BOE: Inflation Report di maggio

Come da attese, nell’Inflation Report di maggio la BoE ha rivisto al rialzo le stime di inflazione. Secondo la BoE, infatti, c’è una buona probabilità che il tasso di inflazione raggiunga il 5% yoy nell’ultima parte del 2011 e la probabilità che l’inflazione rimanga al di sopra del target …


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


nel 2012 è più alta dell’evento opposto. L’aumento delle pressioni inflazionistiche è imputabile all’aumento dell’IVA a gennaio 2011, ai rincari energetici, all’indebolimento della sterlina e alla ricostituzione dei margini di profitto da parte delle imprese. Le attese di inflazione pubblicate con l’Inflation Report di maggio sono notevolmente superiori per tutto il 2011 e per buona parte del 2012 a quelle contenute nell’Inflation Report di febbraio, riflettendo principalmente il recente forte aumento dei prezzi energetici e la probabilità che questo possa portare ad un aumento delle bollette energetiche. L’inflazione dovrebbe comunque moderare nel corso del 2012 e del 2013, quando dovrebbe svanire l’impatto di questi fattori temporanei e invece persistere le pressioni al ribasso sui prezzi, date dalla bassa capacità utilizzata. Per quanto riguarda le attese di inflazione nel medio termine, secondo la BoE le probabilità che il tasso di inflazione vada al di sopra o al di sotto del target sono bilanciate. I rischi al ribasso sono infatti dati dalla presenza di capacità inutilizzata ancora presente nell’economia, che potrebbe influire sui salari e sui prezzi. L’intensità di questi rischi dipende dalla forza della domanda ma anche dall’evoluzione della produttività e dall’andamento del mercato del lavoro. I rischi al rialzo sono invece dati dal fatto che un periodo prolungato con inflazione al di sopra del target potrebbe portare ad ulteriori pressioni al rialzo sui prezzi, nel caso in cui le famiglie e le imprese inizino ad incorporarlo nelle proprie aspettative e nel caso in cui la prospettiva di una riduzione dei salari reali porti i lavoratori a chiedere ed ottenere aumenti salariali.

Le stime di crescita del GDP reale sono invece state riviste modestamente al ribasso rispetto a quelle contenute nell’Inflation Report di febbraio. Data, infatti, la debolezza osservata nella produttività negli ultimi trimestri, la BoE stima una debolezza maggiore nella produttività e quindi anche nella produzione dell’economia rispetto a febbraio e si attende che un certo margine di capacità inutilizzata rimanga nell’economia, anche se decrescente nel corso del tempo. La modesta revisione al ribasso delle proiezioni di crescita viene anche dal fatto che le attese sono per una ripresa più graduale dei consumi e per un contributo meno forte dal net export. I rischi per una crescita nel medio periodo al di sopra o al di sotto la crescita media storica sono bilanciati. Da un lato, infatti, i consumi privati potrebbero essere più deboli a causa della riduzione dei salari reali, mentre dall’altro lato le esportazioni potrebbero mantenersi forti e il settore delle imprese potrebbe continuare a registrare surplus finanziari.

Alla luce dell’Inflation Rerport di maggio confermiamo le nostre attese per il primo rialzo di 25 bp ad agosto, seguito da un altro di 25 bp a novembre, con i tassi che a dicembre 2011 saranno a 1.0%.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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