7 GIAPPONE

AWFI: Se l’asse terrestre si sposta, quello del mercato e’ alla ricerca di un equilibrio

La tragedia giapponese si unisce alle istanze geopolitiche ingenerando un trend ribassista.
“The major period that you have to be concerned about once a reactor has gone off line like this is the first 72 hours,” said a spokesman for the US nuclear energy institute, Steve Cerekes. “After that, [the temperatures] begin to really drop off. It doesn’t mean you are out of the woods at that point, but it means that you have a more manageable situation.”….

Questo materiale è destinato unicamente ad Investitori Professionali

Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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Bahrain, Lybia, Giappone e Portogallo: l’avversione al rischio e’ ben supportata da un mix di eventi mai affrontati dai mercati finaziari internazionali che reagiscono all’emergenza contenendo i danni maggiori e con variazioni piu’ contenute rispetto al passato. Il tema inflazione e i possibili rialzi dei tassi europei vengono cosi’ accantonati per tornare ad interrogarsi sui numeri di una crescita globale nuovamente minacciata da diversi e concomitanti fattori di contagio. Le Corporates energetiche son costrette a rivedere i piani sul nucleare ed anche dal punto di vista politico (Germania in testa) si è pronti ad un passo indietro, a meno di una settimana dalle elezioni regionali.

Incertezze Geopolitiche. Mentre le notizie dal Medio Oriente preoccupano e la presa di posizione del Consiglio della Cooperazione del Golfo (GCC) guidato dall’Arabia Saudita, in chiave anti iraniana, rischia di radicalizzare gli scontri in Bahrein, e piu’ in generale nelle citta’ sciite, dalla Libia le notizie son quanto mai confuse e difficili da verificare. Il teatro degli scontri si complica, ma la sicurezza energetica e’ confermata anche per il il gasdotto Greenstream che resta pero’chiuso, ostaggio delle sanzioni e dei ritardi della NATO. Russia e Cina si oppongono all’intervento militare ed anche sulla no-fly zone sembra ormai troppo tardi per un accordo.

L’eventuale esodo di profughi preme sui confini egiziani dove gli scontri tra musulmani e cristiani copti si riaccendono fomentati dai Fratelli Musulmani che cercano l’affermazione di un ruolo politico piu’ evidente.

Sembrano lontani i tempi per un tavolo delle riforme da parte della Lega Araba, quanto mai auspicato, e i recenti provvedimenti tra la legge marziale in Bahrein e le reazioni saudite nell’area orientale ricca di petrolio…e della presenza sciita piu’ radicale, la dicono lunga sull’allungarsi dei tempi della crisi. Ci aspettiamo quindi il permanere di tensioni sul petrolio nel medio termine e per l’anno in corso.

Il premier giapponese Naoto Kan, debole per un consenso al 20%, serra le fila del governo per organizzare un piano di intervento credibile all’immane tragedia che ha colpito il Paese, ed i cui danni paiono doppi rispetto al terremoto di Kobe del 1995. La macchina dei soccorsi fronteggia una situazione resa ancora piu’ grave dall’allarme nucleare e dalla rigidita’ delle temperature.

Tra i settori di mercato piu’ impattati:

Settore assicurativo e riassicurativo: sul settore assicurativo e riassicurativo, sia europeo che Usa, questo 2011 ha gia’ inciso pesantemente assommando le inondazioni in Australia ed il terremoto in Nuova Zelanda, e superando cosi’ di gran lunga i danni dell’uragano Katrina che ammontavano a 62 mld di $, con quest’ultima tragedia in Giappone.

Settore semiconduttori: le chiusure degli impianti di Sony ed Hitachi hanno un immediato impatto sui mercati delle batterie in litio, schermi LCD e microchip piu’ in generale. In particolare in Giappone si produce il 60% del silicio necessario per produrre semiconduttori e l’impatto sul settore dipendera’ strettamente dalle tempistiche di ripristino delle attivita’ produttive.

Settore auto: Stessa considerazione per il settore auto le cui prese di beneficio sembrano piu’ speculative che strutturali a fronte di circa 60 gg di margine sull’offerta e la rialimentazione dei magazzini auto. Nelle prossime due settimane, e quindi a ridosso della chiusura dell’anno fiscale, lo scenario sara’ sicuramente piu’ decifrabile .

Rallentamento della corsa al nucleare. Gli USA hanno poco piu’ di un centinaio di reattori vecchi di 30 anni ed il recente decreto di Obama che avrebbe riaperto la politica energetica nucleare con la costruzione di nuovi impianti subisce una battuta d’arresto esattamente come quello tedesco con il quale la Merkel aveva bloccato l’avvio dello smantellamento delle centrali entro il 2020. Che invece riprende vigore ed a partire proprio dagli impianti piu’ vecchi.

Se si pensa che solo in Germania il nucleare rappresenta il 20% della produzione di elettricita’, e che in Giappone son proprio gli approvvigionamenti di elettricita’, cosi’ come acqua e cibo, a scarseggiare, si possono immaginare effetti a catena su petrolio, gas naturale e carbone, che saranno solo parzialmente mitigati da un modesto calo stimato sulla crescita mondiale.

Soprattutto perche’ mancano all’appello, e sono avvolte dal silenzio, le decisioni in merito da parte dei principali Paesi Emergenti, BRIC & Africa, che sul nucleare avevano progettato imponenti piani di sviluppo!!

La rincorsa UE. Se l’attacco frontale di Moody’s ai Periferici prosegue imperterrito, le motivazioni appaiono al limite del risibile dato l’attuale contesto internazionale (“l’agenzia cita anche l’ECB come causa del downgrade!!! “Rising inflationary pressures could lead to an increase in the ECB’s policy rate, which could aggravate the Portuguese government’s funding costs and put additional pressure on private-sector borrowing costs”).

Infatti la probabilita’ di un rialzo dei tassi, gia’ bassa (vedi scorso weekly), si e’ ulteriormente ridimensionata, mentre si e’ rafforzata la sensazione che i recenti meeting europei, aldila’ delle misure intraprese, restano positivi per gli spread sovrani, confermando una rinnovata coesione e comunione di intenti che ricorda quella del G20 Post Lehman, ed e’ forse questo il risultato piu’ importante. Se poi la Merkel potra’ riprendere favorevolmente in considerazione la candidatura di Draghi alla BCE, dopo la scrematura della lista degli ultimi giorni, questo non e’ ancora dato di sapere ma in ambienti di Bruxelles e Francoforte si rafforzano gli auspici in tal senso. Intanto le aste , tranne che nel caso del Belgio , si susseguono con regolarita’ sulla scia del rimbalzo tecnico.

A Gennaio la Cina aveva superato il Giappone diventando la seconda economia del mondo , ma son proprio Usa e Cina che ora sono al fianco del Giappone nella speranza che, aldila’ delle alterne vicende economiche che hanno fatto scivolare il Paese sulla scia della deflazione, la solidarieta’ internazionale offra un’ancora economica di recupero che sara’ di sollievo globalmente alla crescita mondiale ed al consolidamento del traino asiatico in tal senso.
Si cerca cosi’ di evitare la monetizzazione del debito giapponese e delle ingenti quantita’ di Treasuries in riserve internazionali tenendo anche presente la partecipazione del Giappone, via IMF, ai pacchetti di salvataggio di Grecia e Irlanda.


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