CFO SIM Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi. È stato così tante volte (E. Hemingway).
Antonio Tognoli Responsabile Macro Analisi e Comunicazione Corporate Family Office SIM S.p.A.
PMI composito dell’Europa di ottobre alle 10:00 (stima 47,1 punti contro 48,1 di settembre), variazione occupati USA di ottobre (stima 200k contro 236k di settembre) e tasso di disoccupazione USA di ottobre (stima 3,6% contro 3,5% di settembre), entrambi alle 13:30.
Ieri il tasso di disoccupazione dell’Europa è risultato in linea con le attese e pari al 6,6%. Più basso delle stime il dato WoW delle richieste dei sussidi alla disoccupazione (217k contro 220k atteso). PMI servizi e manifatturiero leggermente migliori delle stime, mentre peggiore è risultato l’indice ISM non manifatturiero di ottobre, pari a 54,4 punti (55,5 atteso), segnale del rallentamento economico generale in atto.
I prossimi meeting delle banche centrali sono ancora lontani: la FED si riunirà il 13/14 dicembre e a ruota il 15 seguirà la BCE. E’ ancora presto per tracciare il bilancio di questo 2022 nel quale i mercati finanziari e gli investitori non si sono certo annoiati.
Non è invece presto per osservare quali potrebbero essere i trend in atto e che avranno un effetto nel 2023. Sicuramente sopra tutto spiccano i timori di recessione, che continuano a crescere mentre le banche centrali aumentano i tassi di interesse a livelli che ritengono in grado di neutralizzare l’inflazione. Non è difficile prevedere poi che l’incongruenza della politica continuerà a ostacolare gli sforzi delle banche centrali.
Secondo una analisi si Wisdom Tree, la quasi totalità degli investitori professionali italiani (il 98%) risulta investita in fondi tematici. Per il futuro, il 53% degli interpellati ha dichiarato di voler aumentare le proprie allocazioni in fondi tematici: il 30% verso la transizione energetica, il 16% la cybersecurity e il 13% l’intelligenza artificiale, che quindi risultano essere tra i temi di investimento più gettonati nell’attuale senario di mercato.
Il 40% degli investitori professionali italiani ha dichiarato di non aver intenzione di cambiare la propria ampia esposizione alle commodity nel 2023. Il 22% intende però aumentare l’allocazione delle materie prime agricole mentre il 19% intende aumentare la propria posizione sull’oro.
Riguardo alle materie prime in generale occorre considerare i trend di mercato di lungo periodo, che riteniamo daranno un ulteriore spinta al mercato. Per esempio il settore delle infrastrutture che rappresenta da sempre il volano della futura crescita economica è favorito dal programma di finanziamento europeo (RePowerEU), e dalla necessità di rinnovamento delle infrastrutture già esistenti. Altro tema diventato sempre più strategico, è quello della transizione energetica. Molti governi infatti hanno reagito alla guerra in Ucraina raddoppiando gli impegni in questo settore che potrebbe quindi essere un driver importante della domanda anche di metalli, quali ad esempio rame, alluminio, nickel.
Sempre nel medio periodo (ma con investimenti anche nel 2023) non possiamo dimenticare l’industria automobilistica e della mobilità in generale che sta evolvendo da un ecosistema tradizionale a un ecosistema multimodale esteso che sfrutta le nuove tecnologie, tentando di decarbonizzare i servizi di trasporto.
Questa evoluzione rappresenterà sempre più la forza trainante per ulteriori investimenti. Riteniamo che l’intero ecosistema dell’automotive attirerà importanti investiment già a partire dal 2023i, grazie a diversi megatrend. Tra questi:
La connettività, ovvero l’adozione di tecnologie avanzate che porteranno nuove funzionalità di comunicazione tra guidatori e veicoli;
la guida autonoma, che comporta numerosi vantaggi sul fronte della sicurezza, efficienza dei consumi, riduzione dei costi e nuove soluzioni per il trasporto di merci e persone;
la mobilità condivisa, che non solo riduce l’onere finanziario per gli individui, ma aiuta l’ambiente riducendo le emissioni;
l’elettrificazione. I veicoli elettrici a batteria potrebbero rappresentare il 53% delle vendite di veicoli passeggeri nel mondo entro il 2034 (al 6% del 2021), e il 73% entro il 2040.
Fonte : BondWorld.it
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