Commento principali dati macro della settimana: 17 – 21 Gennaio

ZEW survey per gennaio .Ci aspettiamo un modesto rialzo, proseguendo il trend di miglioramento in atto da novembre, favorito dalle buone prospettive per l’economia tedesca nei prossimi trimestri. L’entità del rialzo dovrebbe essere comunque limitata dalla sostanziale stabilizzazione …


Autore: Francesca Panelli
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR


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I market movers della settimana:

ZEW survey per gennaio (18 gennaio). Dicembre: 4.3

Forecast: 4.5

…dei mercati finanziari all’inizio del mese (il DAX ha registrato un modesto calo di -0.2% mom nella prima metà di gennaio) e dai timori legati all’evoluzione della crisi del debito sovrano portoghese.

US Housing Starts e Building Permits per dic. (19 gennaio). Novembre: 555K, 544K

Forecast: 570K, 560K

Ci aspettiamo un modesto rialzo degli housing starts e dei building permits a dicembre, che dovrebbero rimanere comunque vicini ai minimi storici delle serie. Infatti, le severe tempeste di neve che hanno interessato la parte nordorientale del Paese durante il mese potrebbero pesare sui dati, impedendo un miglioramento consistente. Nemmeno nei prossimi mesi ci aspettiamo una forte ripresa del comparto immobiliare, a causa dalle condizioni ancora difficili del mercato del lavoro e dalla crescita modesta dei redditi.

US Existing Home Sales per dicembre (20 gennaio). Novembre: 4.68M, 5.6% mom

Forecast: 4.8M, 2.6% mom

Ci aspettiamo un modesto rialzo, proseguendo la tiepida ripresa in corso dopo che a luglio è stato registrato il minimo storico. Infatti, le scorte di case invendute sono in graduale correzione (scese a 3.71 mln a novembre da 3.86 di ottobre). Le condizioni di acquisto sono complessivamente favorevoli per coloro che hanno un lavoro ed un buon merito creditorio, mentre continuano ad essere presenti fattori penalizzanti come il rialzo nei tassi dei mutui e l’incertezza riguardo l’evoluzione dei prezzi delle case a frenare la ripresa del settore.

Philly Fed per gennaio (20 gennaio). Dicembre: 24.3

Forecast: 23.0

Il Philly Fed dovrebbe registrare una modesta correzione dopo quattro rialzi consecutivi, rimanendo in area positiva per il quarto mese consecutivo, indicando un outlook di continua modesta espansione per il settore manifatturiero. Come emerge dal Beige Book di gennaio, infatti, l’attività manifatturiera è in continua crescita, con l’aumento nelle vendite di auto (imputabile all’invecchiamento del parco autovetture che aveva visto rinnovi modesti dalla recessione) che sta sostenendo l’attività nel settore.

IFO Business Confidence per gennaio (21 gennaio). Dicembre: 109.9

Forecast: 109.6

L’IFO dovrebbe registrare una modesta correzione dopo il massimo storico di dicembre. Si tratterebbe del primo calo negli ultimi dieci mesi, con la survey che dovrebbe rimanere ad un livello ancora particolarmente sostenuto, riflettendo da un lato il buon andamento economico degli ultimi trimestri e dall’altro le prospettive economiche favorevoli per il 2011. Infatti, da un lato dovrebbe proseguire il contributo positivo del comparto manifatturiero e del net export alla crescita tedesca, mentre dall’altro lato ci sono attese di ripresa dei consumi, favoriti dal miglioramento del quadro occupazionale e dalla crescita salariale.

Cosa è successo la scorsa settimana:

Beige Book: attività economica sempre in crescita moderata.

