Nel corso di una giornata in cui gli indici di borsa americani ed europei hanno vissuto una sessione contrastata ed altalenante, ieri, i rendimenti sui Treasury sono scesi insieme al Dollaro in maniera piuttosto decisa:………
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infatti dopo che già venerdì i dati macro avevano mostrato debolezza proprio quando la FED avrebbe necessitato di un mercato del lavoro molto forte per essere in grado di poter alzare i tassi d’ interesse il 21 settembre, anche ieri i numeri non sono stati dalla parte dei “falchi” che infatti hanno battuto in ritirata lasciando strada libera ai venditori di Dollari ed alla loro convinzione (ormai giustificata) secondo cui la FED dovrà attedendere ancora prima di intervenire nuovamente.
La reazione sul mercato dei cambi è stata brusca, con il Dollaro che si è prontamente indebolito nei confronti dell’Euro e della altre principali controparti valutarie.

Le brutte notizie di ieri sono arrivate dal settore dei servizi che ha subito un forte rallentamento: il più marcato dal 2010 determinando cosi un ulteriore abbassamento delle già esigue probabilità di intervento della FED in occasione del prossimo meeting, che ora si attestano al 15% contro un 85% di probabilità restino invariati

I più ottimisti continuano a mantenere viva la speranza di un rialzo dei tassi il 14 dicembre, quindi esattamente un anno dopo l’ultimo intervento della banca centrale. L’analisi dei FED Funds ci mostra come il mercato stimi attualmente una probabilità del 39%, ma non è escluso che tale percentuale vada ad aumentare ulteriormente nelle prossime settimane.
Fonte: BONDWorld.it
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