AXA IM. La bellezza di lavorare nei mercati finanziari è che un giorno non è mai uguale all’altro. In genere, le notizie arrivano in modo inaspettato e condizionano il mercato in modo altrettanto imprevedibile.
A cura di Chris Iggo, CIO Core Investments di AXA Investment Managers
Non possiamo essere certi di ciò che succederà, né di quale sarà la reazione dei mercati e indubbiamente questo non aiuta chi deve definire una strategia di investimento.
Nel corso della transizione da tassi “più bassi più a lungo” a una “stretta monetaria” la volatilità non può mancare. L’attività di copertura e di prestito degli ultimi anni si basava sostanzialmente sull’idea che i tassi sarebbero rimasti bassi, ma ora sono saliti, e ciò sta creando dei problemi, fenomeno particolarmente evidente nel Regno Unito, dove il Gilt ottobre 2050 è sceso da un prezzo a pronti di 95,5 a luglio fino a 39,7, il che equivale a un range di rendimento di 350 punti base nel periodo. Le obbligazioni britanniche a lunga scadenza nelle ultime tre settimane negoziavano come azioni col turbo e, considerando l’attuale situazione del governo britannico i Gilt probabilmente continueranno a oscillare molto.
Più in generale, credo che l’opinione di consensus sia che il ciclo inflazionistico toccherà presto il picco (deve farlo da quasi un anno), per cui i rialzi dei tassi cesseranno. Guardare oltre è difficile anche per via dell’incertezza su portata del rallentamento globale, conseguenze sociali, economiche e politiche, sulla potenziale e allarmante escalation della guerra in Ucraina e sul deterioramento delle relazioni bilaterali tra Cina e Stati Uniti.
La tensione tra le valutazioni (sempre più) convenienti e i fondamentali incerti non svanirà a breve. Far fruttare la liquidità sulla base di una view a lungo termine non è semplice quando i portafogli hanno già patito molto quest’anno e la volatilità è destinata a restare elevata. Ci aspettiamo ancora stress nei mercati finanziari; se può accadere nel settore britannico delle pensioni, normalmente solido, può accadere anche altrove. Mi dispiace ripetermi, ma il reddito fisso a breve termine sembra uno dei pochi posti in chi rifugiarsi al momento.
Realmente alti
L’unico fattore che mi rassicura un po’ è che l’ascesa degli yield reali sembra eccessiva. Rispetto al trend a lungo termine, l’aumento dello yield reale USA a 10 anni (sul mercato dei TIPS ovvero i titoli del Tesoro protetti dall’inflazione) è più estremo oggi che durante la crisi finanziaria globale. Se gli yield reali si stabilizzassero o scendessero, sarebbe un buon segno per tutti i mercati, la contrazione dei multipli azionari si fermerebbe, le azioni growth farebbero meglio di quelle value e gli yield obbligazionari si stabilizzerebbero. Gli yield reali a lungo termine probabilmente non torneranno in territorio molto negativo, le banche centrali oggi hanno meno peso come acquirenti di titoli di Stato poiché stanno uscendo dal QE e la crescita delle riserve globali ha rallentato, ma gli yield reali non dovrebbero continuare a salire.
Guardiamo al futuro (se possibile)
Le numerose forze che stanno generando volatilità sui mercati sono difficili da comprendere, spiegare e persino prevedere. Gli shock subiti dall’economia globale negli ultimi anni sono stati profondi: Covid, crisi energetica, transizione a un diverso regime dei tassi di interesse. Non sappiamo quando tali fattori finiranno di condizionare l’economia e i mercati. Lo shock però dovrebbe attenuarsi e il valore tornerà a generare rendimenti positivi sui mercati.
Fonte: BondWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




