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Brent, tensioni geopolitiche in primo piano

Prezzi in risalita dai minimi a cinque mesi
Tornano a crescere i prezzi del Brent. Scese ai minimi da quasi cinque mesi sotto quota 104 dollari il barile in scia dei rumor relativi un accordo tra il Governo libico e i ribelli per riaprire i porti orientali del Paese…….

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(bloccati da quasi un anno), le quotazioni del benchmark nelle ultime sedute hanno capitalizzato la sfi ducia degli operatori sul raggiungimento di un’intesa.
Secondo le statistiche diffuse da Bloomberg, la produzione di greggio libica a marzo si è attestata a 250 mila barili giornalieri, contro gli 1,4 milioni di un anno fa. Con i fondamentali in secondo piano, le tensioni geopolitiche continuano a giocare un ruolo fondamentale per il Brent. Non solo Tripoli, focolai si registrano anche in Iraq, Iran, Siria e Sud Sudan.
L’Opec sfora il target produttivo
A febbraio, secondo le ultime statistiche diffuse dall’Agenzia internazionale dell’Energia (Iea), l’ente con sede a Parigi che rappresenta i Paesi consumatori di greggio, per la prima volta in cinque mesi la produzione dei Paesi Opec si è attestata sopra la soglia fi ssata dal cartello a 30 milioni toccando quota 30,49 milioni di barili giornalieri (mbg, 29,99 milioni a gennaio).
A compensare le difficoltà libiche ci ha pensato l’Iraq (membro sprovvisto di quota) che a febbraio ha visto la produzione salire ai massimi da 35 anni a 3,6 mbg (di cui 2,8 mbg esportati).
Merito dell’avvio del maxi-giacimento di West Qurna II (12,9 miliardi di barili di riserve), il secondo più grande del Paese, che a regime, stando ai numeri forniti dalla russa Lukoil (operatore del giacimento), dovrebbe fornire 1,2 mbg. Segno più anche per l’Arabia Saudita, il cui output è salito di 90 mila a 9,85 milioni, e per l’Iran che, grazie all’attenuazione delle sanzioni, a febbraio ha esportato 1,4 mbg (+300 mila rispetto alla media 2013). L’Aie si è detta ottimista anche sull’output globale (restante 60%), atteso in aumento di 1,7 mbg, il dato maggiore dal 1990. Nel report pubblicato lo scorso 19 marzo, l’Economist intelligence unit (Eiu) ha reso noto di attendersi per il biennio 2014-15 un consumo globale di petrolio in aumento dell’1,7% (+1,4% nel 2013). “Il differente tasso di crescita dei consumi nelle economie sviluppate e in quelle emergenti si confermerà nel 2014-15”, rileva l’Eiu. L’incremento della domanda nei Paesi emergenti, appesantito dalla bassa crescita, rispetto al passato, della domanda cinese, è atteso al 3,3% annuo. L’Eia stima un aumento delle richieste di 100 mila a 1,4 mbg mentre l’Opec nel resoconto pubblicato a metà marzo ha alzato la view di 50 mila a 1,14 milioni.
Prezzi influenzati da tensioni geopolitiche
Stimare l’andamento futuro dei prezzi del Brent è particolarmente complesso alla luce della forte infl uenza esercitata dalla sfera geopolitica. In condizioni normali, l’autorevole testata britannica vede il prezzo medio di un barile di Brent nel secondo e terzo trimestre 2014 rispettivamente a 106,5 e a 102 dollari. Nel complesso quest’anno è atteso a 105,5 dollari mentre “un rafforzamento della domanda spingerà i prezzi nel 2015, anche se i rialzi saranno frenati dall’abbondanza delle forniture”.

Fonte: RBS



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