Il Beige Book, preparato dalla Fed di Boston con informazioni raccolte fino al 3 gennaio, mostra una descrizione uniforme dell’attività economica nei dodici distretti, con una crescita definita modesta, lasciando pensare ad un proseguimento e ad un possibile rafforzamento della ripresa nel corso del 2011. Nonostante restino punti di debolezza per l’economia US (primi fra tutti il mercato del lavoro ed il comparto immobiliare), i fondamentali per la ripresa sono presenti e danno quindi al Beige Book un tono complessivamente positivo, sicuramente migliore delle release precedenti in cui emergevano dubbi sulla sostenibilità della ripresa. Infatti, nella release di gennaio il Beige Book segnala miglioramenti nei consumi e nell’occupazione. Certamente lo slack presente nell’economia resta notevole, ma i segnali di progressi nella giusta direzione sono presenti. Il settore immobiliare è debole nella maggior parte dei distretti, sia nel comparto residenziale che in quello non residenziale. I prezzi al consumo sono generalmente rilevati come stabili, con gli aumenti dei prezzi all’input che riescono ad essere passati ai consumatori solo in maniera marginale a causa della concorrenza. Complessivamente, questo report conferma come la ripresa continui e come siano presenti le basi per un suo possibile rafforzamento nel corso del 2011. Questi i punti più salienti del report. Consumi: i report sulle vendite al dettaglio indicano come la stagione delle vendite natalizie sia stata la migliore degli ultimi quattro anni e come la crescita della spesa per consumi si stia gradualmente diffondendo verso beni non di prima necessità. Infatti, le vendite al dettaglio sono risultate in miglioramento in tutti i distretti, con la maggior parte dei dettaglianti che ha registrato vendite in linea o superiori con le attese per la stagione natalizia. Nello stesso periodo è stato registrato un aumento generalizzato delle vendite di auto, descritte come stabili o in aumento in otto distretti. Per quanto riguarda gli altri distretti restanti, New York descrive le vendite di auto come miste, ma generalmente a buoni livelli, Kansas City registra vendite di auto limitate, ma prevede miglioramenti nei prossimi mesi grazie all’arrivo di nuovi incentivi dalle principali case automobilistiche. Infine, Philadelphia, Dallas e Cleveland registrano scorte di auto in linea con le attese di vendite. Cleveland registra anche un aumento nell’attività di leasing, mentre alcune concessionarie nel distretto di Philadelphia citano preoccupazione riguardo gli effetti del rialzo del prezzo della benzina sulle vendite di modelli a consumi non particolarmente bassi. Per quanto riguarda il manifatturiero, l’attività è registrata come in continua crescita, con l’aumento nelle vendite di auto (imputabile all’invecchiamento del parco autovetture che aveva visto modesti rinnovi dalla recessione) che sta spingendo l’attività nel comparto manifatturiero. Complessivamente, la domanda è descritta come stabile e nessun distretto cita preoccupazioni di double-dip, come invece accadde con i report dell’estate 2010. Buon segnale viene anche dal continuo aumento della capacità utilizzata, che si sta avvicinando a livelli “normali” secondo alcuni contatti nei distretti di Cleveland e San Francisco, mentre la produzione nel comparto high-tech è registrata a livelli elevati a Dallas. Inoltre, alcune imprese manifatturiere nei comparti di St. Louis e Minneapolis pensano che a breve dovranno aumentare la propria capacità produttiva. Dal lato negativo registriamo come Philadelphia descriva il trend dei nuovi ordini come “erratico”, mentre i produttori di legno nei distretti di St. Louis e San Francisco registrano domanda molto debole. Per quanto riguarda il mercato immobiliare, questo rimane debole in tutti i distretti, con la domanda di case limitata dall’elevata disoccupazione e dall’abbondanza di case esistenti a prezzi bassi (provenienti dai pignoramenti). I prezzi delle case sono scesi o rimasti sostanzialmente stabili in tutti i distretti. New York, Atlanta, Chicago e San Francisco registrano pressioni al ribasso sui prezzi provenienti dall’immissione sul mercato delle case pignorate. Il real estate commerciale è in miglioramento a New York, invariato a Kansas City e debole a Dallas. In questo comparto, la parte preponderante della nuova attività proviene da progetti correlati alla sanità ed alle infrastrutture pubbliche. In generale, ci si attende un modesto miglioramento dell’attività di leasing nel comparto commerciale nel 2011. Per quanto riguarda l’attività di credito, la maggior parte dei distretti registra miglioramenti nella qualità del credito. New York registra risposte miste riguardo gli standard di credito, che sono invece stati allentati ad Atlanta e rimasti restrittivi a San Francisco. I delinquency rates sono rimasti invariati o sono scesi a Cleveland, mentre a New York sono aumentati nel comparto dei mutui commerciali e scesi nel comparto del credito al consumo. La domanda di credito al consumo è scesa a New York, Cleveland, St. Louis, Kansas City e San Francisco. Complessivamente, quindi, la qualità del credito pare in miglioramento, con disponibilità di credito leggermente migliore e minori tassi di delinquency. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, sono generalmente registrati miglioramenti modesti, con pressioni al rialzo sui salari praticamente nulle. I livelli di occupazione stanno aumentando almeno in alcuni settori, mentre Cleveland, Richmond ed Atlanta registrano come le imprese preferiscano aumentare le ore lavorate piuttosto che aumentare il numero di dipendenti. New York, St. Louis e Minneapolis registrano tagli ai dipendenti, probabilmente imputabile alla normale attività di taglio costi di fine anno. Boston, Cleveland e Chicago registrano carenza di lavoratori specializzati in alcuni settori. Le pressioni salariali restano contenute. Per quanto riguarda l’inflazione, si rilevano rialzi dei prezzi delle materie prime con pass-through limitato ai consumatori a causa della concorrenza. Molti distretti registrano preoccupazioni fra le imprese che i prezzi energetici e di altre commodities (alimentari, acciaio ed altri metalli, prodotti da costruzione e chimici) continuino a salire nel 2011.

