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Commento principali dati macro della settimana: 10 – 14 Gennaio

Decisione di politica monetaria della BCE (13 gennaio).           

2 dicembre: 1.0%
Forecast: 1.0% ….


Autore:  Francesca Panelli
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR


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La BCE dovrebbe lasciare i tassi invariati. Gli ultimi dati sono per unoa continua ripresa, sia pure con elevata incertezza, mentre le pressioni inflazionistiche nel medio termine rimangono contenute e le aspettative di inflazione ancorate. Nel contempo la BCE continuerà a garantire supporto al sistema bancario attraverso le misure non standard di liquidità, mentre un tightening di politica monetaria pare lontano, per evitare ogni possibile rischio di deragliamento della ripresa, continuando a monitorare la situazione dei Paesi periferici più a rischio.
Trade Balance US per novembre (13 gennaio).                                     Ottobre: -$38.7B
                                                                                                                  Forecast: -$40.5B

Ci aspettiamo un modesto allargamento del trade deficit dopo lo straordinario restringimento di ottobre. In particolare, l’export dovrebbe rallentare moderatamente, pur continuando a beneficiare della domanda dei Paesi emergenti e della debolezza del dollaro. Contemporaneamente, l’import dovrebbe registrare una crescita sempre consistente, in linea con l’andamento del prezzo delle materie prime.
CPI US per dicembre (14 gennaio).                Novembre: 0.1% mom, core: 0.1% mom
                                                                          Forecast: 0.5% mom, core 0.1% mom

Il CPI dovrebbe accelerare, soprattutto nelle componenti Food ed Energy, in linea con il rialzo del prezzo della benzina (+4.6% mom in media) e dei prezzi ricevuti dagli agricoltori (+1.1% mom mediamente per tutti i raccolti). Il core dovrebbe registrare pressioni inflazionistiche modeste, con la componente OER che dovrebbe confermare la crescita modesta dei mesi passati. Ci aspettiamo una modesta accelerazione del CPI core nel corso del 2011, grazie a minori pressioni al ribasso dall’immobiliare ed alle azioni della Fed.
US Ret. Sales per dicembre (14 gennaio). Novembre: 0.8% mom, ex auto: 1.2% mom
                                                                      Forecast: 0.9% mom, ex auto: 0.9% mom

Le vendite al dettaglio dovrebbero crescere in maniera robusta, in linea con il trend degli ultimi mesi. Un contributo significativo dovrebbe venire da Gas Stations, in linea con l’accelerazione del prezzo della benzina (salito del 4.6% mom in media), mentre i fattori di stagionalità scontano un suo calo fra novembre e dicembre. Dovrebbero crescere anche le voci auto, in linea con le vendite nel mese (12.53 mln da 12.25 mln le totali, massimo da agosto 2009), e General Merchandise, in linea con i dati dalle vendite natalizie. Al netto della componente auto il rialzo dovrebbe risultare simile.
Produzione industriale US per dicembre (14 gennaio).              Novembre: 0.4% mom
                                                                                                      Forecast: 0.4% mom

