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AWFI: Tattiche di primario per la spagna e l’annuncio della prima emissione Efsf segnano la via della riscossa ue? Ma gli stress test restano. L’incognita di questo primo semestre

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Il dibattito europeo sull’allargamento dell’EFSF e di una sua modifica nel tasso di interesse applicato unitamente ad una comunicazione finalmente forte e coordinata ridanno inizialmente slancio all’euro ed alle aste dei periferici. Ma da Bruxelles arriva l’ennesimo rinvio a fine marzo per un accordo definitivo e la doccia fredda sull’ampliamento dell’EFSF per mano tedesca e olandese. Schaeuble critica qualsiasi decisione one off, dimenticandosi di quanto fatto sulle restrizioni alle vendite allo scoperto dello scorso maggio! L’Unione Europea parla ad una voce sola quando sostiene l’Euro ma poi scivola sulle modalità di un accordo definitivo salva-crisi alimentando tensioni sull’andamento di questo primo trimestre, come se non bastassero già i timori sulla prossima tornata di stress test prevista per giugno…..

Questo materiale è destinato unicamente ad Investitori Professionali

Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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Se i flussi di capitale sono il motore di mercati e cambi, purtroppo le statistiche penalizzano il bilancio europeo a tutto vantaggio dei mercati emergenti e degli Usa. Oltre alle soluzioni necessarie per supportare la riscossa dei mercati finanziari occorre ritrovare la via della competitività e dell’occupazione, e quindi la capacità di attrarre flussi di investimento a lungo termine e non solo quelli di portafoglio o speculativi, quindi di breve termine. Basta dare un’occhiata ad alcuni settori economici che stanno vivendo un vero e proprio boom, come le rinnovabili, dove sono poche le nostre imprese che riescono ad affermarsi all’estero mentre restiamo totalmente dipendenti dalle forniture tedesche o cinesi, non riuscendo neanche ad approfittare delle misure anti-dumping che sfavoriscono i cinesi o addirittura vendendo attività d’eccellenza agli americani come nel caso del parco solare più grande d’Europa situato a Rovigo.

Focus aste. Tornando ai nostri mercati: il comparto primario resta concentrato sulle aste governative ed emissioni bancarie (e covered bond). A sorpresa la Spagna lunedì aveva cancellato le aste di riapertura dei “vecchi” 10/2020 e 01/2024 per proporre un nuovo benchmark a 10 anni+3 mesi con scadenza Aprile 2021 che ha raccolto ordini per oltre 12 mld di euro, anticipando così l’asta belga e spiazzando gli hedge fund Usa pronti a ributtarsi nell’agone speculativo delle aste europee a lungo termine dopo due settimane di tregua post natalizia. Un tatticismo che ha pagato in termini di gradimento per un’emissione di 6 mld di euro con un tasso mid swap +225 bp e cedola al 5,5%. I timori spagnoli sembravano legati all’asta belga ma sono stati fugati da un risultato altrettanto favorevole con 7 mld eur di ordini su 3 mld eur di emissione a 10 anni a mid swap +90/93. Ma le sorprese non sono finite, la Grecia, nonostante il downgrading di Fitch su banche e Paese, ha visto oggi quadruplicarsi il libro dell’asta a 3 mesi con un rendimento del 4.1% per 650 mln eur totali. La percentuale degli investitori non domestici anche per queste aste come in quelle portoghesi della scorsa settimana risulterebbe di circa i due terzi, con una partecipazione anche di fondi sovrani e investitori asiatici.

L’espansione cinese in Europa e la visita negli Usa. La strategia estera di Hu Jintao abbraccia anche l’Europa ed i titoli governativi europei, con grande determinazione, ma non solo. Recentemente gli accordi tra Repsol spagnola e Sinopec cinese per 7.5 mld di $ apriranno la strada ai cinesi in Sudamerica. Ed all’offerta di comprare inoltre titoli pubblici spagnoli, sembra che Zapatero sia ben disposto a riconoscere alla Cina il riconoscimento di nazione industrializzata a libero mercato onde premere sulla revoca dell’embargo militare Ue ancora presente dai fatti di Tienammen. Le stesse aperture erano state fatte alla Grecia e più recentemente al Portogallo, con la presenza alle aste ed inoltre l’acquisto per 1 mld eur di un collocamento privato, lo scorso giovedì, a 18 mesi al 4.74%.

Come potrete leggere nelle News della settimana, l’altro evento catalizzatore della settimana in USA dopo un Beige Book favorevole e dati contrastati è la visita del Presidente Hu Jintao, che è stata preceduta da interventi della PBOC sulla riserva obbligatoria a più riprese per le paure riacutizzatesi sull’inflazione, nonostante le previsioni ottimistiche dell’Ufficio Nazionale di statistica che prevede un contenimento al 4% per il 2011 (il dato di novembre 2010 era al 5.1%!!) contro una crescita del 9% attesa. Giovedì si avrà il dato di dicembre e quindi il dato annuo 2010 pressoché definitivo. Ma Hu Jintao nasconde bene la preoccupazione per le dinamiche economiche interne attaccando gli Usa ed accusandoli di essere proprio quelli che mantenendo i tassi artificialmente bassi alimentano l’inflazione nel mondo. Rincara poi la dose assumento che il dollaro usa non è più la divisa per le riserve internazionali e gli scambi commerciali, ma è “a product of the past”. Il riferimento all’accelerazione sul processo di internazionalizzazione dello yuan da parte di Pechino è chiaro, e gli americani sono avvisati .

L’inflazione non è solo uno spauracchio cinese o asiatico che ha dominato le aste di Paesi come l’Indonesia, upgradato di recente, o della Corea del Sud costretta a rialzare i tassi. Anche nel cambiamento di toni di Trichet i timori sono evidenti, e maggiori del rischio paventato di un outlook negativo per i Paesi AAA. E se può anche trattarsi di pretattica, perché pochi credono ad un repentina impennata dei prezzi, i mercati cominciano a riposizionarsi con buona pace della maggior parte degli analisti ancorati a previsioni sul rialzo dei tassi relegate tra l’ultimo trimestre o nel 2012 per l’Ue mentre per noi possibile già nel terzo trimestre per Usa e UK. Un segnale anglosassone anche solo di 25 bp metterebbe al riparo da qualsiasi sorpresa da fine dell’anno.


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