AWFI: Segnali di normalizzazione degli scenari mondiali

Continuano i segnali di normalizzazione degli scenari mondiali. Poco più di un mese fa Jim O’Neal aveva dato per imminente la rivalutazione dello Yuan, ma la pesante crisi dei sovrani aveva in qualche modo ritardato l’azione. Nonostante alcuni analisti prevedessero

.

Questo materiale è destinato unicamente ad Investitori Professionali

Michele Romano – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.

Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


un tracollo dell’S&P fino a 850 punti ed il Crossover ben oltre i 650 Bps raggiunti, il mercato è andato in contro ad una decisa normalizzazione nel giro di due settimane. Il mondo va avanti, i sovrani non vengono lasciati fallire ( almeno non nell’immediato) e soprattutto le banche vengono forzate a limitare le proprie esposizioni. Ho seri dubbi sul fatto che le misure recentemente intraprese possano ritenersi sufficienti. Dobbiamo però tenere conto di una serie di eventi che nel corso dell’ultima settimana hanno cambiato gli scenari futuri e che potrebbero condizionare la volatilità tuttora attesa per i prossimi mesi.

Iniziamo dalla Cina: l’annuncio di sabato comunicava al mercato l’intenzione di introdurre una fluttuazione gestita della valuta, piuttosto che di procedere ad una rivalutazione diretta. Il sistema sembra avere dato risultati confortanti per le valute che già lo adottano, prima tra tutte il rublo, e garantirebbe (dal punto di vista del trading) movimenti sostanzialmente direzionali e concordanti con le policy di lungo periodo della banca centrale. Un esempio chiaro è il cambio contro dollaro offerto dalla banca centrale in apertura di seduta lunedì mattina, inalterato rispetto alla

Chiusura di venerdì. Chiaramente l’obbiettivo è evitare un violento apprezzamento dello Yuan che sembra però destinato a realizzarsi con una serie di graduali rialzi già nel breve periodo. Abbiamo già avuto modo di discutere diffusamente dei pro e dei contro di questa manovra.

Mi preme sottolineare oggi, dopo il mese di travaglio appena passato, quella che sembra la prospettiva più importante. Un apprezzamento della valuta nel medio periodo gioverà soprattutto all’industria pesante ed a quella dei trasporti (che ovviamente stanno vivendo in queste ore un entusiasmante rally). L’obbiettivo di fondo è incrementare i consumi domestici cinesi, evitando al contempo che i prezzi sul terreno domestico si trovino a subire gli incrementi recentemente sperimentati dalle commodities. Le importazioni diventano in sostanza più “economiche” alle tasche delle imprese (e dei risparmiatori) cinesi mentre le esportazioni, tendenzialmente, si ridurranno. A fronte di ciò, le ridotte pressioni sui prezzi consentiranno alla banca centrale di lasciare pressoché inalterate le politiche di stimolo monetarie e fiscali; dando un ulteriore stimolo alla crescita domestica.

Alcuni strategist hanno fatto notare in passato che tutto questo “ossigeno” potrebbe far bruciare più rapidamente la candela cinese (unica luce in questa crisi dei consumi). Ci affidiamo ancora una volta alla lungimiranza dei policy maker Cinesi (ed al sostanziale GAP in termini di PIL procapite che separa la Cina dal resto del mondo) per rimandare il problema a tempi futuri. L’impatto positivo sulla produzione degli altri paesi è assicurato, così come la stabilità nella domanda di commodities.

In buona sostanza si stabilizzano le politiche di stimolo e si rivaluta la competitività delle produzioni degli altri paesi.

L’altro grande tema della settimana è quello degli stress test bancari e della cosiddetta Tobin Tax. In effetti, va specificato come la risoluzione approvata inviti i paesi aderenti ad adottare una tassazione particolare sugli istituti finanziari e non sulle singole operazioni. La differenziazione è sostanziale perché si evita di gravare sulle transazioni con gli investitori finali evitando ricadute avverse sui flussi monetari tra risparmiatori ed imprese che utilizzano i mercati dei capitali. Bisognerà comunque tenere sotto stretta osservazione l’effetto che la mancanza di una disciplina univoca ed uniforme avrà nel medio/lungo periodo sui flussi di capitale e sulla crescita dei singoli sistemi bancari.

Per ciò che concerne gli stress test l’Europa si avvia ad un imminente pubblicazione dei risultati per le maggiori banche europee (si veda anche all’interno). Sacconi, il numero due di Banca d’Italia, li da per imminenti nella giornata di lunedì.