Trade Balance US di novembre. Novembre: -38.3 bln USD

Il dato del Trade balance di novembre segna un ulteriore restringimento, contrariamente alle attese, del deficit commerciale US, a –38.309 bln da –38.420 bln di ottobre (rivisto da -38.714 bln originariamente rilevato), a causa di un rallentamento delle esportazioni meno forte delle attese, associato ad un rallentamento delle importazioni. Il dato rappresenta il trade deficit più stretto da gennaio 2010, dando buone rassicurazione sulla tenuta delle esportazioni US. In termini reali vi è stato invece un modesto peggioramento. Infatti, il trade deficit in termini reali si è allargato a -45.203 bln dal rivisto –44.755 bln USD di ottobre (originariamente rilevato a -45.165 bln). Con il dato di novembre la media dei dati di trade balance reale per ottobre e novembre risulta di 4.8 bln più stretto rispetto alla media di Q3, prospettando quindi un contributo positivo da Net Export in Q4, contrariamente a quanto osservato negli ultimi trimestri con il progredire della ripresa globale. L’accelerazione registrata nella crescita delle importazioni (0.6% mom da -0.8% mom di ottobre) è in linea con quanto implicato dal rialzo del prezzo del petrolio. Infatti, al netto della componente petrolio, le importazioni di beni scendono dello 0.1% mom. Le importazioni di petrolio sono in rialzo del 10.3% mom, in linea con il rialzo del prezzo del petrolio e con il contemporaneo rialzo nel numero di barili importati nel mese, a 258.188 mln dai 254.479 mln importati ad ottobre. Il petrolio importato a novembre è stato mediamente pagato 76.18 USD al barile da 74.18 USD di ottobre. Le importazioni di beni nel loro complesso sono salite dello 0.9% mom, mentre quelle di servizi sono scese dello 0.9% mom. Le importazioni risultano in rialzo nel settore dei beni capitale (2.5% mom), nonostante il forte calo della voce di Civilian Aircrafts (-30.1% mom da -39.4% mom). In rialzo invece le altre voci comprese nella categoria dei beni capitale: Semiconduttori (7.5% mom da -2.1% mom), Computer Accessories (5.4% mom da -5.6% mom) e Telecom Equipment (4.1% mom da -4.3% mom). In correzione le importazioni di auto (-2.2% mom da 0.2% mom di ottobre). Su base tendenziale le importazioni sono in rallentamento, in crescita del 13.6% y/y dal +15.5% yoy di ottobre. Il rallentamento delle esportazioni (+0.8% mom da 3.0% mom di ottobre) riflette il rallentamento delle esportazioni di beni (+1.2% m/m da 4.1% mom) e di beni capitale in particolare (+0.5% mom da 1.0% mom), nonostante il forte contributo positivo proveniente da Civilian Aircrafts (18.7% m/m dopo il -14.7% mom di ottobre). In rialzo più moderato le voci di Semiconduttori (6.0% mom da -4.0% mom), Computer Accessories (5.8% mom da 4.4% mom) e Telecom Equipment (+1.7% mom da 1.6% mom). Su base tendenziale le esportazioni registrano una modesta accelerazione, a 14.9% da 14.7% yoy di ottobre. La continua forza delle esportazioni suggerisce in particolare come la domanda nei trading partners degli US si mantenga robusta nonostante i timori di rallentamento, suggerendo la sostenibilità della ripresa ed anche una sua possibile modesta accelerazione nei prossimi mesi. Il trade deficit con la Cina (non aggiustato per le stagionalità) ha registrato un modesto allargamento, a -25.634 bln da -25.517 bln di ottobre. In allargamento più marcato il deficit verso Paesi OPEC (a -6.971 da -5.694 bln), in linea con il rialzo registrato nel valore delle importazioni di petrolio.

