Aspettando i dati canadesi sull’inflazione(di Arnaud Masset): Dopo un brusco apprezzamento del dollaro USA nei confronti del dollaro canadese, il dollaro canadese ha riguadagnato terreno con lo…
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stabilizzarsi del prezzo del petrolio. Tuttavia, crediamo che questa correzione recente abbia vita breve dato che i fondamentali dell’economia canadese non hanno la forza necessaria per invertire il trend attuale. La disoccupazione ha toccato il 7,1% a settembre mentre il commercio all’ingrosso e le vendite al dettaglio continuano a mostrare segnali di indebolimento. I dati sull’inflazione di oggi dimostreranno che il prezzo del petrolio continua a pesare sui dati dell’Indice dei Prezzi al Consumo, che si prevede segni una diminuzione a 1,1% su base annua – al di sotto del target della Bank of Canada di 2% ma ancora all’interno della banda di oscillazione del target fissata a +/-1% – rispetto al valore registrato di 1,3% nel mese precedente. D’altra parte, si prevede che il valore core aumenti a 2,2% su base annua dal 2,1% di agosto.
In generale, crediamo che il rischio rimanga localizzato sulla parte inferiore per il dollaro canadese dato che ci aspettiamo una posizione più accomodante da parte della BoC nonostante i messaggi relativamente interventisti durante la sua ultima riunione. Inoltre, i tori del dollaro stanno pazientemente seduti a bordo campo per ora, aspettando che ripartano le voci di un aumento dei tassi. Crediamo che il livello di $1,32 sia un target decente data la situazione complessiva.
Il QE della BCE quasi certamente per essere esteso(di Yann Quelenn)
Senza sorpresa, la Banca Centrale Europea ha mantenuto il suo tasso di rifinanziamento invariato a 0,05%. Tuttavia l’annuncio del Presidente della BCE Mario Draghi di essere pronto a tagliare i tassi di interesse nell’Eurozona ha rimandato indietro la coppia EUR/USD a 1,1100. Inoltre, e come ci aspettavamo, Draghi vuole aumentare la dimensione e la durata del programma di QE dell’Eurozona la cui fine era inizialmente prevista per il settembre 2016.
Draghi è preoccupato per il rallentamento nei mercati emergenti, in particolare la Cina, e ha aggiunto che i rischi di una contrazione dell’inflazione e crescita nell’Eurozona stanno aumentando. I prossimi dati economici saranno esaminati con cura e verrà fatto un annuncio ufficiale durante la riunione di dicembre. In quel momento il QE verrà riesaminato e molto probabilmente esteso. Al momento vengono iniettati nel mercato €60 miliardi. Potrebbe salire a €80 miliardi.
Rimaniamo ribassisti per la coppia EUR/USD. Il QE è così efficiente che deve essere incrementato e esteso in durata. Un’altra valuta, la coppia EUR/CHF, viene spinta verso il basso e pensiamo che la BNS sarà obbligata a reagire. La Svizzera sta di nuovo trovando il suo status di isola rifugio a causa delle incertezze crescenti attorno all’Eurozona. Soltanto i mercati azionari stanno aumentando. L’era dei soldi a buon mercato è solo all’inizio e il denaro continuerà a fluire nei mercati azionari.
La BNS reagirà?
Crediamo che la BNS sia pronta a reagire nel caso che il franco si rafforzi al di sotto di 1,0700 CHF per un euro. Con la coppia EUR/CHF spinta verso il basso, ora la banca centrale svizzera si trova in una situazione difficile. Per il momento, la BNS ha ancora tempo per reagire dato che la BCE annuncerà ufficialmente le modifiche al suo programma di QE solo nella riunione di dicembre. Vi è la possibilità di una nuova soglia fissa di intervento. La BNS ha una grande battaglia da combattere sullo sfondo di un grande piano di QE da parte della BCE e delle crescenti incertezze in Europa che stanno facendo reindirizzare il flusso di capitali verso l’isola rifugio rappresentata dalla Svizzera. Una soglia fissa potrebbe essere un buon compromesso dato che i tassi sono già troppo bassi.
Fonte: BONDWorld.it
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