Ci aspettiamo una crescita in linea con il risultato di novembre, con un contributo positivo del manifatturiero, sulla scia del rialzo delle ore lavorate nel settore a dicembre (+0.1% mom), ed un contributo più significativo da Utilities, a causa delle tempeste di neve che hanno interessato il Midwest e la costa orientale durante il mese. Ci aspettiamo un contestuale rialzo della capacità utilizzata, però ancora al di sotto della media di lungo periodo (80.9%).
Cosa è successo la scorsa settimana:
US ISM manifatturiero.                                                                             Dicembre: 57.0
L’ISM manifatturiero mette a segno oggi un rialzo dopo la temporanea correzione di novembre, salendo a 57.0 dal 56.6 di novembre, rimanendo in area di espansione per il diciassettesimo mese consecutivo. Il forte dato di dicembre dovrebbe portare un buon momentum ad inizio 2011. Anche la voce occupazione continua a registrare crescita, sia pure in rallentamento rispetto a novembre. I prezzi pagati mettono a segno un rialzo in linea con l’accelerazione dei prezzi delle materie prime. Contemporaneamente, l’economia nel suo complesso cresce ininterrottamente da venti mesi, con la survey al di sopra della soglia di 41.2. Il report prospetta continuo supporto per la crescita US dal settore manifatturiero nei prossimi mesi, in linea con i risultati in miglioramento registrati dalle principali survey manifatturiere regionali per il mese di dicembre. I commenti raccolti dall’ISM indicano segnali positivi dai vari comparti: ad esempio, nel comparto dei Prodotti Chimici viene segnalato l’outloook positivo delle imprese per il 2011, con una crescita solida del fatturato proveniente dai forti volumi di vendita in Q3 e Q4. Nel comparto Electrical Equipment le imprese continuano ad aspettarsi forte domanda dall’Asia e dall’Europa. L’indice della produzione ha registrato un rialzo di 5.7 punti oggi, a 60.7 da 55.0, restando sopra quota 50 per il diciannovesimo mese consecutivo. Il fattore di stagionalità è stato particolarmente accomodante, 0.922 ed ha alzato il risultato aggiustato di oltre cinque punti rispetto al dato nsa. L’indice dei nuovi ordini ha registrato oggi un rialzo di 4.3 punti, salendo a 60.9 da 56.6 di novembre e segnando il massimo da maggio. L’indice relativo all’occupazione è sceso di 1.8 punti, a 55.7, registrando il minimo da marzo, ma restando sopra quota 50 per il tredicesimo mese consecutivo. Le imprese stanno rimpiazzando i lavoratori licenziati durante la recessione, ma non necessariamente ancora espandendo la propria forza lavoro. Il fattore di stagionalità è stato anche qui molto accomodante, 0.895. L’indice relativo alle inventories è sceso oggi in maniera consistente, a 51.8 da 56.7 di novembre. La componente dei prezzi pagati ha registrato un’accelerazione significativa, salendo oggi di 3 punti a 72.5, massimo da maggio, a causa dell’accelerazione nei prezzi delle materie prime e della benzina.

US Nonfarm Payrolls.                                                                             Dicembre: +103K

Il dato dei payrolls di dicembre si mostra in crescita buona, sia pure inferiore alle attese, compensata dalle buone revisioni al rialzo per i dati dei due mesi precedenti. Il dato headline (+103K dal rivisto 71K di novembre) è infatti positivo e prospetta una continua modesta ripresa del mercato del lavoro nei prossimi mesi. Dal minimo di dicembre 2009 l’occupazione complessiva è salita di 1.1 mln. L’unico dato parzialmente negativo nel report odierno è il calo degli occupati nel manifatturiero, che veniva però da dati maggiormente positivi nei mesi passati. Come accennato in precedenza, le revisioni ai dati dei due mesi precedenti sono state buone, con il dato di novembre rivisto al rialzo dal 39K precedentemente rilevato a 71K e quello di ottobre a 210K da 172K. La revisione complessiva netta per ottobre e novembre è stata quindi di +70K. Il miglioramento del mercato del lavoro può essere parzialmente deludente per questo stadio della ripresa, ma resta comunque innegabile: infatti, negli ultimi tre mesi la crescita media degli occupati è stata di +128K, mentre negli ultimi dodici di +94K. Il dato odierno, insieme a quello delle due survey ISM di dicembre, alle vendite di auto nel mese e alle revisioni al rialzo per i dati di occupazione dei due mesi precedenti, contribuisce ad alleviare parte del pessimismo che aveva caratterizzato nelle scorse settimane le previsioni per l’economia US. Il settore pubblico nel complesso registra oggi una perdita di 10K posti di lavoro. Per quanto riguarda il dettaglio settoriale, la crescita di posti di lavoro è stata positiva nei comparti Leisure, Healthcare, Manifatturiero e Retail, mentre hanno deluso le attese Information e Business Services. In particolare: Manifatturiero: salito di 10K dopo il -8K di settembre. L’occupazione in questo comparto è stata sostanzialmente flat da maggio, mentre da gennaio a maggio aveva visto la creazione di 134K posti di lavoro per rimpiazzare parte dei licenziamenti avvenuti durante la recessione. In una prospettiva di lungo termine, non sembra invece che le imprese del settore siano intenzionate ad espandere la forza lavoro;Costruzioni: qui gli occupati sono scesi di 16K dopo il -2K di novembre. Le perdite sono state concentrate nei comparti di ingegneria civile e pesante (-13K) e di costruzioni residenziali (-6K);Retail: qui gli occupati sono saliti di 12K dopo il -19K di novembre, con un +8K nelle concessionarie di autoveicoli che ha sostanzialmente compensato un -8K nei negozi di salute e cura della persona; Government: nel settore pubblico nel complesso gli occupati sono scesi di 10K, con un –20K nella componente Local ed un risultato flat in quella statale. In particolare in questi comparti ci attendevamo un calo più consistente a causa dei problemi di budget dei governi locali, mentre è oramai venuto meno l’effetto Censimento sulla componente Federale. L’household survey ha visto la revisione ai dati degli ultimi cinque anni a causa dell’introduzione dei nuovi fattori di stagionalità aggiornati. Il dato mostra un miglioramento consistente, con il tasso di disoccupazione sceso a 9.425% da 9.770% di novembre. Questo miglioramento è imputabile sia ad un calo nel tasso di partecipazione (a 64.3% da 64.5%), che ha provocato la fuoriuscita di 260K persone dalla forza lavoro, che ad un calo nel numero di disoccupati (-556K). Di conseguenza, il numero degli occupati è salito di 297K unità nel mese. Il numero totale di disoccupati è passato in tal modo da 15.2 milioni a gennaio 2010 a 14.5 milioni a dicembre 2010. A dicembre il tasso di disoccupazione si è attestato al 9.4% per gli uomini, all’8.1% per le donne, all’8.5% per le persone di etnia bianca, al 15.8% per le persone di colore, al 13.0% per gli ispanici, al 7.2% per gli asiatici e al 25.4% per i teenagers. Il numero di disoccupati di lungo corso (disoccupati da oltre 27 settimane) si attesta a 6.4 milioni e conta per il 44.3% del totale dei disoccupati. La settimana lavorativa media è rimasta invariata a 34.3, mentre gli hourly earnings sono saliti dello 0.1% mom.


