Tognoli Antonio Corporate Family Office SIM S.p.A. CFO SIM

CFO SIM – Una freccia può essere scagliata solo tirandola indietro

CFO SIM Una freccia può essere scagliata solo tirandola indietro. Quando la vita ti trascina indietro con le difficoltà, significa che ti sta per lanciare in qualcosa di grande. Concentrati e prendi la mira (Dalai Lama).

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Antonio Tognoli Responsabile Macro Analisi e Comunicazione ( CFO SIM ) Corporate Family Office SIM S.p.A.


Alle 14:30 sarà reso noto il PhillyFed di gennaio (stima -11 punti contro -13,8 di dicembre) e la disoccupazione settimanale (stima 214k contro 205k della scorsa settimana).

L’inflazione Europea di dicembre è risultata in linea con le stime al 9,2% e in discesa rispetto al 10,1% di novembre. In maggiore flessione, ad evidenza della riduzione dell’attività produttiva, sono risultati i dati USA di dicembre: i prezzi alla produzione sono diminuiti dello 0,5% (-0,1% la stima) e la produzione industriale ha fatto registrare una flessione dello 0,7% (-0,1% la stima). In frenata anche i consumi sempre di dicembre, che subiscono un calo dell’1,1% (-0,8% la stima).

Come di consueto, quindici giorni prima del meeting della FED, ieri alle 20 è stato reso noto il beige book. Secondo quest’ultimo, l’attività economica complessiva dei diversi distretti è rimasta relativamente invariata rispetto alla relazione precedente. Cinque distretti hanno riportato aumenti lievi o modesti dell’attività complessiva mentre sei non hanno notato cambiamenti o lievi diminuzioni.

La spesa dei consumatori è aumentata leggermente, con alcuni rivenditori che hanno riportato vendite più robuste durante le vacanze. Altri rivenditori hanno invece notato come l’elevata inflazione abbia continuato a ridurre il potere d’acquisto dei consumatori, in particolare tra le famiglie a reddito basso e moderato. I produttori hanno indicato che l’attività è diminuita in media in modo modesto grazie all’attenuazione delle interruzioni delle catene di approvvigionamento.

L’occupazione ha continuato a crescere a un ritmo da modesto a moderato e diverse imprese hanno continuato a segnalare difficoltà nell’occupare le posizioni aperte. Molte aziende hanno esitato a licenziare i dipendenti anche se la domanda per i loro beni e servizi è rallentata e hanno pianificato di ridurre l’organico attraverso il logoramento, se necessario. Con mercati del lavoro costantemente tesi, le pressioni salariali sono rimaste elevate.

I prezzi di vendita sono aumentati a un ritmo modesto, ma con una dinamica in rallentamento rispetto a quella degli ultimi periodi di riferimento. Sono sempre più numerosi i rivenditori che hanno notato una maggiore difficoltà a far passare gli aumenti dei costi, suggerendo una maggiore sensibilità al prezzo da parte dei consumatori.

I dati che via via vengono rilasciati e il beige book sembrano indicare come probabile un soft landing dell’economia USA. L’inflazione è in fase calante, i consumi si stanno riducendo e la disoccupazione ora stabile. Questo fa propendere i mercati per un aumento di 25 bp nel meeting della FED del primo febbraio prossimo.

In realtà l’inflazione, pur in calo, rimane intorno a livelli elevati, (soprattutto quella core), la riduzione dei consumi non sembra sufficiente a guidare l’inflazione all’obiettivo del 2% e la disoccupazione rimane molto bassa.

Non crediamo quindi che la FED diventerà meno falco. E ci aspettiamo che nel prossimo meeting l’aumento dei tassi sarà di 50 bp. Del resto, riportare il sistema economico in equilibrio richiederà (secondo Powell) sacrifici da parte di tutti. Con i numeri rilasciati fino ad ora, non ci sembra che gli americani stiano facendo molti sacrifici.

Fonte : BondWorld.it


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