BCE: politica monetaria invariata. 13 gennaio: 1.0%

Nel corso del meeting odierno tenutosi a Francoforte il Governing Council della BCE ha deciso di mantenere i tassi invariati all’1.0%. I tassi correnti continuano ad essere appropriati. Considerando le informazioni e le analisi che si sono rese disponibili dopo il meeting di dicembre, sono emerse evidenze di pressioni inflazionistiche al rialzo nel breve periodo, dovute principalmente ai prezzi energetici. Questo non ha comunque influenzato l’assessment del Governing Council secondo il quale gli sviluppi dei prezzi rimarranno in linea con la stabilità dei prezzi nell’orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria. Gli ultimi dati economici per l’Area Euro sono in linea con uno scenario in cui il momentum sottostante alla ripresa rimane positivo. Nello stesso momento, permane molta incertezza. L’analisi monetaria conferma che le pressioni inflazionistiche nel medio termine rimangono contenute. Quindi vengono confermate le attese di stabilità dei prezzi nel medio termine, supportando il potere di acquisto delle famiglie nell’area euro. Le aspettative di inflazione rimangono saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Governing Council di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo. Il solido ancoraggio delle aspettative di inflazione rimane di essenziale importanza. Nel complesso la stance di politica monetaria corrente rimane accomodante. Tutte le misure di politica monetaria non standard attuate sono per costruzione di natura temporanea. Il Governing Council continuerà a “monitor very closely” tutti gli sviluppi dei prossimi mesi. Per quanto riguarda l’analisi economica, in seguito all’espansione dello 0.3% qoq nel terzo trimestre, gli ultimi dati e le evidenze delle survey confermano le attese di un momentum sottostante positivo alla ripresa economica fino alla fine del 2010. Le esportazioni dovrebbero beneficiare anche nel 2011 del proseguimento della ripresa globale. Nello stesso tempo e tenendo in particolare in considerazione il livello di fiducia delle imprese relativamente elevato, la domanda domestica del settore privato dovrebbe contribuire in misura crescente alla crescita, supportata dalla stance di politica monetaria accomodante e dalle misure adottate per restaurare il funzionamento del sistema finanziario. La ripresa dell’attività economica dovrebbe comunque essere frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci nei vari settori dell’economia. Nel complesso i rischi sull’outlook di crescita rimangono leggermente sbilanciati verso il basso, in uno scenario di alta incertezza. I rischi al rialzo sono dati dalla possibilità che il commercio estero possa continuare a crescere più velocemente di quanto atteso, supportando quindi le esportazioni dall’area Euro. Nello stesso tempo il livello delle business confidence nell’area Euro relativamente elevato potrebbe fornire supporto all’attività economica domestica più alto di quanto atteso. Dall’altro lato, però, ci sono preoccupazioni legate a nuove possibili tensioni in alcuni segmenti dei mercati finanziari e al loro possibile effetto di contagio all’economia reale dell’area Euro, a nuovi incrementi nei prezzi di petrolio ed altre commodities, all’intensificazione delle pressioni protezionistiche e alla correzione degli squilibri globali. Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi, il flash estimate di dicembre ha registrato 2.2% yoy, in accelerazione dall’1.9% yoy di novembre. Questo dato è risultato più alto di quanto atteso e riflette in gran parte l’aumento dei prezzi energetici. Nei prossimi mesi il CPI potrebbe aumentare ancora temporaneamente. L’inflazione dovrebbe rimanere al di sopra del 2%, a causa principalmente delle dinamiche dei prezzi delle commodity, prima di moderare verso la fine dell’anno. Ci sono quindi evidenze di pressioni al rialzo sui prezzi nel breve periodo, che derivano principalmente dall’aumento dei prezzi delle commodity. Questo non ha influenzato lo scenario della BCE secondo cui gli sviluppi dei prezzi rimarranno in linea con la stabilità dei prezzi nell’orizzonte di tempo rilevante per la politica monetaria. Le aspettative di inflazione nel medio-lungo periodo continuano a rimanere fermamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere l’inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo. I rischi all’outlook di inflazione sono genericamente bilanciati ma potrebbero spostarsi sull’upside. In particolare, i rischi al rialzo sono connessi all’evoluzione dei prezzi delle materie prime. Inoltre, gli incrementi di imposte indirette e dei prezzi amministrati potrebbero superare le aspettative correnti, data la necessità di risanare i conti pubblici nei prossimi anni, e le pressioni sui prezzi nella catena della produzione potrebbero aumentare ulteriormente. I rischi al ribasso sono invece connessi all’impatto sull’inflazione di una crescita potenzialmente bassa, a causa dell’incertezza che prevale. Passando all’analisi monetaria, il tasso di crescita tendenziale di M3 ha accelerato fortemente a novembre a 1.9% yoy dallo 0.9% yoy di ottobre. Questa forte accelerazione è legata in parte ad effetti base e a fattori volatili. La crescita annua dei prestiti al settore privato è aumentata, accelerando al 2.0% yoy a novembre dall’1.5% yoy di ottobre. Al di là