Disclaimer

La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

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I market movers della settimana:

US Retail Sales per novembre (14 dicembre). Ottobre.: 1.2 mom, ex auto: 0.4% mom

Forecast: 0.4% mom, ex auto: 0.4% mom

Le vendite al dettaglio dovrebbero crescere per il quinto mese consecutivo, confermando come la debolezza dei mesi estivi dovrebbe essere alle spalle. Dalle varie componenti ci attendiamo contributi simili ai mesi passati, con l’eccezione della voce Auto che dovrebbe dare un contributo modesto alla luce delle vendite di auto rimaste flat a novembre (9.3 mn le domestiche e 12.3 m le totali), che comunque rappresenta il massimo da settembre 2009. Un rialzo più consistente dovrebbe venire da Gas Stations, con il prezzo della benzina salito mediamente del 2.1% mom a novembre.

FOMC Meeting (14 dicembre).                                                   3 novembre: 0%-0.25%

Forecast: 0%-0.25%

Dopo gli importanti annunci seguiti al FOMC di novembre, l’ultimo meeting del 2010 non dovrebbe vedere cambiamenti significativi nello Statement (con l’esclusione del paragrafo riguardante l’annuncio del nuovo piano di acquisti). Dobbiamo quindi attenderci tassi fermi ancora per parecchio tempo, con continuo reinvestimento delle Securities in scadenza e prosecuzione del nuovo programma di acquisti per ulteriori 600 bln. Non ci sono infatti stati nel frattempo sviluppi nell’outlook economico tali da giustificare una variazione di tale importo.

CPI US per novembre (15 dicembre).                 Ottobre: 0.2% mom, core: 0.0% mom

Forecast: 0.4% mom, core 0.0% mom

Il CPI dovrebbe accelerare, soprattutto nelle componenti Food ed Energy, in linea con il rialzo del prezzo della benzina a novembre (+2.1% mom in media) e dei prezzi ricevuti dagli agricoltori (+5.6% mom mediamente per tutti i raccolti). Il core dovrebbe registrare il quarto risultato invariato consecutivo su base congiunturale, con la componente OER a trascinare questa stabilizzazione. Ci aspettiamo una modesta accelerazione del CPI core nel corso del 2011, grazie a minori pressioni al ribasso dal mercato immobiliare ed alle azioni della Fed.

Produzione industriale US per novembre (15 dicembre).               Ottobre: 0.0% mom

Forecast: 0.3% mom

Ci aspettiamo un rimbalzo dopo la crescita invariata di ottobre, con un contributo positivo dal manifatturiero, sulla scia del rialzo delle ore lavorate nel settore a novembre (+0.1% mom), ed un probabile rimbalzo della voce Utilities dopo tre forti cali. Infatti, le temperature sono tornate sulle medie stagionali a novembre dopo essere state miti nelle settimane precedenti, portando un probabile rialzo nel comparto Utilities. Ci aspettiamo un contestuale modesto rialzo della capacità utilizzata, ancora al di sotto della media di lungo periodo (80.9%).

