisi , con”coda sovrana” cominciata nell’estate 2007 ha modificato l’atteggiamento degli investitori; i quali son passati da una valutazione basata con modalita’ piu’ aggressive circa il mero “ritorno sul capitale” ad una valutazione piu’ realistica al “ritorno del capitale” laddove il “Risk-free rate” svanisce per dare spazio ad una salutare ricerca del “rate free-risk”……
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