BondWorld : Inflazione sui massimi e rendimenti in discesa sui bond: correzione sull’azionario prossima opportunità di acquisto?
A cura di Andrea De Gaetano, Analista Indipendente
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La notizia della nuova variante Omicron ha dato il via a forti vendite sull’azionario mondiale. Ne hanno beneficiato i bond Governativi di alta qualità, saliti di prezzo, con conseguente discesa dei rendimenti.
Il rendimento del decennale USA è sceso in area 1.40% dalla soglia dell’1.70% sfiorata settimana scorsa.
Ciò che spaventa i mercati non è la variante Omicron di per sé (non è la prima e probabilmente non sarà l’ultima), ma la veloce reazione dei governi che hanno annunciato parziali chiusure delle frontiere e possibili nuovi lockdown.
Il crollo dei prezzi del petrolio, dagli 83$ al barile del mese scorso ai 68$ di oggi sul WTI, sconta un rallentamento economico di cui ci sono le avvisaglie.
Il calo dei rendimenti dei bond, flight to quality, unito al balzo dell’inflazione superiore alle attese, al 6% in Germania e al 4.9% nell’area euro in novembre, affossa i rendimenti reali dei bond, già da tempo in territorio negativo.
Ciò mantiene vivo l’interesse per l’azionario, tanto più dopo la correzione in corso che sta riassorbendo l’eccesso di euforia delle scorse settimane.
I colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento, dovuti alla pandemia, fanno pensare a un’inflazione che rimarrà elevata, soprattutto in caso di nuovi lockdown.
Biden ha riconfermato Jerome Powell alla guida della Federal Reserve: basterà la turbolenza dei mercati e l’incognita Omicron a rallentare il tapering? Gli operatori si chiedono se con l’inizio del tapering ci siano le premesse di un revival del dicembre 2018. Allora la Fed aveva continuato ad alzare i tassi d’interesse (fino al 2.25-2.5%), nonostante segnali di rallentamento economico. Presto per dirlo, ma sembra che BCE e FED abbiano fatto tesoro dell’esperienza del 2018 e siano intenzionate a restare accomodanti.
Se così fosse, la correzione sull’azionario diventerebbe opportunità di acquisto, perlomeno nell’ottica di un rimbalzo tecnico.
I bond, passato il momento di paura, prenderebbero fiato, ma senza scostarsi troppo dai rendimenti che abbiamo visto quest’anno. Per proteggersi dall’inflazione, gli investitori tornerebbero a comprare materie prime e azionario.
Aspettiamo con calma lo svolgersi della correzione, naturale dopo mesi di rally ininterrotto.
Graduali riacquisti su singoli titoli alleggeriti nelle scorse settimane, riducendo progressivamente le coperture sugli indici azionari.
Sul comparto obbligazionario, l’investitore europeo trova rendimenti che proteggono dall’inflazione sui bond di Paesi Emergenti, dove le banche centrali hanno già alzato i tassi d’interesse e che devono ancora beneficiare del forte recupero economico che abbiamo visto nelle Paesi Sviluppati. Resta l’incognita del tapering della Fed, con conseguente rischio valutario.
Al prossimo rimbalzo, si capiranno le reali intenzioni del mercato: correzione di breve o inizio di una nuova recessione? Per ora sembra più probabile il primo scenario.




Fonte: BondWorld.it
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