GIORNALI6

AWFI: Uno scenario di mercato del tutto nuovo

Come nel libro di McKibben, ci troviamo di fronte ad uno scenario di mercato del tutto nuovo: molto si sta facendo da una parte all’altra dell’Atlantico per rimettere ordine agli effetti di una recessione storica negli effetti globali. Le Banche Centrali restano al centro della scena e l’Ecofin….

Questo materiale è destinato unicamente ad Investitori Professionali

Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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oggi ci regalera’ una nuova vigilanza finanziaria europea e non solo, un nuovo Patto di Stabilita’ e di crescita, e dal 15 settembre con la nuova regolamentazione sui prodotti derivati e le vendite allo scoperto inizierà’ ufficialmente la nuova stagione delle regole che si estenderanno a hedge fund, private equity, trading algoritmico e mercati OTC……. per una nuova politica economica europea comune.

Non c’e’ dubbio che cio’ a cui abbiamo assistito in questi ultimi mesi e’ qualcosa che ci deve far riflettere: in Asia si son toccate temperature sopra i 50 gradi ed a New York si son sfiorati i 40 gradi. Oltre 19 Paesi hanno subito temperature record. Le alluvioni in Cina, Nuova Zelanda, Niger, e quella piu’ tragica in Pakistan, per non parlare della siccita’ in Russia, hanno messo in ginocchio strutture di alcuni Paesi gia’ deboli economicamente e creato problemi seri a Paesi piu’ sviluppati. Insomma, dal 1989 il surriscaldamento globale provoca disastri, ed anche se andassimo tutti in bicicletta e smettessimo di emettere anidride carbonica non risolveremmo il problema. E per fortuna che solo il 7% dei cinesi guida un’auto rispetto al 65% degli americani!!!

Ma per i mercati finanziari, nonostante il fronte Doom&Gloom guidato da Roubini, molto si sta facendo e resta da fare da parte dei Governi e delle Banche Centrali ciascuno per la propria parte. Trichet ha sdoganato al recente Workshop Ambrosetti il rischio di una seconda ondata recessiva, auspicando una condivisione di intenti tra Governi e Fondo Monetario Internazionale. Ed ha sottolineato che la BCE, operando come un unico organo federale a sostegno dell’unita’ europea, ha confermato il suo impegno alla stabilizzazione dei prezzi senza esitazioni alcune sul piano di quantitative easing tuttora in atto.

La tempesta in un bicchier d’acqua creata oggi da WS sulla revisione degli stress test “a posteriori” (….che qualcuno si sia perso il rally di inizio Settembre?) ha pero’ certamente aiutato, insieme alle dichiarazioni negative di PimCo sulla Grecia, a crerare i presupposti di uno stop della ripresa dei Periferici UE dopo le tribolazioni agostane seguite al rally piu’ deciso di Luglio. E’ curioso come nel momento in cui viene sottolineato il ritorno degli acquisti di banche estere Usa sui Periferici, si cerchi di rialimentare l’avversione al rischio che sembrava ridursi dopo una prima settimana di Settembre molto positiva per Bonds ed Equity, e con il VIX che rientrava sotto quota 25….E la rottura sull’EURUSD di 1.2770 non e’ certamente un buon segnale.

Ai Periferici si affianca il caso belga proprio mentre la Presidenza europea e’ in mano al Belgio, e i rischi di secessione pesano sul sentiment degli investitori che son corsi a comprare protezione portando il CDS a 5 anni a 137/142, in linea con la Polonia! Il caso piu’ preoccupante resta sempre quello irlandese (vedi news della settimana) il cui CDS raggiunge quota 360/380 oggi allargando di ben 30 bp… a livello di Romania e Ungheria (ancora preda della volatilita’). Nonostante l’Irlanda abbia gia’ rifinanziato le sue esigenze per il 2010 e quelle del 2011 nette non superino i 15 mld di usd, i problemi principali restano legati al sistema bancario con il caso Anglo Irish in attesa di una soluzione “europea” grazie all’intervento di Almunia atteso in settimana.

Osservando poi cio’ che sta succedendo in Usa e nelle banche americane, possiamo dire che stiamo assistendo ad un vero e proprio turmoil simile ad alcuni recenti casi climatici ad effetto precedentemente ricordati. Il futuro dell’industria bancaria, schiacciata da maggiori vincoli sull’utilizzo del capitale per le attivita’ di rischio, e’ incerto. Queste incertezze stanno provocando tra l’altro una vera e propria delocalizzazione delle attivita’ di proprietary trading verso l’Europa, e la chiusura negli Usa di commodities trading desk e strategies unit come nei recenti casi di JP Morgan e Goldman Sachs.

E’ indubbio che l’appetito al rischio ne resti cosi’ condizionato, ed il rientro parziale dei real money la scorsa settimana si diffonde con stop&go continui, cercando di dribblare dati macro e notizie ad effetto, e cercare di trovare un filo conduttore nel trend di fondo dopo che i dati Usa in Agosto han visto dei miglioramenti sia sul lato immobiliare che occupazionale. Se e’ troppo presto per trovare i presupposti di una ripresa Usa, per quanto graduale ma finalmente trainata dal settore privato, quella cinese diventa cruciale per il settore delle commodities. In Europa il focus resta sull’esposizione delle banche e sugli indubbi effetti, per quanto aldila’ da venire, di Basilea3 e Mifid3, mentre le Corporates hanno buon gioco a proporsi sul mercato sicure di un’ottima accoglienza, ma frenate nei piani di sviluppo dal permanere di una stretta creditizia bancaria che dovra’ assolutamente rientrare. Inutile stare a perdere tempo nel commentare ancora il fallimento del modello anglosassone a favore di una via europea fondata sulla media impresa sullo stile tedesco, visto che gia’ nelle due guerre mondiali la Germania ha dato prova di un recupero economico eccezionale, e l’Unione Europea l’ha ulteriormente favorita. Occorre mettere le basi per questo modello europeo partendo proprio dalle scelte dei settori piu’ competitivi per le nostre esportazioni verso i BRIC ed i Paesi emergenti, che restano i veri protagonisti di quest’anno.

Mentre attendiamo i nuovi basket per il roll degli indici Itraxx e CDX , la liquidita’ non manca, sia da parte degli hedge funds (+23% excess cash secondo CS) che degli attori principali del mercato, ma mancano le condizioni perche’ gli investimenti ripartano in maniera decisa. L’iperattivita’ di primario e’ un segnale che un tentativo di rientro alla normalita’ e’ in atto ma come per il surriscaldamento globale il passaggio ad un Nuovo Paradigma e’ lento e di difficile realizzazione, e per adesso costringe alla navigazione a vista. Con un’unica certezza che sta nel fatto che circa 250 mln di cinesi utilizzano gia’ pannelli solari !!


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