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Cassa Lombarda: Fasi miste di recupero e decelerazione

-Eurozona: “decelerazione della crescita” – I prezzi al consumo della zona euro sono aumentati a gennaio meno del già basso livello inizialmente stimato, mettendo in evidenza le difficili sfide della Bce per sostenere la ripresa della regione….


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Macro Weekly”, la settimana dei mercati


Dall’altro lato il Consiglio direttivo delle Bce dovrebbe trovare conforto nei dati monetari in quanto l’azione dell’espansione dell’offerta di moneta sta agendo positivamente sull’aggregato del credito. Tuttavia, come evidenziato dai Pmi della zona euro, si sta concretizzando un rallentamento generale con pressioni al ribasso dei prezzi da parte delle imprese. Anche gli indicatori di fiducia settoriale sono in decelerazione. Markit ha detto che la crescita economica in Eurozona nel primo trimestre (1trim) potrebbe cadere al di sotto del +0,3% visto alla fine del 2015. Di fronte a una prospettiva di inflazione e crescita basse, il consiglio della Bce il 10 marzo a Francoforte sarà probabilmente pronto a rivedere il programma attuale di tassi di interesse negativi e acquisto di obbligazioni per 1,5 trilioni di euro. Questa settimana l’inflazione bassa di febbraio dovrebbe dare il tono all’inizio della pre-riunione Bce. Mercoledì le statistiche sui tassi di interesse Bce saranno molto interessanti per un motivo: capire se le banche alzano i tassi dei prestiti nel tentativo di proteggere i loro margini dato il tasso negativo di deposito della Bce. Finora ciò non è avvenuto, ma qualora si realizzasse, sarebbe un argomento in più contro ulteriori tagli del tasso di deposito da parte della Bce.

-USA: “sostanziale tenuta della domanda e dei consumi interni” – Il Pil del quarto trimestre (4trim) è stato rivisto al rialzo per un effetto dell’aumento delle scorte che potrebbe perciò frenare il 1trim. Il mercato del lavoro si conferma in continuo recupero, con i segnali nascenti di crescita dei salari, dopo che le vendite al dettaglio sono state in crescita, e il manifatturiero dà segni di ripresa. Viceversa i precedenti dati sull’immobiliare volatile, di rallentamento dei servizi, di ripresa discontinua del manifatturiero e di fiducia dei consumatori mista a causa delle turbolenze prolungate dei mercati finanziari, alimentano dubbi sulla solidità dell’economia. Tuttavia l’insieme dovrebbe comunque mostrare una sostanziale tenuta della domanda e dei consumi interni senza un vero tracollo grazie a inflazione, tassi e costo dell’energia bassi che aumentano il poter d’acquisto delle famiglie. Per i suoi programmi di normalizzazione dei tassi la Fed sta infatti monitorando la forza dell’economia americana contro eventi contrari che potrebbero verificarsi come le turbolenze del mercato azionario e i mercati esteri più deboli. Nell’ultima riunione di gennaio la Fed ha riconosciuto un aumento delle incertezze sull’outlook per l’economia e l’inflazione. L’approccio è stato quello ribadito anche successivamente dal presidente della Fed Janet Yellen al parlamento: la tempistica per i rialzi sarà determinata dagli sviluppi economici. Il più importante dato della settimana è il rapporto sul lavoro (venerdì) che dovrebbe confermare un miglioramento continuo. L’ISM manifatturiero (martedì) è previsto debole. Il più importante ISM Servizi (giovedì) dovrebbe mostrare timidi segnali di stabilizzazione a seguito del recente indebolimento.

-Cina: “segnali di stabilizzazione” – La quarta crescita mensile consecutiva per i prezzi delle case nelle città principali suggerisce una ripresa, sebbene disomogenea, del mercato immobiliare sulla spinta delle politiche pro-cicliche del governo. I Pmi di febbraio (martedì) non prevedono grandi cambiamenti delle aspettative con il manifatturiero in difficoltà. Tuttavia, le politiche fiscale e monetaria dovrebbero prevenire un atterraggio duro quest’anno.

-Brasile: “Outlook negativo” – Moody’s ha tagliato di due livelli il rating del Brasile a Ba2 (da Baa3), inserendolo nel secondo gradino di “junk” e modificando l’outlook a negativo. È molto probabile che il rapporto debito/Pil superi l’80% entro tre anni. Le dinamiche politiche renderanno complesso il processo di aggiustamento fiscale. Le spese per interessi si prevede assorbano oltre il 20% delle entrate del governo.

-Giappone: “debole” – Il Pmi manifatturiero e l’inflazione debole sono la conferma che nonostante la “iper stimolazione” della Boj con tassi negativi (struttura a 3 livelli di tassi), sta comunque diventando sempre più chiaro che mancano i driver fondamentali per supportare la ripresa dell’economia che si dovrebbe affidare al proseguimento delle riforme/stimoli del governo Abe il cui processo finora ha stentato a dare i risultati attesi.

-Svezia: “inflazione bassa”– Forti le vendite al dettaglio ma la bassa pressione di inflazione tra i produttori e anche i prezzi delle importazioni di beni di consumo sono diminuiti in modo significativo. Anche se questo era previsto e conferma come la Riksbank avrà difficoltà a raggiungere l’obiettivo di inflazione in futuro.

-Norvegia: “non cambia la strada” – La disoccupazione scende ma la Norges Bank dovrebbe tagliare i tassi a marzo a causa del prezzo del petrolio basso che peserebbe sulla crescita prospettica dell’economia.

-UK: “forza del mercato domestico” – I dati del Pil mostrano che l’economia continua a essere in crescita e a creare occupazione (in grado di spingere i consumi domestici e i servizi) ma la produzione è rallentata a seguito della frenata globale. Ci sono preoccupazioni in merito al fatto che lo slancio dell’economia potrebbe indebolirsi nel periodo fino al referendum del 23 giugno sulla permanenza della Gran Bretagna nell’UE. I sondaggi suggeriscono che il risultato è difficile da prevedere. La Banca d’Inghilterra e il governatore Mark Carney sono pronti ad allentare la politica monetaria, se necessario.

Fonte: BONDWorld.it


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