CFO SIM Il problema non è la tecnologia, ma l’uso che se ne fa. Ogni cosa comporta dei rischi, l’importante è esserne consapevoli e valutare se il prezzo che paghiamo è adeguato a quanto riceviamo in cambio (S. Nasetti)
Antonio Tognoli Responsabile Macro Analisi e Comunicazione Corporate Family Office SIM S.p.A.
PMI composito dell’Europa di settembre alle 10:00 (stima 48,2 punti contro 48,9 di agosto), occupati USA ADP di settembre alle 14:15 (stima 205k contro 132 k di agosto), ISM non manifatturiero di settembre alle 16:00 (stima 56 punti contro 56,9 di agosto).
Loro malgrado, le società del settore Biotech si sono ritrovate al centro della scena negli ultimi due anni. In termini borsisti se nel 2020 il settore ha nettamente sovraperformato gli altri indici, il 2021 e i primi nove mesi del 2022 non sono stati particolarmente brillanti per gli investitori biotecnologici. In questo momento, i titoli delle big e mid caps biotecnologiche sembrano scambiati più alla stregua dei titoli definiti “growth” piuttosto che come titoli “value”. Spiegabile in parte dall’essere stati sotto i riflettori negli ultimi anni.
Cerchiamo di capire se le biotech company possono essere un buon investimento nel medio e lungo termine nello scenario attuale, caratterizzato da elevata e persistente inflazione. Nei periodi di rialzo dell’inflazione, i titoli farmaceutici e biotech sono quelli più adatti a garantire la protezione del patrimonio. Le società impegnate nel settore della salute soffrono generalmente meno dell’inflazione grazie alla maggior possibilità di trasferire gli aumenti dei prezzi sui loro clienti, intesi come le strutture sanitarie pubbliche o i sistemi di assistenza sanitaria governativi. Infatti negli ultimi anni, con l’inflazione nulla o addirittura deflazione, i prezzi medi di quasi 600 farmaci sono aumentati in media del 5,2%.
Ci sono due motivi principali per i quali riteniamo che le aziende di biotecnologia possano rappresentare un valido investimento nel medio e lungo termine. Il primo fondamentale e il secondo speculativo.
Le aziende del settore biotech/salute sono il secondo settore economico più rappresentato nell’indice S&P 500. Le azioni di circa 100 aziende del settore sono mediamente scambiate al di sotto della liquidità che appare nei loro bilanci (ovviamente occorrerebbe fare dei distinguo). Inoltre, circa 200 titoli sono scambiati con un rapporto liquidità / capitalizzazione di mercato inferiore a 2 e oltre 400 azioni sono definibili “estremamente sottovalutate” in termini di crescita degli utili, fatturati e pipeline. Ciò significa che acquistare le biotecnologie in questo momento equivarrebbe, in molti casi, a comprare la liquidità aziendale o addirittura ad ottenere più di un dollaro (di posizione cash dell’azienda) per ogni dollaro investito.
Due numeri: la stima dell’EV/Ebitda medio 2022 di 12 società mondiali del settore a prezzi di ieri, che risulta pari 10x contro una media degli ultimi 5 anni pari 17,5x, sembra suggerire che il rischio attuale non sia particolarmente elevato rispetto a quello medio egli ultimi 5 anni.
Fonte : BondWorld.it
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