dei fattori particolari che hanno influenzato il dato di novembre, la crescita monetaria e dei prestiti è ancora bassa, avvalorando il fatto che il tasso di espansione monetario sottostante è moderato e le pressioni inflazionistiche nel medio termine dovrebbero rimanere contenute. La costellazione dei tassi di interesse continua ad esercitare un impatto significativo sulla crescita degli aggregati monetari. Analizzando le componenti di M3, i tassi di interesse pagati sui depositi a breve rimangono più alti di quelli pagati sui depositi overnight. Di conseguenza, la crescita di M1 continua a moderare, attestandosi a 4.6% yoy a novembre. Nello stesso momento, la curva dei rendimenti ha aumentato l’inclinazione, implicando che i depositi a breve termine inclusi in M3 sono meno attrattivi rispetto a quelli a lungo termine al di fuori di M3. Il tasso di crescita di prestiti al settore privato ha continuato ad accelerare a novembre, in parte a causa di fattori speciali. Questo rafforzamento riflette l’aumento dei prestiti alle società non finanziarie, che è passato da -0.5% di ottobre a -0.1% a novembre, confermando così che nel corso del 2010 è stato toccato un punto di svolta. La crescita dei prestiti alle famiglie è rimasta più forte, passando da 2.9% di ottobre al 2.7% di novembre, anche se l’ultimo dato punta ad una stabilizzazione. In tema di politica fiscale, i Paesi devono fare il loro meglio per raggiungere gli obiettivi di deficit fissati e riportare il rapporto debito/PIL su una traiettoria decrescente. Dove necessario, devono essere decise ed implementate addizionali misure correttive, preferibilmente dal lato dei tagli alla spesa. Nello stesso tempo, è essenziale che i Paesi perseguano piani di consolidamento fiscale della durata di più anni e implementino pienamente le misure di consolidamento pianificate. Questo sarà di aiuto per rafforzare la fiducia nella sostenibilità delle finanze pubbliche, riducendo il premio per il rischio nei tassi di interesse e migliorando le condizioni per la crescita solida e sostenibile. L’implementazione di riforme strutturali dovrebbe essere attuata rapidamente per rinforzare le prospettive di una crescita sostenibile maggiore. Riforme sono particolarmente necessarie in quei Paesi che hanno sperimentato una perdita di competitività nel passato o che stanno soffrendo di alti deficit fiscali ed esteri. La rimozione di rigidità del mercato del lavoro e il rafforzamento della crescita della produttività potrebbe supportare ulteriormente il processo di aggiustamento di quelle economie. L’aumento della competitività, particolarmente nei settori dei servizi, dovrebbe anche facilitare la ristrutturazione dell’economia e incoraggiare l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie. Nel corso del Q&A, ad una domanda in merito all’EFSF Trichet dichiara che il programma di stabilizzazione finanziario a disposizione degli stati membri dovrebbe essere migliorato in quantità e in qualità (ovvero dovrebbe avere più flessibilità negli interventi), facendo così intendere di essere a favore di un possibile ampliamento delle funzioni e del capitale del fondo, così come è stato sostenuto di recente dalla Germania. Tale miglioramento dell’EFSF è ritenuto urgente nella situazione attuale, e proprio alcuni aspetti relativi a tale questione dovrebbero essere oggetto di discussione all’Ecofin della prossima settimana. Riguardo alle recenti pressioni al rialzo sui prezzi, il Presidente della BCE ha sottolineato quanto già espresso nella press conference, ovvero che l’inflazione in questo momento è più alta di quanto atteso in precedenza e potrebbe accelerare ulteriormente temporaneamente nei prossimi mesi. Tale accelerazione delle pressioni inflazionistiche è imputabile comunque in gran parte alla componente energetica, e le aspettative di inflazione rimangono ancorate, con le attese di inflazione nel medio-lungo termine in linea con la stabilità dei prezzi. Trichet ha quindi sottolineato che la BCE è permanentemente all’erta e non è mai pre-committed a non muovere i tassi di interesse e che nei 12 anni di storia dell’unione monetaria l’inflazione annua è stata in media dell’1.97%, ovvero perfettamente in linea con il mandato della BCE. Ad una domanda in merito alle misure di politica monetaria non standard, Trichet ha sottolineato che tali programmi sono solo temporanei e sono stati disegnati per migliorare le dinamiche di trasmissione della politica monetaria. Sono quindi indipendenti dalle mosse sui tassi di interesse, lasciando intendere che i tassi di interesse potrebbero anche essere variati quando le misure di politica monetaria non standard sono ancora in essere. A diverse domande in merito alla crisi portoghese, Trichet ha declinato di rispondere, dichiarando che i Governi (incluso quello portoghese) debbano rispondere alle proprie responsabilità. Complessivamente, il tono della press Conference odierna è rimasto molto simile a quello del meeting di dicembre. La BCE continuerà a garantire supporto al sistema bancario ed è ben lungi dal pensare ad un tightening di politica monetaria, sia in maniera convenzionale che non convenzionale, cercando di evitare ogni possibile deragliamento della ripresa. Alla luce di quanto annunciato, pare difficile attendersi un rialzo tassi a breve, almeno non prima dell’ultimo trimestre 2011.

