“We want to prevent people from feeling that we are stumbling from one crisis to the next” (Mr Schaeuble , Der Tagesspiegel, 23 gennaio 2011)…
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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP
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Appuntamento al 4 marzo per il primo storico incontro dei soli 17 Paesi dell’Eurozona in tema di governance politico-economica. L’asse franco-tedesco accelera i tempi dell’arrocco sui Periferici e gli altri Paesi UE con un impianto di regole restrittive che però varranno per tutti. Si riaprono così i giochi sull’EFSF e si delinea un profilo sempre più egemonico della Germania con un rafforzamento del ruolo dei Governi rispetto agli organi comunitari preposti.
Le proposte che son state avanzate da Parigi e Berlino, hanno un comune intento di resistere alle pressioni della Commissione Europea sull’ampliamento dell’EFSF e puntare al coordinamento fiscale ed al riordino delle economie, da un punto di vista sociale e finanziario. Il Patto per la Competitività Europea trae libera ispirazione dal modello tedesco e dai suoi innegabili successi che hanno reso la nazione più resistente agli shock esterni esattamente come un tempo fu l’America degli anni ’80 verso il cortile di casa latinoamericano. Molto si potrebbe dire su alcuni tra i quali: l’elevato livello di tassazione tedesca, il suo complesso impianto fiscale ed un mercato del lavoro caratterizzato da un’eccessiva regolamentazione.
Sei proposte forti e ben mirate:
1. Abolizione dell’adeguamento dei salari all’inflazione,
2. Equiparazione dei titoli di studio e delle qualifiche professionali fra i paesi membri per promuovere la mobilità del lavoro in Europa,
3. Introduzione di un criterio comune per la tassazione delle aziende,
4. Adeguamento del sistema pensionistico all’andamento demografico,
5. Introduzione di un meccanismo di segnalazione di un livello eccessivo di debito pubblico nelle costituzioni,
6. Introduzione a livello nazionale di un meccanismo di gestione delle crisi bancarie.
No Bailout Party. Anche gli alleati di un tempo, come l’Austria e l’Olanda, girano le spalle alla proposta franco-tedesca. I sindacati europei insorgono alla proposta tedesca che vorrebbe il limite di età pensionabile a 67 anni, esattamente come sull’adeguamento salariale all’inflazione considerato un diritto intoccabile dei lavoratori. L’attuabilità poi di una tassazione sulle transazioni finanziarie per creare un fondo anti crisi pare lontana dall’attuabilità per il momento. La tanta intransigenza da parte di Schaeuble lo portò a sottovalutare l’importanza degli accordi EuroMed e la necessità di una politica comunitaria proattiva ed efficace verso Paesi che ora premono sulle nostre coste con moti sociali dalla difficile soluzione politica a breve.
Il Rally dei Periferici prosegue. Sia sul lato Corporates che Govies, con diffusi restringimenti degli spread, e nuovi flussi su Corps Tlc, Utilities & Energy, primario covered bond e Frn che raccolgono interesse crescente, ma anche sul secondario, il buy on dips sui covered spagnoli è cominciato. L’Irlanda tira su la testa dalla crisi bancaria e sembra pronta ad accogliere l’esempio del modello kazako di ristrutturazione e l’esempio islandese di condivisione dello scotto da pagare con i bondholder privati.
Tempo di “Piani”. Ma oltre al piano europeo c’è attesa anche per l’attuazione di quello fiscale e federale Usa, evocato dal discorso di ieri sera di Obama alla Camera di Commercio Usa. La curva Treasuries manda forti segnali di warning sull’inflazione con il differenziale 2-10y tornato ai massimi della scorsa primavera, sui tre punti, con il 10y che rompe il 3,5% ed il 30y il 4,7%. I tassi a lunga hanno cominciato a muoversi più vistosamente verso l’alto sui miglioramenti dell’economia ed il rally delle commodity e parallelamente è cresciuto il dibattito sulla Fed e circa la riapertura del QE2. Con l’EUR/USD congelato nel range 1.35-1.40, gli investimenti su USD e la proposta sui Treasuries a lunghissima scadenza stanno crescendo nuovamente. Oggi Lacker della Fed di Richmond già parla di una revisione e quindi fa un passo indietro sul piano di stimolo. Ciò di cui ha bisogno ora l’economia americana è una drastica riduzione della spesa pubblica, minori tasse per le corporates ed una moratoria sulle nuove regole, o forse semplicemente una nuova politica della Fed…
Appuntamento quindi al Meeting del 4 marzo, dove probabilmente l’armonizzazione alla Merkel fallirà come l’Alca di Bush perché non si può imporre il proprio modello in una “comunità” di Stati così eterogenei, ma occorre salvaguardare ed esaltare le peculiarità di ciascuno da portare alla “cassa comune” di valori, regole, e per il rafforzamento del patto di stabilità. Quando Bush fallì sull’Alca, i Paesi del Sudamerica ne uscirono più forti e determinati a camminare con le proprie gambe ed è proprio ciò che stanno cercando di dimostrare i Periferici, pronti a fare la propria parte finanziariamente, ma a non farsi negare l’autonomia economica da chi in fondo con l’EFSF porta a casa circa 4 punti di rendimento del proprio capitale!!! E l’IMF rosica…
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