Il tasso di disoccupazione è risultato pari all’11,9% a gennaio, invariato rispetto al mese precedente. Il dato è comunque inferiore al 12% precedentemente stimato per dicembre (rivisto al ribasso di un decimo). Il tasso dei senza-lavoro è risultato in linea con la nostra previsione e di un decimo inferiore alle stime di consenso..…
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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
• Nel mese gli occupati sono comunque tornati a crescere (+30 mila unità dopo il calo di -11 mila registrato a dicembre), ma l’aumento non si è tradotto in un calo della disoccupazione in quanto ancora una volta compensato dalla diminuzione degli inattivi (-42 mila unità, con il tasso di inattività che, al 34,6%, staziona ai minimi storici).
• L’aumento di occupati a gennaio ha riguardato gli uomini (+48 mila unità, compensato tuttavia da un calo all’incirca nella stessa misura degli inattivi) e, ancora una volta, gli ultracinquantenni (+40 mila unità).
• Tra i giovani (15-24 anni), il tasso di disoccupazione è sceso decisamente (a 37,9% da 39,2% di dicembre, peraltro rivisto al ribasso di quasi un punto rispetto alla stima di un mese fa). Tuttavia, ciò è dovuto a un aumento non degli occupati (stabili) ma degli inattivi (+30 mila unità), in controtendenza rispetto alle altre classi di età.
• Al contrario che il mese scorso, l’aumento degli occupati totali a gennaio è dovuto ai dipendenti permanenti (+21 mila unità) e ai lavoratori indipendenti (+36 mila), mentre tornano a calare i dipendenti temporanei (-28 mila).
• Su base annua, l’occupazione mantiene un trend positivo, ma perde ulteriore velocità (+236 mila unità ovvero +1%, da +258 mila e +1,1% registrato a dicembre; il massimo era stato raggiunto ad aprile dell’anno scorso con +412 mila unità e +1,8%). Perde vigore in particolare la tendenza per i dipendenti permanenti (+57 mila unità su base annua, meno della metà rispetto al mese precedente e ai minimi da un anno e mezzo: erano +372 mila lo scorso aprile).
• In sintesi, il dato conferma che il trend per il mercato del lavoro resta contrastato. Il recupero occupazionale iniziato nel 2014 e proseguito nel 2015 ha via via perso slancio già nel corso del 2016, per via dello scemare dell’effetto-incentivi sulle assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre, il trend su base annua dell’occupazione resta positivo solo per gli ultracinquantenni (+367 mila unità a fronte di un calo di -132 mila per la classe di età tra i 35-49 anni e di un’occupazione circa stabile tra i 15 e i 34 anni); al netto della componente demografica, la variazione tendenziale del numero di occupati diventa positiva in tutte le classi di età, ma si conferma il ruolo trainante degli ultracinquantenni (+2,5% contro uno 0,8% medio dei lavoratori più giovani), verosimilmente dovuto all’aumento dell’età pensionabile.
• In prospettiva:
1) dovrebbe proseguire la tendenza al calo degli inattivi, che continuerà a esercitare una pressione verso l’alto sul tasso di disoccupazione (tuttavia, la maggiore partecipazione al mercato del lavoro è un segnale positivo di almeno parziale diminuzione dell’effetto-scoraggiamento);
2) le indagini di fiducia delle imprese hanno evidenziato negli ultimi mesi un recupero delle intenzioni di assunzione, in particolare nell’industria.
• Di conseguenza, confermiamo la nostra stima di un calo solo lieve del tasso di disoccupazione nel 2017 (a 11,6% in media d’anno, dopo l’11,7% del 2016 e l’11,9% del 2015
Fonte : BondWorld.it
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