Carpenzano Flavio Capital Group

Capital Group: High yield, investire in un mercato del credito profondamente trasformato

Capital Group : Il mercato high yield è cambiato profondamente negli ultimi due decenni, ma molti investitori istituzionali continuano a valutare l’asset class attraverso una lente retrospettiva, plasmata da un passato caratterizzato da crediti più deboli, shock episodici di liquidità e cicli di default pronunciati.


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A cura di Flavio Carpenzano, Asset Class Lead Fixed Income, Europe e Asia di Capital Group


Questa visione risulta sempre meno allineata con la realtà del mercato moderno. Oggi l’universo high yield ha una qualità strutturalmente più elevata e un andamento molto più resiliente lungo i cicli di mercato. Questi cambiamenti riflettono l’ampliamento delle opzioni di finanziamento disponibili per le società sub-investment grade, l’evoluzione degli operatori di mercato e un miglioramento generale della disciplina finanziaria delle imprese.

Il panorama high yield contemporaneo richiede pertanto una comprensione più sfumata, che riconosca come queste caratteristiche strutturali abbiano modificato il profilo di rischio dell’asset class e il suo ruolo nei portafogli obbligazionari.

Il mercato USA come punto di riferimento dell’high yield moderno

Il punto di partenza per comprendere il moderno ecosistema dell’high yield sono le differenze strutturali tra i mercati regionali. Il mercato USA resta ineguagliato, in termini di dimensioni, liquidità e diversità. Ospita un ampio ecosistema, che comprende specialisti dei crediti distressed ed hedge fund, compagnie assicurative, fondi pensione e strategie multi-asset orientate al reddito. Ciò garantisce che, anche durante le fasi di marcata volatilità, vi sia generalmente una domanda effettiva di credito. Questa profondità assicura un processo di formazione dei prezzi affidabile e condizioni di liquidità stabili, favorendo un andamento di mercato più efficiente e prevedibile.

Al contrario, i mercati high yield al di fuori degli USA, in particolare in Europa e in Asia, sono molto meno profondi. Nelle fasi di stress la liquidità può venire meno, limitando la capacità degli investitori di riposizionare i portafogli. In questo contesto, l’entità delle posizioni, la valutazione della liquidità e la selezione geografica assumono la stessa importanza dell’analisi fondamentale del credito.

Gli investitori globali tendono a essere più sensibili al rischio valutario, alle dinamiche politiche e alla volatilità cross-border rispetto a quelli statunitensi; tuttavia, grazie alla sua resilienza strutturale, il mercato USA resta l’allocazione di riferimento per la maggior parte dei portafogli sofisticati. Il mercato statunitense non solo è oltre quattro volte più ampio di quello europeo, ma risulta anche molto più diversificato a livello settoriale.

Un’asset class ridefinita per i portafogli a reddito fisso moderni

L’evoluzione strutturale del mercato high yield – trainata da un universo di emittenti trasformato, da una maggiore liquidità, da fondamentali societari più solidi e da un panorama più ampio di alternative di finanziamento – ha ridefinito l’asset class, rendendola molto diversa rispetto alle sue origini. Oggi è un segmento più solido, di qualità più elevata, più liquido e strutturalmente più resiliente.

Per gli investitori, questa evoluzione modifica le modalità di valutazione dell’high yield all’interno dei portafogli. L’asset class offre oggi una combinazione interessante di reddito, riduzione del rischio di ribasso, liquidità giornaliera e solidi rendimenti lungo i cicli di mercato.

Questo rafforza la tesi a favore del mantenimento di un’allocazione strutturale all’high yield nell’ambito dei portafogli obbligazionari. Storicamente, la componente prevalente dei rendimenti totali nel reddito fisso deriva dal carry, e l’high yield offre naturalmente la fonte di reddito più elevata e stabile, insieme ai migliori rendimenti corretti per il rischio – misurati tramite l’indice di Sharpe – su orizzonti di lungo periodo.

Anche quando gli spread appaiono compressi, la componente reddituale ha rappresentato un potente motore dei rendimenti di lungo termine, mentre i rendimenti all-in correnti restano interessanti. Mantenere l’investimento nel tempo, piuttosto che tentare di individuare il momento ottimale di rientro sul mercato, è fondamentale per cogliere appieno l’effetto compounding.

Fonte: InvestmentWorld.it


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