CFO SIM Non puoi chiedere ai clienti che cosa vogliono e poi provare a darglielo. Per quando l’avrai costruito, vorranno qualcosa di nuovo (S. Jobs).
Antonio Tognoli Responsabile Macro Analisi e Comunicazione ( CFO SIM ) Corporate Family Office SIM S.p.A.
Oggi è il giorno della FED. Se pochi sono i dubbi sull’aumento di ulteriori 25 bp dei tassi, c’è invece incertezza sulla forward guidance e su quanto Powell riterrà opportuno spingersi in avanti. I dati economici USA infatti, pur essendo ancora forti e potenzialmente in grado di sopportare un altro aumento dei tassi a settembre, sono in rapida contrazione. Non è infatti agevole pilotare una recessione anche perché la funzione che lega l’aumento dei tassi alla contrazione dell’economia non è lineare.
Oggi sono in uscita numerosi dati importanti per i mercati. Alle 10:00 è il turno di M3 YoY di giugno dell’Europa la cui crescita è attesa decelerare al +0,8% (dall’1,4% di maggio). La variazione ancora positiva, pur in presenza di una recessione, indica che gli aggregati monetari sono in grado di sostenere ulteriori aumenti dei tassi (anche se occorrerebbe meglio capire gli ulteriori aggregati oltre a M2). 16:00 uscirà invece il dato relativo alla vendita d nuove case in USA di giugno (722k contro 763k di maggio).
Ieri l’indice IFO di luglio è risultato peggiore delle stime (87,6 punti contro 88 atteso e 88,6 di giugno). Fiducia dei consumatori USA di luglio migliore delle attese (117 punti contro 111,8 stimato e 110,1 di giugno).
Durante l’ultima riunione del FOMC, il 13-14 giugno 2023, la FED come noto ha mantenuto i tassi di interesse stabili con un tasso obiettivo del 5,00%-5,25%, interrompendo l’aggressiva campagna di rialzo dei tassi iniziata nel marzo 2022 per combattere l’aumento dell’inflazione. I mercati sembrano però aver dimenticato che la stessa ha anche segnalato che prevede di aumentare i tassi altre due volte quest’anno, dal momento che la maggior parte dei membri del FOMC lo considera necessario per portare l’inflazione fino all’obiettivo del 2%.
La decisione della FED di mantenere i tassi stabili a giugno era ampiamente prevista dal mercato, ma alcuni analisti l’hanno definita una pausa “super aggressiva”, poiché ha lasciato la porta aperta alla ripresa dei rialzi dei tassi già a luglio. La campagna di rialzo dei tassi della FED è stata la più aggressiva dagli anni ’80 e ha scatenato alcune turbolenze nel settore bancario, nel mercato azionario e nell’economia globale.
La banca centrale USA ha riconosciuto i rischi di instabilità bancaria (impossibile ignorarli, visto che alcune banche regionali sono pure fallite) al livello attuale dei tassi, volatilità del mercato azionario e rallentamento globale, ma ha sostenuto che le prospettive economiche rimangono favorevoli e che il mercato del lavoro è resiliente. La FED ha inoltre rivisto le sue proiezioni economiche, prevedendo una crescita più rapida, una disoccupazione più bassa e un’inflazione più elevata quest’anno, ma anche un aumento della disoccupazione e un calo dell’inflazione nel 2024.
Nel ribadire il proprio impegno a raggiungere il suo duplice mandato di massima occupazione e stabilità dei prezzi, Powell ha anche affermato che agirà in modo appropriato per sostenere l’espansione. Le mosse politiche della FED dipendono da ciò che gli indicatori economici diranno nelle prossime settimane e mesi, tra cui l’inflazione soprattutto core, i libri paga e la crescita del PIL.
Tassi dunque in ulteriore rialzo a luglio. La FED è comunque ben conscia che la mossa non è esente da rischi è probabilmente avrà molti più effetti di tutti gli altri aumenti. Arrivati vicini al picco, ulteriori aumenti dei tassi andranno infatti ad influire in modo decisamente negativo sul settore bancario, sul mercato azionario e sul commercio. E’ possibile che l’insieme di questi fattori possa pesare sulla prossima decisione sui tassi a settembre.
La FED ha segnalato che prevede di aumentare i tassi altre due volte quest’anno nel suo ultimo riepilogo delle proiezioni economiche. Powell ha anche affermato che la riunione di luglio sarà una riunione “dal vivo”, il che significa che un aumento dei tassi è sul tavolo. Il mercato attualmente assegna una probabilità del 92% a un aumento di un quarto di punto a luglio, secondo i future sui tassi.
Il dibattito attuale è se potrebbero essere necessari ulteriori aumenti dei tassi per garantire che la “disinflazione” oppure se fare di più potrebbe causare danni inutili all’economia. Al di là della misura degli aumenti, quello che sembra spaventare i mercati è quanto a lungo i tassi rimarranno elevati e quindi in squilibrio. Secondo Powell “a lungo”, che tradotto significa fintanto che la FED non sarà convinta che l’inflazione core non possa rialzare la testa.
Fonte : BondWorld.it
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