Cassa Lombarda. Settimana di segnali contrastanti nell’eurozona. Il surplus delle partite correnti si è ridotto per il 4° mese consecutivo e la fiducia….
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a cura di Marco Vailati, Responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda
al consumo ha prolungato la fase correttiva, alimentata dalle incertezze politico/commerciali e scendendo in area negativa per la prima volta da ottobre. Il Pmi Composto, al contrario, pur chiudendo il trimestre a valori medi che confermano che non si è verificata l’accelerazione inizialmente attesa dopo la frenata dei primi tre mesi, ha mantenuto livelli espansivi e mostrato i primi segnali di inversione del trend di decelerazione del ritmo di crescita, come prospettato anche da Draghi nell’ultimo meeting Bce. Anche dai sottoindici sono arrivate indicazioni prospettiche costruttive, con i New Orders e gli Input price in rialzo.
US: alcuni cali di fine periodo ma valori medi trimestrali che confermano l’accelerazione del 2° trimestre
In settimana, segnali misti dall’immobiliare: la fiducia dei costruttori è calata rimanendo prossima ai massimi, le nuove costruzioni sono salite ai massimi dal 7/07, i permessi edili sono calati ai valori medi del 2017, i prezzi sono aumentati poco ma per il 75° mese consecutivo e le vendite sono calate sotto la media 2017, ai massimi da 10 anni. Sul settore che è ancora discontinuo nel contribuire al Pil incidono vari fattori in positivo (lavoro, crescita, fisco) e in negativo (tassi, dazi sul materiale importato, prezzi e scorte). Il mercato del lavoro si è confermato solido, con beneficio per le aspettative e il benessere dei consumatori e anche il deficit delle partite correnti è migliorato. Viceversa, la fiducia sull’outlook da parte delle aziende e l’Indice principale si sono ridotti, pur restando positivi. Gli indici Pmi, con una lieve limatura di fine periodo, confermano nel valore medio l’importante accelerazione t/t.
UK: l’immobiliare continua a soffrire l’impatto della Brexit
Il prezzo delle case è aumentato per il sesto mese consecutivo ma il tasso tendenziale resta ai valori inferiori degli ultimi 6 anni, dopo aver segnato a dicembre i minimi dal 1/12. Questo tasso di apprezzamento resta altresì inferiore all’inflazione. Il timore di possibile nuova debolezza della sterlina tiene basso l’appeal dell’investimento immobiliare in UK per gli stranieri, mentre la passata debolezza, avendo creato inflazione, ha ridotto il potere d’acquisto reale degli inglesi e con esso anche la domanda nazionale di case. I due effetti combinati continuano a incombere così sul mercato, i cui prezzi non riescono più a riprendere il precedente tasso tendenziale di crescita dopo anni di exploit, anche se per ora non calano ancora a livello nazionale grazie all’offerta è limitata. La Banca d’Inghilterra ha mantenuto invariata la politica monetaria ma con un voto (6-3) che ha fatto aumentare l’attesa di un rialzo per agosto.
Fonte: BONDWorld.it
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