Tognoli Antonio Corporate Family Office SIM S.p.A. CFO SIM

CFO SIM – Il problema è che molto di ciò che viene chiamato economia non è economia. È più ideologia o religione (J. Stiglitz).

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CFO SIM PMI manifatturiero USA di luglio (stima 52 punti contro 52,7 di giugno) e PMI servizi di luglio (stima 52,6 punti contro 52,7 di giugno) entrambi in uscita alle 15:45.

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Antonio Tognoli Responsabile Macro Analisi e Comunicazione Corporate Family Office SIM S.p.A.


La BCE corre al riparo alzando tutti i tassi di riferimento di 50 bp e varando al tempo stesso e come era nelle nostre attese, lo scudo antispread denominato TPI. Riteniamo che l’aumento non sia in grado di ridurre l’inflazione nel breve periodo ma che sia soprattutto indirizzato a ridare credibilità alla BCE. Non è nemmeno ancora ben chiaro se a settembre l’aumento dei tassi sarà di 25 bp o di 50 bp: secondo la Lagarde dipenderà dall’inflazione, il che vuol dire implicitamente che nemmeno la BCE crede nella riduzione a breve. Sono convinto che la domanda di beni e servizi continuerà a rimanere forte e che possa ridursi solo all’aumentare delle probabilità di una recessione. In altre parole l’inflazione, sostenuta soprattutto dal prezzo dell’energia (inflazione da costi sulla quale la politica monetaria ha le armi spuntate), non pare aver ancora raggiunto il suo picco. E’ molto probabile che nel medio periodo il rialzo dei tassi consentirà l’avvicinamento dell’inflazione all’obiettivo programmato sia grazie all’effetto statistico (il confronto sarà con i prezzi dell’energia di inizio primavera, già cresciuti) sia al minore potere d’acquisto dei salari: l’inflazione è causa ed effetto della sua stessa riduzione. Nel frattempo però, è molto probabile che il sistema economico sia scivolato verso la recessione.

Per quanto riguarda il TPI, approvato all’unanimità dal Consiglio (e quindi anche dai falchi) la Lagarde ha sostenuto che lo stesso sarà attivabile per contrastare ingiustificate e disordinate dinamiche di mercato che mettano seriamente a repentaglio la trasmissione della politica monetaria in tutta l’area dell’euro. Non ha tuttavia chiarito se il TPI sarà attivato anche per problemi interni di un paese (leggi Italia), limitandosi a precisare che tutti i paesi potranno accedervi con rispetto di alcuni criteri chiave, quali: il quadro di bilancio dell’UE, l’assenza di gravi squilibri macroeconomici, la sostenibilità fiscale e le politiche macroeconomiche sane e sostenibili. Verrà tuttavia lasciata ampia discrezione al Consiglio Direttivo (dove siedono anche i falchi), il che traduce i criteri chiave in elementi soggettivi (p.e. la situazione Italiana fa scattare il TPI o no?). La potenza di fuoco del TPI dipenderà dalla gravità dei rischi per la trasmissione della politica monetaria e gli acquisti non sono soggetti a restrizioni ex ante. I mercati si aspettavano un po’ più di chiarezza, soprattutto sull’oggettività dei criteri.

Veniamo agli investimenti. In questo scenario di incertezza, riteniamo conveniente al momento mantenere posizioni su titoli azionari di qualità più elevata, con un beta minore di 1 e orientati alla generazione di cassa e reddito. Tra i temi che vediamo con maggiore favore ci sono le società ESG compliant: le spinte per rendere istituzionali i fattori ESG tendono infatti ad aumentare. Due sono le aree in cui riteniamo si concentreranno gli investimenti: le tematiche specificamente ESG e l’implementazione di regolamentazioni e good practices. Poi ci sono gli investimenti del NGeu che dovrebbero dare una spinta alla crescita di medio termine e privilegiare le imprese che operano nel settore della digitalizzazione di prodotto e di processo, della cyber security, della trasmissione di dati su rete fissa o mobile. Ma anche tutte le imprese la cui attività riguarda la rivoluzione verde, da quelle locali a quelli nazionali, senza dimenticare tutte quelle che operano nel settore delle infrastrutture e della cura alla persona.

Fonte : BondWorld.it


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