Riecheggiano ancora le parole di Ackermann che vedeva la pubblicazione degli stress test come una minaccia, e quelle di Stark (BCE) che sottolineava come gli stress test non vadano predeterminati sulla base di future e solo potenziali ricapitalizzazioni. Gli stress tests riguarderanno 26 grandi istituti bancari, escludendo così l’impatto della precaria situazione di Cajas e Landesbanken. In teoria non dovrebbero risultare neanche così stressanti. I vari scenari dovrebbero partire da ipotesi più “morbide” rispetto a quelle utilizzate alla chiusura dei bilanci 2008. Ovviamente il punto di vista presentato va valutato anche alla luce delle metodologie utilizzate. Alcuni analisti, ad esempio, stimano Haircut sul debito dei periferici nell’ordine del 10% del valore complessivo. Considerando che questa tipologia di titoli non sono soggetti a mark-to-market ed hanno una ponderazione 0% per Basilea 2, allora appare sempre più forte la differenza tra il dato di bilancio e le necessità di capitale previste da un eventuale stress test. Sicuramente i livelli di perdite sui portafogli di Loan andranno riviste in maniera decisa ma alcuni numeri prendono in considerazione worst case scenario con NPL’s triplicati e perdite pari al 50% di questi portafogli.

Nel corso dei passati tre mesi l’allargamento del segmento Senior Financials è stato pari al 60% del valore, contro un 46% del segmento subordinato. Il restringimento degli spread dell’ultima settimana è stato pressoché identico.

Se da un lato questo è l’effetto dell’eccessivo sell-off che ha colpito i subordinati, dall’altro appare sempre più un segnale di stabilizzazione per il settore in generale. Di sicuro l’attesa per un progressivo ulteriore tightening non sarà delusa ma restano ancora inalterati i problemi con i sovrani che dovranno ancora dimostrare il pieno raggiungimento degli obbiettivi di breve termine.


DISCLAIMER
Il presente materiale informativo non è destinato a clienti al dettaglio o potenziali clienti al dettaglio, ma è rivolto unicamente a investitori professionali quali: 1) banche; 2) imprese di investimento; 3) imprese d’assicurazione; 4) società di gestione collettiva del risparmio. In nessun caso il presente materiale informativo potrà essere distribuito a soggetti diversi da quelli sopra indicati.
Il presente materiale informativo è il prodotto di un desk di vendita/trading e non del dipartimento ricerca. Le opinioni espresse possono differire da quelle di altre divisioni di AbaxBank, incluso il dipartimento ricerca. AbaxBank può effettuare operazioni di trading su qualsiasi dei nominativi menzionati nel documento e potrebbe avere accumulato posizioni lunghe o corte negli strumenti stessi o in strumenti derivati.

Abaxbank pertanto non assume alcuna responsabilità nel caso in cui tale documento sia in qualunque modo messo a disposizione di un soggetto diverso da quelli sopra indicati. Le notizie di cui al presente documento hanno una finalità puramente informativa e non si propongono in alcun modo di sostituire l’autonomo giudizio degli investitori professionali cui le notizie medesime sono destinate. In particolare, tali notizie non costituiscono una proposta di contratto, né,
tantomeno, offerta o sollecitazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari. Eventuali generiche indicazioni circa l’andamento dei tassi di cambio e/o di altri indicatori finanziari oggetto di analisi, benché siano fornite in buona fede sulla base dei dati disponibili, non costituiscono in alcun modo quotazioni operative ai fini della conclusione di operazioni su strumenti finanziari.
Il presente materiale informativo non costituisce, altresì, prestazione di attività di consulenza da parte di Abaxbank. L’opinione e le indicazioni espresse da Abaxbank nel presente documento potrebbero, infatti, variare nel tempo, senza necessità di comunicazione da parte di Abaxbank. Abaxbank non fornisce, dunque, alcuna garanzia sul risultato di eventuali investimenti negli strumenti finanziari/tassi di cambio che sono oggetto dell’analisi.

Pertanto né Abaxbank, né alcuno dei suoi rappresentanti, amministratori e dipendenti potrà essere ritenuto in alcun modo responsabile per le perdite o i danni a chiunque derivanti in conseguenza dell’uso, a qualsivoglia titolo, delle notizie contenute nel presente documento.

Fixed Income Area & OFP


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.