Columbia Threadneedle Investments: Alla ricerca di liquidità nel mercato obbligazionario

Nel mercato obbligazionario sono in vista problemi di liquidità e non si tratta di una novità. Si intravedevano incrinature già prima della crisi finanziaria globale del 2008, ma l’attenzione si è innegabilmente intensificata a fronte delle prospettive di innalzamento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve e dell’aumento della….


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Jim Cielinski, Responsabile reditto fisso globale di Columbia Threadneedle Investments


volatilità sui mercati. Questo ciclo di liquidità si concluderà all’insegna della sofferenza? Molti dei presupposti necessari per effettuare una valutazione sono semplicemente senza precedenti. Le autorità politiche, gli asset manager e gli investitori sono tutti coinvolti, e a ragione.

CA DI LIQUIDITÀ NEL MERCATO OBBLIGAZIONARIO

– La liquidità sui mercati obbligazionari ha subito un deterioramento per diversi motivi. Ciò non preannuncia una crisi, ma ne aumenta il rischio dal momento che le autorità propendono per un inasprimento della politica monetaria.

– L’unico approccio sensato consiste nel prendere atto dell’assenza di liquidità, nel gestirla adeguatamente e nell’assicurare che l’illiquidità sia remunerata in modo appropriato.

– In un contesto caratterizzato da una liquidità ridotta è probabile che si verifichino brusche inversioni di tendenza sul mercato, che renderanno più oneroso effettuare transazioni. In questo scenario, gli investitori agili saranno avvantaggiati.

– L’infrastruttura del mercato, la gestione del rischio e gli approcci d’investimento devono adeguarsi alla diminuzione della liquidità. Gli investitori devono considerare l’illiquidità come una minaccia, ma anche come una potenziale fonte di rendimento.

Gli investitori devono adeguarsi e diventare fornitori anziché utilizzatori di liquidità. In quanto detentori dei pool di attività più stabili del mercato, coloro i quali saranno in grado di intervenire e sfruttare le fluttuazioni causate dalla volatilità saranno generosamente ricompensati. Probabilmente le difficoltà affrontate nel 2015 da diverse strategie momentum preannunciano ciò che ci attende. In un contesto caratterizzato da una liquidità ridotta non solo è più probabile che si verifichino brusche inversioni di tendenza sul mercato, ma effettuare transazioni sarà sempre più oneroso. In questo scenario, gli investitori agili saranno avvantaggiati.

I gestori e gli investitori possono adottare diversi approcci:

– Comprendere i driver del ciclo della liquidità e utilizzarli per plasmare il processo d’investimento

– Gestire il rischio di liquidità, oltre a cercare di trasformarlo in alfa di liquidità

– Prepararsi a un aumento della volatilità

– Creare controlli interni e procedure per proteggere gli investitori dei fondi e gestire i rischi di liquidità

– Cercare nuove soluzioni sia sul fronte delle tecniche di gestione dei fondi che dell’infrastruttura del mercato

Uno stadio affollato con una sola uscita?

Alcuni hanno suggerito che i timori relativi alla liquidità siano eccessivi. In un certo senso, è ironico che questo dibattito si svolga oggi. Nel maggio 2015 vi sono state emissioni societarie record. Obbligazioni ad alto rating per un valore di oltre 140 miliardi di dollari sono andate a ruba con estrema facilità. La liquidità sembrava estremamente abbondante. Tuttavia, a nostro avviso il fatto che i mercati primario e secondario possano evidenziare una simile divergenza in termini di liquidità riflette il problema dei mercati oggi.

Se è vero che le banche centrali ci hanno condotto in uno stadio affollato con una sola uscita, vi siamo entrati volentieri. Uscirne sarà più difficile. È improbabile che i mercati sfuggano a questo ciclo senza subire incidenti causati dalla liquidità. La Grecia, ad esempio, potrebbe essere solo uno tra questi. Nel sistema è stata immessa una quantità eccessiva di liquidità e il quantitative easing è uno strumento troppo diretto, che non è riuscito a impedire il verificarsi di anomalie e squilibri.

I mercati possono essere più efficienti di quanto pensiamo. L’illiquidità non rappresenta senz’altro una novità in questo ciclo e può spingere i mercati al rialzo come al ribasso. Negli ultimi anni il rally delle attività rischiose è stato in gran parte sostenuto e favorito da un eccesso di liquidità sul fronte monetario e da una scarsa liquidità del mercato, ma l’illiquidità attira molto meno l’attenzione quando i prezzi sono in aumento.

I cicli di liquidità non muoiono di vecchiaia. Gli eccessi tendono a svilupparsi fino a essere ridimensionati da politiche più restrittive. Sarà la liquidità fornita dalle banche centrali a determinare quando il ciclo si concluderà. Quando giungerà al termine, le dimensioni dei mercati saranno nettamente superiori rispetto a quanto osservato nei cicli precedenti. L’illiquidità esaspererà le ultime fasi del ciclo, ma è improbabile che funga da catalizzatore. Gli investitori dovrebbero assicurarsi di essere adeguatamente compensati per l’illiquidità oggi, adeguare i loro portafogli e monitorare attentamente il ciclo della liquidità a livello globale per trarne indizi.

Fonte: BONDWorld.it


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