Image

BCE: Draghi convince ancora, nonostante le modifiche alla guidance

Draghi ancora una volta riesce a rassicurare i mercati confermando che la BCE sarà “persistente” nel sostenere la ripresa, nonostante la rimozione dell’ easing bias sui tassi……


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


L’orientamento della BCE resta ultra accomodante e la politica monetaria continuerà a supportare la ripresa per tutto il 2018, anche se a un ritmo meno intenso rispetto al 2016-17. Il bilancio della BCE continuerà a crescere nel 2018 e il tasso sui depositi rimarrà invariato almeno fino al 4° trimestre del prossimo anno.

Il tono della comunicazione di Draghi è stato, ancora una volta, efficace nel rassicurare i mercati sul fatto che la BCE resterà attiva a lungo e nell’evitare una reazione bearish, nonostante la decisione di rimuovere l’ easing bias sui tassi, che segna il primo passo verso una assai graduale normalizzazione della politica monetaria.

La rimozione dell’ easing bias è motivata dal fatto che il rischio deflazione è rientrato con il consolidarsi della ripresa, più forte delle attese BCE di marzo scorso, come incorporato nelle nuove previsioni (crescita del PIL a 2,0% nel 2017 da un precedente 1,8%, a 1,8% da 1,7% nel 2018 e a 1,7% da 1,6% nel 2019). Inoltre, i rischi per la crescita sono valutati ora come circa bilanciati e non più verso il basso.

La sequenza di uscita è inalterata, dal momento che il Consiglio si aspetta che i tassi rimarranno sui livelli attuali ben oltre la fine degli acquisti.

La BCE ha riaffermato che il ritorno dell’inflazione verso il 2% nel medio periodo dipende ancora “ da un grado molto elevato di accomodamento monetario per consentire l’accumularsi di spinte inflazionistiche di fondo “. “ La BCE pertanto continuerà con gli acquisti netti di attività, (…), sino alla fine di dicembre 2017 o anche oltre, se necessario ”. Inoltre, la BCE ha mantenuto, quello che Draghi ha definito come easing bias sugli acquisti implicito nella frase: “ se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, siamo pronti a incrementare il nostro programma di ac quisto di attività in te rmini di entità e/o durata ”.

L’orientamento accomodante del Consiglio è convalidato dalla revisione al ribasso delle previsioni di inflazione (all’1,4% dall’1,6% nel 2018 e all’1,6% dall’1,8% nel 2019), in parte per effetto di un’ipotesi del prezzo del greggio più bassa che a marzo (51,5 dollari nel 2018-19 da 56,3 dollari ipotizzato a marzo) ma anche per effetto del taglio alle stime dell’inflazione core (all’1,4% dall’1,5% nel 2018 e all’1,7% dall’1,8% nel 2018). Draghi ha detto che la valutazione dei rischi per la dinamica inflazionistica potrebbe essere reintrodotta in futuro ed è qualcosa sui cui i membri del Consiglio stanno riflettendo.

Draghi ha chiarito che l’ easing bias sugli acquisti di APP è parte della funzione di reazione della BCE che ricordiamo dipende da un aumento verso il 2% dell’inflazione nel medio termine; l’aumento deve essere duraturo, deve autosostenersi ed essere diffuso a tutta l’area. L’ easing bias sui tassi era un’attesa del Consiglio legata all’evoluzione del rischio di coda deflazione, rischio che è del tutto rientrato. Il Consiglio non ha discusso di normalizzazione del QE ma delle condizioni a cui potrebbe essere legata la tempistica di uscita e ciò si ricollega in un certo senso alla chiarificazione dell’ easing bias sugli acquisti.

Quando interrogato sulla credibilità dell’obiettivo dell’inflazione e sulla capacità di raggiungere tale obiettivo nel medio termine, e considerate le revisioni al ribasso delle stime dell’inflazione, Draghi ha risposto che la reazione lenta dell’inflazione core è probabilmente dovuta all’inerzia salariale, a sua volta legata all’eccesso di offerta nel mercato del lavoro, eccesso più ampio di quello misurato dal tasso di disoccupazione ILO. Draghi è stato moto chiaro nell’affermare che quando si valuta la credibilità della Banca centrale bisogna essere: 1) pazienti, visto che l’eccesso di offerta si sta chiudendo; gli indici di fiducia sono ai livelli più alti da prima della crisi e il PIL è cresciuto di 0,6% t/t nel 1° trimestre, da 0,5% t/t in precedenza; 2) fiduciosi che l’APP è efficace e che i rischi di coda per l’inflazione sono ormai dissipati; 3) persistenti, la BCE accompagnerà la ripresa ancora a lungo.

Cosa aspettarsi per i prossimi mesi?

1. Riteniamo che la BCE solleverà l’ easing bias sugli acquisti a settembre, posto che lo scenario macro venga confermato.

2. Il Consiglio darà delle indicazioni di massima sull’APP a ottobre dopo le elezioni tedesche e forse quelle italiane.

3. Solo a dicembre la BCE potrebbe annunciare il ritmo di acquisti per il 2018 e forse la data ultima di spegnimento del programma. Ipotizziamo come scenario centrale una riduzione degli acquisti a 40 miliardi nel 1° trimestre 2018 e quindi di ulteriore riduzione a 25 miliardi fino a giugno 2018. Non escludiamo che la BCE decida annunciare l’aggiustamento agli acquisti di tre mesi in tre mesi senza indicare esplicitamente una data ultima. In ogni caso andare oltre settembre ci sembra poco probabile dal momento che l’inflazione core Eurozona dovrebbe essere avviata stabilmente verso l’1,7%.

In ogni caso la politica monetaria continuerà a supportare la crescita anche nel 2018 sia pure ad un ritmo più lento. Nel nostro scenario centrale il bilancio BCE salirebbe ancora di 195 miliardi tra gennaio e giugno 2018, mentre nell’ultimo anno il ritmo di aumento semestrale è stato di 360 miliardi

09062017


Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.