La survey dovrebbe registrare un modesto rimbalzo dopo la correzione di novembre, segnando così il diciassettesimo mese consecutivo in area di espansione e continuando quindi a prospettare un proseguimento della ripresa del manifatturiero. ..
Autore: Laura Cavallaro
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR
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ISM manifatturiero per dicembre (3 gennaio). Novembre: 56.6
Forecast: 56.8
….Anche dalle principali survey manifatturiere regionali finora diffuse (Empire e Philly Fed) emergono segnali positivi. Atteso aumento dei prezzi pagati, in linea con il rialzo dei prezzi delle Commodities nel mese.
Disoccupazione tedesca per dicembre (4 gennaio). Novembre: -9K; 7.5%
Forecast: -30K; 7.4%
Ci aspettiamo un calo del numero dei disoccupati tedeschi, che a sua volta dovrebbe far scendere anche il tasso di disoccupazione di un decimo. Dovrebbe infatti proseguire il trend di miglioramento del mercato del lavoro tedesco in atto dalla fine del 2009 favorito dalla forte ripresa economica, che sta spingendo le imprese sia a riassumere a tempo pieno i lavoratori in cassa integrazione sia ad assumere nuova forza lavoro.
CPI flash estimate di Eurozona per dicembre (4 gennaio). Novembre:1.9 % yoy
Forecast: 2.1% yoy
Il tasso di inflazione tendenziale dovrebbe accelerare a 2.1% yoy dall’1.9% yoy di novembre, salendo così al di sopra del 2% per la prima volta da novembre 2008. La nostra previsione corrisponde ad un’attesa di un rialzo dello 0.5% mom su base congiunturale, basata sul dato preliminare del CPI tedesco armonizzato (1.2% mom) e sulle nostre attese per il CPI italiano (0.1 % mom) e per quello francese (0.1% mom), a cui si unisce il rialzo del prezzo dell’oil (7.0% mom in media a dicembre).
Prod. industr. tedesca per novembre (7 gennaio). Ottobre: 2.9% mom, 11.7% yoy
Forecast: -0.4% mom, 11.0% yoy
La produzione dovrebbe registrare una modesta correzione temporanea dopo la fortissima crescita di ottobre, con l’outlook del settore che dovrebbe comunque rimanere positivo per i prossimi mesi, supportato dal recente buon andamento degli ordinativi industriali. A conferma dell’attesa del proseguimento del buon andamento del comparto manifatturiero, il PMI manifatturiero headline ed il suo sottoindice dell’output sono rimasti a novembre in area di espansione rispettivamente per il quattordicesimo ed il diciassettesimo mese consecutivo.
Change in Nonfarm Payrolls per dicembre (7 gennaio). Novembre: 39K
Forecast: 148K
Ci aspettiamo un’accelerazione nella creazione di posti di lavoro rispetto a novembre, quando non erano stati catturati dalla survey i lavoratori stagionali per il periodo natalizio assunti nel comparto al dettaglio. Il trend dovrebbe mantenersi in accelerazione anche nei prossimi mesi, come evidenziato dai rialzi nelle assunzioni di lavoratori temporanei, che a novembre hanno registrato l’aumento più consistente da inizio anno. Il tasso di disoccupazione dovrebbe correggere dopo il peggioramento di novembre, beneficiando della temporanea scadenza dei sussidi di disoccupazione di emergenza, che dovrebbe aver causato un aumento delle persone uscite dalla forza lavoro.
