Tognoli Antonio Corporate Family Office SIM S.p.A. CFO SIM

CFO SIM – Non sei responsabile di quello che sei

CFO SIM Portatemi via la mia gente e lasciatemi le aziende vuote e presto l’erba crescerà sul pavimento dei reparti. Portatemi via le aziende e lasciatemi le persone con cui lavoro e presto avrò aziende migliori di prima (A. Carnegie).

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Antonio Tognoli Responsabile Macro Analisi e Comunicazione Corporate Family Office SIM S.p.A.


Produzione industriale MoM di agosto dell’Europa alle 11:00 (stima 0,5% contro -2,3% di luglio) e prezzi alla produzione MoM di settembre in USA alle 14:30 (stima 0,2% contro -0,1% di agosto).

I dati di ieri hanno indicato sorprendentemente come la produzione industriale Italiana, con un incremento del 2,3%, sia risultata decisamente migliore delle attese (0,2%), grazie alla crescita dei beni di consumo (+2,6%), beni strumentali (+1,8%) e una diminuzione dell’energia (-2,3%). Nel trimestre giugno-agosto, il livello della produzione industriale segna una flessione dell’1,2%.

Diverse volte abbiamo indicato come la normalizzazione della politica monetaria e il permanere di tassi di interesse reali negativi (e ad oggi nonostante gli aumenti dei tassi nominali, quelli reali sono ancora negativi) avrebbero favorito le azioni piuttosto che le obbligazioni.

E diverse volte abbiamo indicato come tra le azioni fosse in atto uno spostamento tra i titoli growth (quelli con tassi di crescita più elevati e con rapporto P/E e P/BV altrettanto elevati e che incorporano prospettive di crescita brillanti) e che hanno trainato la crescita dei listini per quasi un decennio, ai titoli value (quelli con tassi di crescita più contenuti rispetto ai titoli growth, ma il cui trend di crescita si presenta più stabile).

La ragione è che il valore complessivo dell’attualizzazione dei flussi di cassa dei titoli growth in presenza di tassi più elevati, si riduce di più rispetto a quello dei titoli value a parità di tutte le altre condizioni. Chiaramente che gioca molto sul valore è la componente legata al terminal value. I maggiori multipli (P/E e P/BV) dei titoli growth sono quindi destinati a ridursi, a parità di utile atteso, i prezzi a scendere. Stiamo parlando tuttavia di valore (tralasciando le sue diverse configurazioni) e non di prezzo. Il gap tra valore e prezzo è attribuibile a diverse ragioni (i tassi sono una), non ultima la percezione del rischio (del tutto soggettiva) del contesto macro-economico nonché del rischio specifico del titolo oggetto di valutazione.

Qui, secondo noi, sta il cuore del problema: il rischio / rendimento. Normalmente si ritiene che un titolo poco liquido (in termini di volumi scambiati) sia più rischioso di un titolo in cui gli scambi siano maggiori (per intenderci i titoli del FTSE MIB sarebbero meno rischiosi di quelli dell’Euronext Growth Milano – EGM, ex AIM). Nel breve periodo questo è senz’altro vero. Nel medio e lungo periodo, viceversa, il rendimento complessivo è legato alla bontà della società acquistata, piuttosto che al mercato in cui questa viene scambiata. Che poi, guardare al medio e lungo periodo è una delle regole di investimento di Buffett.

Per poter affermare questo, abbiamo verificato le performance dell’indice FTSE Italia Growth (ex AIM), quello del FTSE MIB e FTSE Italia Star dall’inizio dell’anno a ieri (breve periodo) e dall’1 gennaio 2020 a ieri (medio e lungo periodo). Dal gennaio 2022 a ieri, il FTSE Italia Growth è sceso del 22,9% contro il FTSE MIB che è sceso del 24,7%. Da gennaio 2020 a ieri il FTSE Growth Italia Growth è cresciuto del 12,4% contro una flessione del 12,3% del FTSE MIB e addirittura del 37,2% del FTSE Italia Star.

Come volevamo dimostrare, la performance sta nel medio lungo periodo. Nel breve periodo l’indice dei titoli meno liquidi, pur risultando negativo, ha comunque sovra performato quelle generale. Nel lungo periodo spicca invece la sovra performance relativa – pari al 25% circa – delle small caps. Questo, tra l’altro al netto dell’imposizione fiscale del 26% qualora si fosse optato per un fondo PIR.

E questo è perfettamente coerente con il profilo del mercato EGM: mercato destinato alle PMI che vogliono crescere. La maggiore crescita degli utili e della cassa, è infatti catturata dalla maggiore crescita dei prezzi dei titoli rispetto all’indice generale (FTSE MIB appunto), ovviamente visibile poi come migliore performance media dell’indice. E’ noto infatti che nel medio e lungo periodo esiste una correlazione positiva tra la crescita degli utili e quella dei prezzi.  Correlazione che diventa erratica nel breve periodo.

Fonte : BondWorld.it


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