Retail sales di dicembre. Dicembre: 0.6% mom; Less Auto: 0.5% mom

Le vendite al dettaglio per il mese di dicembre mostrano un dato di poco inferiore alle attese, salendo dello 0.6% mom dopo che il dato di novembre non è stato rivisto. Le sorprese nel risultato sono principalmente imputabili alla debolezza delle componenti General Merchandise, Food ed Abbigliamento, in contrasto con le evidenze positive provenienti dalle vendite natalizie. Più basso delle attese è stato anche il risultato della voce Gas Stations, salita dell’1.6% mom mentre il rialzo del prezzo della benzina nel mese lasciava pensare ad un risultato più forte. Al netto della componente Auto il risultato è stato più debole, in rialzo dello 0.5% mom dopo il +1.0% mom registrato a novembre e rivisto oggi al ribasso da 1.2% originariamente rilevato. Ancora più debole il risultato delle vendite al netto sia di Auto che di Gas Stations, in rialzo dello 0.4% mom dopo il +0.6% mom di novembre, rivisto al ribasso da 0.8% mom originariamente rilevato. Su base tendenziale vi è un miglioramento, con le vendite al dettaglio che salgono del 7.9% dopo il +7.5% di novembre. Al netto delle vendite di auto le vendite al dettaglio sono in rialzo del 6.7% yoy, in accelerazione dal 6.4% yoy di novembre, registrando la massima crescita tendenziale da aprile. Un risultato sostanzialmente in linea con le nostre attese viene dalla componente auto, che registra un rialzo in linea con il risultato delle vendite di auto nel mese (a 9.5 mln le domestiche e a 12.5 mln le totali). Su base tendenziale le vendite di auto registrano una crescita del 14.2% dal 13.0% yoy di novembre, beneficiando di un effetto confronto favorevole. Un rialzo meno forte delle nostre attese viene dalle vendite nelle Gas Stations, come accennato in apertura, salite dell’1.6% mom, mentre il prezzo della benzina nel mese è salito mediamente del 4.6% mom. La vera sorpresa è invece venuta dalle categorie associate con le vendite natalizie, negative nonostante le buone evidenze provenienti dalle vendite settimanali: ad esempio, General Merchandise risulta in calo dello 0.7% mom, con un -1.9% mom nei Deparment Store. Anche la voce Abbigliamento registra un calo (-0.2% mom). In calo anche la voce Food, che registra oggi -0.6% mom. Le categorie housing related mostrano risultati misti e lasciano dubbi sulle capacità di ripresa del comparto immobiliare nei prossimi mesi. Infatti, Building Materials registrano +2% mom dopo la correzione di novembre. In rialzo anche le componenti Arredamento, salita dell’1% mom dopo il -0.1% mom di novembre, mentre corregge la componente Elettronica, scesa dello 0.6% mom dopo il -1.2% mom di novembre. Il Retail Control Group (Retail Sales ex auto ed ex building materials) risulta in rialzo dello 0.4% mom dopo il +1.2% mom di novembre, rivisto al ribasso dall’1.3% mom originariamente rilevato.

CPI US di dicembre. Dicembre: 0.5% mom; core: 0.1% mom

Il CPI US ha registrato un risultato in linea con le nostre attese, salendo dello 0.5% mom a dicembre (0.505% mom). Il dato di novembre non è stato rivisto ed è rimasto a 0.1% mom. Il risultato di dicembre è stato spinto dal contributo molto forte della componente Energy (4.6% mom), che pesa l’8.6% nel paniere del CPI americano. A sua volta la componente energetica è stata trainata dal forte rincaro del prezzo del carburante, salito dell’8.5% mom a dicembre. L’altra componente più volatile, quella legata al Food, è risultata in rialzo dello 0.1% mom. L’indice core al netto di Food ed Energy è salito quindi dello 0.1% mom a dicembre, registrando lo stesso risultato del mese di novembre. Su base tendenziale il CPI headline ha registrato un’accelerazione a 1.5% yoy dall’1.1% yoy di novembre, mentre il CPI core rimane stabile a 0.8% yoy. Come già anticipato, la componente Energy nel suo complesso ha registrato un rialzo del 4.6% mom, sesto rialzo congiunturale consecutivo, con le voci Gasoline e Household Energy in rialzo rispettivamente dell’8.5% mom e dello 0.7% mom a dicembre. In rialzo anche le sotto-componenti di Gas Naturale (1.4% mom), Elettricità (0.3% mom) e Fuel Oil (4.9% mom). Tutte le sottocomponenti della voce Energy risultano in rialzo su base tendenziale, tranne Natural Gas (-2.8% yoy). La voce Food è invece salita solamente dello 0.1% mom, in modesto rallentamento dallo 0.2% mom di novembre, registrando un rialzo dello 0.1% mom sia nella sottovoce Food at Home sia nella sottovoce Food Away from Home. All’interno della voce Food at Home il rialzo più consistente è quello relativo a frutta e verdura (1.8% mom), a sua volta trainato dalla frutta fresca (3.4% mom), in rialzo per il quarto mese consecutivo. Anche la voce Cereali e Prodotti da forno ha registrato un rincaro a dicembre, mentre è stata registrata una diminuzione dei prezzi della voce relativa alle bevande non alcoliche (-1.3% mom) e di quella relativa a Carne, pollo, pesce ed uova (-0.4% mom). Al netto delle componenti Food e Energy, l’indice core ha registrato un risultato in rialzo dello 0.1% mom, secondo risultato positivo da luglio. La componente Shelter risulta in rialzo dello 0.1% mom, stesso risultato di ottobre e novembre. In particolare, gli affitti sono in rialzo dello 0.2% mom, rialzo congiunturale più forte da marzo 2009, mentre la voce OER sale dello 0.1% mom e Lodging Away From Home sale dell’1.2% mom. Le tariffe aeree sono salite del 3.3% mom a dicembre, incremento congiunturale più forte da oltre due anni. La componente Education è in calo dello 0.1% mom dopo il rialzo di novembre. In rialzo la componente di Medicare (0.2% mom), con un +0.1% mom da Medicare Commodities e +0.3% mom da Medicare Services. In calo l’indice di prezzo per auto usate (-0.1% mom) e invariato quello relativo alle auto nuove (0.0% mom), mentre Apparel sale dello 0.1% mom. La voce Other Goods è risultata in rialzo dello 0.2% mom, con un +0.8% mom della componente Tobacco.

