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AXA IM – Sfide per l’economia UE tra rallentamento e politica monetaria

AXA IM : Come previsto, la Bce non si è impegnata in alcuna forward guidance significativa oltre al taglio dei tassi fornito la scorsa settimana.


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A cura di Gilles Moëc, Head of AXA IM Research e Chris Iggo, CIO AXA IM Core


  • Come previsto, la Bce non ha fornito alcuna forward guidance
  • Nell’Unione Europea il divario tra ciò che deve essere fatto e ciò che è politicamente realistico è ampio.

Riteniamo che mantenere pressoché invariati, rispetto a luglio, l’elenco e la caratterizzazione dei rischi al ribasso per la crescita e al rialzo per l’inflazione potrebbe essere facilmente messo in discussione, visto il flusso di dati dell’estate. Questo approccio di “navigazione stabile” riflette, a nostro avviso, la difficoltà di placare le divergenze all’interno del Consiglio direttivo.

Date le circostanze, siamo sorpresi di vedere che il mercato stia ancora prezzando un taglio di 11 punti base a ottobre. Rimaniamo fermi sulle nostre posizioni e non ci aspettiamo un nuovo taglio prima di dicembre. È vero che se aumentassero le preoccupazioni riguardo il flusso di dati – il che, a nostro avviso, è una possibilità concreta – i falchi del Consiglio direttivo potrebbero essere costretti a “capitolare”, portando la Bce verso un percorso più deciso. Tuttavia, ci sembra che, per quanto si possa essere convinti che un’ottica di allentamento più netta sia effettivamente giustificata, l’asticella per arrivarci rimane alta.

Se l’outlook europeo a breve termine non sembra molto promettente, lo stesso si può dire di quello a lungo termine, secondo il cosiddetto “Draghi Report”, pubblicato la scorsa settimana. Non si tratta di una lettura per i deboli di cuore – e non solo perché si estende per 400 pagine scritte in piccolo. Il suo punto sul rischio di una “morte lenta” dell’Ue deve chiaramente essere inteso come un campanello d’allarme, ma il report potrebbe anche aumentare il senso di impotenza – attirando l’attenzione sulle difficoltà dell’Europa nel prendere decisioni rapide. Le raccomandazioni politiche in sé sono molto sensate, ma gli europei sanno da tempo cosa bisogna fare. La questione chiave è l’appetito politico a livello nazionale per farlo. A nostro avviso, gli aspetti della “macchina europea” sono secondari.

Mentre gli europei guardano con invidia alla performance economica degli Stati Uniti, a livello locale il dibattito politico è incentrato su come mitigare l’imminente rallentamento. Il mercato è indeciso se valutare 25 o 50 punti base per il taglio della Fed di mercoledì. Noi continuiamo a ritenere che la Fed sceglierà un taglio da 25 punti base, anche se non possiamo ovviamente esserne certi al 100%.

Fonte: InvestmentWorld.it


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