IFO Business Confidence per dicembre (17 dicembre).                       Novembre: 109.3

Forecast: 109.5

L’IFO dovrebbe registrare un modesto rialzo, sulla scia dell’atteso buon andamento della ZEW nel mese. Dovrebbero migliorare sia il current assessment, riflettendo la fase di ripresa del ciclo, sia le aspettative, spinte dall’outlook favorevole per la domanda di beni capitale, ma in parte frenato dai piani di austerità fiscale e delle tensioni causate dalla crisi dei debiti sovrani in Eurozona.

Cosa è successo la scorsa settimana:

Trade Balance US di ottobre: export in accelerazione.                Ottobre: -38.7 bln USD

Il dato del Trade balance di ottobre segna un restringimento più ampio delle attese del deficit commerciale US, a –38.714 bln da –44.597 bln di settembre (rivisto oggi da -44.0 bln originariamente rilevato), a causa di un’accelerazione delle esportazioni più sostenuta di quella delle importazioni. Il dato odierno rappresenta il trade deficit più stretto da gennaio 2010, dando buone rassicurazione sulla tenuta delle esportazioni US in vista di un possibile rallentamento della ripresa globale. Infatti, ad ottobre il valore delle esportazioni è salito, sia in termini nominali che reali, proseguendo il trend generalmente positivo instauratosi con la ripresa. Anche in termini reali vi è stato un miglioramento. Infatti, il trade deficit in termini reali si è ristretto a -45.165 bln dal rivisto –50.339 bln USD di settembre. La correzione registrata nella crescita delle importazioni (-0.5% mom da -0.7% mom di settembre) non è in linea con quanto implicato dal rialzo del prezzo del petrolio. Infatti, al netto della componente petrolio, le importazioni di beni salgono dello 0.4% mom. Le importazioni di petrolio sono in calo dell’11% mom, nonostante il rialzo del prezzo del petrolio, che ha indotto un contemporaneo calo nel numero di barili importati nel mese, a 254.479 mln dai 289.694 mln importati a settembre. Il petrolio importato ad ottobre è stato mediamente pagato 74.18 USD al barile da 72.36 USD di aprile. Le importazioni di beni nel loro complesso sono scese dello 0.7% mom, mentre quelle di servizi sono salite dello 0.6% mom. Le importazioni risultano in calo nel settore dei beni capitale (-2.3% mom), complice il forte calo della voce di Civilian Aircrafts (-39.8% mom da +170.5% mom). In calo anche la voce di Semiconduttori (-2.1% mom da +0.8% mom), quella di Computer Accessories (-5.6% mom da -7.0% mom) e di Telecom Equipment (-4.3% mom da +6.1% mom). In correzione modesta anche le importazioni di auto (-0.1% mom da -6.5% mom di settembre). Su base tendenziale le importazioni sono in modesto rallentamento oggi, in crescita del 15.9% y/y dal +17.1% yoy di settembre. Il rialzo delle esportazioni (+3.2% mom da 0.5% mom di settembre) riflette il rimbalzo delle esportazioni di beni (+4.2% m/m) e di beni capitale in particolare (+1.0% mom), nonostante il contributo negativo proveniente Civilian Aircrafts (-14.7% m/m dopo il +36.0% mom di settembre). In calo anche la voce di Semiconduttori (-4.0% mom da -7.1% mom). In rialzo, invece, le voci di Computer Accessories (+4.5% mom da -2.13% mom) e di Telecom Equipment (+1.6% mom da -3.7% mom). Tutte la altre componenti risultano in rialzo. Su base tendenziale le esportazioni registrano oggi una modesta accelerazione, a 14.9% da 14.6% yoy di settembre. La continua forza delle esportazioni suggerisce in particolare come la domanda nei trading partners degli US si mantenga robusta nonostante i segnali di rallentamento registrati nelle ultime settimane, suggerendo la sostenibilità della ripresa ed allontanando ulteriormente i timori di double-dip. Il trade deficit con la Cina (non aggiustato per le stagionalità) ha registrato oggi un modesto restringimento, a -25.517 bln da -27.831 bln di settembre. In restringimento più marcato il deficit verso Paesi OPEC (a -5.694 da -8.878 bln), in linea con il calo registrato nel valore delle importazioni di petrolio.


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