La forte accelerazione delle pressioni inflazionistiche di dicembre è imputabile principalmente alla componente energetica, al netto della quale il CPI ha registrato una dinamica molto moderata. Complessivamente, quindi, vengono confermate le nostre attese di inflazione modesta e stabile nei prossimi mesi, al di sotto della previsione di longer-run della Fed, con ben pochi segnali di accelerazione delle pressioni inflazionistiche sottostanti.

US: produzione industriale in accelerazione grazie a Utilities. Dicembre: 0.8% mom

La produzione industriale ha messo a segno un risultato molto positivo a dicembre, salendo dello 0.8% mom dal rivisto 0.3% mom di novembre (rivisto al ribasso da 0.4% mom originariamente rilevato). Sono invece stati rivisti al rialzo i dati di settembre e di ottobre, a +0.3% mom da +0.1% mom e a -0.1% mom da -0.2% mom rispettivamente. Il rialzo di dicembre rappresenta la crescita congiunturale più forte degli ultimi cinque mesi. Nel quarto trimestre nel suo complesso la produzione industriale è salita del 2.4% qoqa, in modesto rallentamento rispetto a quanto registrato negli scorsi trimestri. Su base tendenziale la produzione industriale ha registrato un’accelerazione, a 5.9% da 5.6%, registrando la massima crescita tendenziale del quarto trimestre. Si tratta quindi di un buon risultato, con il settore manifatturiero che beneficia di una buona domanda e pare avviato verso una ripresa continua che dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Il rialzo più consistente viene dalla voce Utilities, in rialzo del 4.3% mom a causa di condizioni meteorologiche particolarmente avverse in gran parte del Paese durante il mese. Il comparto manifatturiero ha messo a segno un buon rialzo (+0.4% mom), con rialzi sia nella parte di beni durevoli che non durevoli. In particolare, i rialzi nelle sottocomponenti di beni di consumo (+1% mom) e di business equipment (0.6% mom) sono indicazione di una domanda comunque in crescita e non limitata alle particolari condizioni meteorologiche. All’interno della categoria beni di consumo, la produzione di beni durevoli è scesa dello 0.5% mom, con il calo più sostenuto nella sottocomponente di Appliances, Furniture e Carpeting. Per Q4 nel complesso la produzione di beni di consumo durevoli ha registrato un calo dell’8.8% qoqa, in gran parte imputabile al -17.6% della voce auto (che è scesa dello 0.2% mom a dicembre). La produzione di beni di consumo non durevoli ha registrato un aumento di 1.4% mom a dicembre, grazie a +6.1% mom nei beni energetici. La produzione di Business Equipment è salita dello 0.6% mom, come accennato in precedenza, con una crescita diffusa a tutte le principali sotto componenti. In Q4 questa voce ha registrato una crescita del 10% qoqa (terzo trimestre consecutivo di crescita pari o superiore al 10% qoqa). La produzione di beni da difesa e space equipment è rimasta flat dopo il -0.8% mom di novembre. In Q4 questa voce ha registrato una crescita di -3.2% qoqa dopo tre trimestri consecutivi di rialzi. La produzione di Forniture da costruzioni è scesa dello 0.8% mom da dicembre, ma in Q4 nel complesso ha messo a segno un rialzo del 4.6% qoqa. Contributo positivo anche dal comparto estrattivo, che registra un rialzo dello 0.4% mom dopo il -0.7% mom di novembre. Contestualmente, la capacity utilization è salita a 76.0% da 75.4%, restando ancora di sotto della propria media storica di 80.9%, confermando quindi come la capacità inutilizzata nel sistema sia ancora consistente.


