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AXA IM – Preview sulle elezioni tedesche: si punta a un grande reset

AXA IM : La Germania è pronta a ripensare le sue politiche e si prevede che gli effetti positivi si concretizzeranno, anche se con un certo ritardo


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A cura di François Cabau, Senior Eurozone Economist AXA Investment Managers


  •  Il 23 febbraio la Germania si recherà alle urne: è probabile che l’Unione Cristiano-Democratica (CDU) torni alla Cancelleria.
  • Tuttavia, al di là del consueto margine di errore dei sondaggi, le proiezioni precise sui seggi del Bundestag sono gravate dall’incertezza, dato il sistema elettorale. Trovare un partner di coalizione, o più partner, per formare una maggioranza stabile difficilmente sarà semplice.
  • Ci aspettiamo lunghe discussioni sulla coalizione di governo, che probabilmente si riveleranno controverse, in particolare per quanto riguarda la strategia fiscale della Germania.
  • Il tempo è fondamentale per far ripartire l’economia, tenuto conto delle sfide a breve e medio termine che deve affrontare.
  • Pur accogliendo con favore il cambiamento della linea economica della Germania verso un’agenda a favore della crescita, riteniamo che si avranno effetti positivi marcati con un ritardo significativo.

Le prossime elezioni tedesche del 23 febbraio 2025 saranno un momento cruciale per la traiettoria politica ed economica del Paese. Dato che si prevede che l’Unione Cristiano-Democratica (CDU) ritorni alla Cancelleria, si prevede un cambio a livello di leadership. Tuttavia, il sistema elettorale tedesco, che combina mandati diretti e rappresentanza proporzionale, introduce un livello di complessità che rende difficile prevedere l’esatta distribuzione dei seggi nel Bundestag – e questa incertezza è ulteriormente aggravata dal fatto che diversi partiti più piccoli si sono avvicinati alla soglia critica del 5%, necessaria per la rappresentanza parlamentare. L’esito delle elezioni determinerà la capacità della CDU di formare un governo di coalizione stabile e – data la natura frammentata del panorama politico tedesco – non sarà affatto semplice raggiungere una maggioranza.

Di conseguenza, prevediamo che i negoziati di coalizione saranno lunghi, soprattutto perché i partiti hanno opinioni contrastanti sulle principali politiche economiche e fiscali. L’economia tedesca ha attraversato un periodo di stagnazione durato ormai quattro anni, alle prese con rallentamenti ciclici e debolezze strutturali. Le proiezioni di crescita rimangono contenute, e la significativa esposizione del Paese alle disruption commerciali globali, comprese le incertezze sui potenziali dazi statunitensi, ha contribuito a creare un’atmosfera di incertezza politica. La fiducia delle imprese ha subito una battuta d’arresto, dal momento che le aziende attendono chiarezza sull’approccio del Governo nei confronti della tassazione, degli investimenti e della politica industriale. Nonostante ci sia ampio consenso tra i partiti principali sulla necessità di adottare politiche a favore della crescita, le soluzioni proposte variano notevolmente. Mentre alcuni sostengono tagli fiscali e deregolamentazione per stimolare gli investimenti, altri sottolineano la necessità di aumentare la spesa pubblica e i benefit rivolti alle famiglie per sostenere la domanda interna. Queste priorità contrastanti suggeriscono che i colloqui di coalizione richiederanno tempo, ritardando l’implementazione di una qualsiasi riforma economica significativa almeno fino alla fine del 2025.

Una questione particolarmente controversa in queste discussioni sarà il freno al debito sancito dalla costituzione tedesca, che limita il deficit federale allo 0,35% del PIL. Originariamente concepito per imporre la disciplina fiscale, il freno al debito è diventato oggetto di un crescente dibattito, con richieste sempre più frequenti di riforma che permettano una maggiore flessibilità nella spesa pubblica. I sostenitori del cambiamento sostengono che le rigide regole fiscali della Germania limitano la capacità del Paese di investire nelle infrastrutture, nella trasformazione digitale e nella transizione energetica verde, tutti elementi critici per la resilienza economica a lungo termine. Le riforme proposte includono meccanismi di finanziamento extra-bilancio, aggiustamenti dei criteri del freno al debito, o uno spostamento verso un aumento della spesa fiscale a livello europeo. Tuttavia, la modifica del quadro fiscale tedesco richiederebbe un accordo politico sostanziale e, data la diversità di opinioni tra i potenziali partner di coalizione, non sarà semplice trovare un terreno comune.

Al di là della politica fiscale, la Germania si trova ad affrontare sfide strutturali a lungo termine, che influenzeranno il suo futuro economico. Il persistente sottoinvestimento nelle infrastrutture, la transizione energetica in corso, i cambiamenti demografici connessi all’invecchiamento della popolazione, nonché l’aumento degli obblighi di spesa per la difesa rappresentano e rappresenteranno tutti dilemmi politici sostanziali. Affrontare questi problemi richiederà un riallineamento strategico della politica fiscale, ma – data la complessità della politica di coalizione nel Paese – il processo di ripresa economica e di riforma strutturale sarà probabilmente lento. Sebbene le elezioni possano segnalare un cambiamento verso una posizione fiscale più favorevole, l’impatto effettivo sulla crescita economica richiederà tempo per concretizzarsi. Gli investitori e le imprese terranno monitorata la capacità del nuovo governo di affrontare queste sfide e di implementare politiche efficaci di fronte alle pressioni interne e internazionali.

Fonte: InvestmentWorld.it


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