Cosa è successo la scorsa settimana:
US: Consumer Confidence di dicembre. Dicembre: 52.5
La fiducia dei consumatori US registra una modesta correzione a dicembre dopo il forte rimbalzo di novembre, scendendo a 52.5 da 54.3 del mese precedente (rivisto modestamente al rialzo dal 54.1 originariamente rilevato). La correzione è comunque di entità piuttosto modesta, con la fiducia dei consumatori americani che dovrebbe essere comunque supportata dai rinnovi dei tagli alle tasse di Bush e dei sussidi di disoccupazione di emergenza. La correzione è stata diffusa ad entrambe le sottocomponenti: la componente di condizioni correnti sale a dicembre a 23.5 da 25.4 di novembre, con un peggioramento più concentrato nelle business conditions. In peggioramento leggermente meno marcato la componente di aspettative (da 73.6 a 71.9), in questo caso concentrato nella componente reddituale. Da notare, comunque, che entrambe le due sottocomponenti non sono scese al di sotto del livello di ottobre. Con il dato di dicembre la crescita della media mobile a tre mesi dell’indice registra un buon rialzo, passando a 52.2 da 50.9 di novembre. Il dato non è in linea con il rialzo riportato dal consumer sentiment rilasciato dalla Michigan University, salito con il dato preliminare di dicembre da 74.5 del finale di novembre a 74.2. Il dettaglio dell’indice aggregato evidenzia come il peggioramento della percezione delle condizioni correnti sia da attribuire principalmente alla componente di business conditions, che ha visto una diminuzione della quota di risposte che le definiscono “good”, a 7.5% da 8.5%, a cui si è però unito anche un calo della percentuale di intervistati che definisce le business conditions come “bad” (da 42.9% a 41.2%). Si è assistito così ad un aumento nella percentuale di coloro che definiscono come “normal” le business conditions (a 51.3% da 48.6%). In peggioramento meno marcato le condizioni correnti relative al mercato del lavoro. E’ risultata in calo infatti la percentuale di coloro che definiscono il lavoro come “plentiful” (a 3.9% da 4.3%). Contemporaneamente, è aumentata la quota di coloro che definiscono le condizioni di occupazione come “hard to get” (a 46.8% da 46.3%), facendo in tal modo peggiorare il differenziale del mercato del lavoro (“plentiful” – “hard to get”) a -42.9% da -42.0%, in territorio negativo ininterrottamente da febbraio 2008. Come già anticipato, un peggioramento meno marcato della fiducia è emerso dalle componenti del sotto-indice delle aspettative, concentrato nelle due sotto-componenti relative all’occupazione e al reddito. Infatti, per quanto riguarda le aspettative per l’employment è diminuita la percentuale degli intervistati ottimisti circa le prospettive occupazionali (da 15.1% a 14.3%) ed è nel contempo salita la percentuale degli intervistati di opposto avviso (a 19.5% da 19.1%), mentre risulta in aumento la percentuale di coloro che si aspettano una stabilizzazione delle condizioni di occupazione (a 66.2% da 65.8%). Relativamente alle aspettative reddituali, si registra un calo (a 9.9% da 11.1%) degli intervistati che si attendono un incremento del proprio reddito, a fronte di una diminuzione (dal 17.2% al 16.9%) di coloro che temono una contrazione del reddito e di un aumento di coloro che si aspettano reddito invariato (a 73.2% da 71.7%). Un miglioramento risulta invece nella componente delle business conditions, con un modesto aumento della percentuale di chi prospetta un miglioramento delle business conditions (da 16.4% a 16.6%) a fronte di un modesto calo di chi si aspetta un peggioramento (da 12.4% a 12.1%), con una percentuale sostanzialmente invariata di coloro che si aspettano business conditions invariate (a 71.3% da 71.2%). Indicazioni miste sono emerse dalle risposte relative alle intenzioni d’acquisto per il semestre successivo. Infatti, si registra forte calo delle intenzioni di acquisto di un’automobile (a 4.5% da 5.6%), mentre risulta in modesto aumento la percentuale di coloro che hanno intenzione di acquistare una casa (a 1.8% da 1.7%). Scende invece modestamente la percentuale di coloro che si dichiarano intenzionati ad acquistare i principali elettrodomestici (a 25.0% da 25.2%). Per quanto riguarda le attese di inflazione a un anno da parte dei consumatori, ad ottobre si registra un modesto rialzo a 5.3 dal 5.1 di novembre.
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