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La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

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I market movers della settimana:

US Retail Sales per novembre (14 dicembre). Ottobre.: 1.2 mom, ex auto: 0.4% mom

Forecast: 0.4% mom, ex auto: 0.4% mom

Le vendite al dettaglio dovrebbero crescere per il quinto mese consecutivo, confermando come la debolezza dei mesi estivi dovrebbe essere alle spalle. Dalle varie componenti ci attendiamo contributi simili ai mesi passati, con l’eccezione della voce Auto che dovrebbe dare un contributo modesto alla luce delle vendite di auto rimaste flat a novembre (9.3 mn le domestiche e 12.3 m le totali), che comunque rappresenta il massimo da settembre 2009. Un rialzo più consistente dovrebbe venire da Gas Stations, con il prezzo della benzina salito mediamente del 2.1% mom a novembre.

FOMC Meeting (14 dicembre). 3 novembre: 0%-0.25%

Forecast: 0%-0.25%

Dopo gli importanti annunci seguiti al FOMC di novembre, l’ultimo meeting del 2010 non dovrebbe vedere cambiamenti significativi nello Statement (con l’esclusione del paragrafo riguardante l’annuncio del nuovo piano di acquisti). Dobbiamo quindi attenderci tassi fermi ancora per parecchio tempo, con continuo reinvestimento delle Securities in scadenza e prosecuzione del nuovo programma di acquisti per ulteriori 600 bln. Non ci sono infatti stati nel frattempo sviluppi nell’outlook economico tali da giustificare una variazione di tale importo.

CPI US per novembre (15 dicembre). Ottobre: 0.2% mom, core: 0.0% mom

Forecast: 0.4% mom, core 0.0% mom

Il CPI dovrebbe accelerare, soprattutto nelle componenti Food ed Energy, in linea con il rialzo del prezzo della benzina a novembre (+2.1% mom in media) e dei prezzi ricevuti dagli agricoltori (+5.6% mom mediamente per tutti i raccolti). Il core dovrebbe registrare il quarto risultato invariato consecutivo su base congiunturale, con la componente OER a trascinare questa stabilizzazione. Ci aspettiamo una modesta accelerazione del CPI core nel corso del 2011, grazie a minori pressioni al ribasso dal mercato immobiliare ed alle azioni della Fed.

Produzione industriale US per novembre (15 dicembre). Ottobre: 0.0% mom

Forecast: 0.3% mom

Ci aspettiamo un rimbalzo dopo la crescita invariata di ottobre, con un contributo positivo dal manifatturiero, sulla scia del rialzo delle ore lavorate nel settore a novembre (+0.1% mom), ed un probabile rimbalzo della voce Utilities dopo tre forti cali. Infatti, le temperature sono tornate sulle medie stagionali a novembre dopo essere state miti nelle settimane precedenti, portando un probabile rialzo nel comparto Utilities. Ci aspettiamo un contestuale modesto rialzo della capacità utilizzata, ancora al di sotto della media di lungo periodo (80.9%).

IFO Business Confidence per dicembre (17 dicembre). Novembre: 109.3

Forecast: 109.5

L’IFO dovrebbe registrare un modesto rialzo, sulla scia dell’atteso buon andamento della ZEW nel mese. Dovrebbero migliorare sia il current assessment, riflettendo la fase di ripresa del ciclo, sia le aspettative, spinte dall’outlook favorevole per la domanda di beni capitale, ma in parte frenato dai piani di austerità fiscale e delle tensioni causate dalla crisi dei debiti sovrani in Eurozona.

Cosa è successo la scorsa settimana:

Trade Balance US di ottobre: export in accelerazione. Ottobre: -38.7 bln USD

Il dato del Trade balance di ottobre segna un restringimento più ampio delle attese del deficit commerciale US, a –38.714 bln da –44.597 bln di settembre (rivisto oggi da -44.0 bln originariamente rilevato), a causa di un’accelerazione delle esportazioni più sostenuta di quella delle importazioni. Il dato odierno rappresenta il trade deficit più stretto da gennaio 2010, dando buone rassicurazione sulla tenuta delle esportazioni US in vista di un possibile rallentamento della ripresa globale. Infatti, ad ottobre il valore delle esportazioni è salito, sia in termini nominali che reali, proseguendo il trend generalmente positivo instauratosi con la ripresa. Anche in termini reali vi è stato un miglioramento. Infatti, il trade deficit in termini reali si è ristretto a -45.165 bln dal rivisto –50.339 bln USD di settembre. La correzione registrata nella crescita delle importazioni (-0.5% mom da -0.7% mom di settembre) non è in linea con quanto implicato dal rialzo del prezzo del petrolio. Infatti, al netto della componente petrolio, le importazioni di beni salgono dello 0.4% mom. Le importazioni di petrolio sono in calo dell’11% mom, nonostante il rialzo del prezzo del petrolio, che ha indotto un contemporaneo calo nel numero di barili importati nel mese, a 254.479 mln dai 289.694 mln importati a settembre. Il petrolio importato ad ottobre è stato mediamente pagato 74.18 USD al barile da 72.36 USD di aprile. Le importazioni di beni nel loro complesso sono scese dello 0.7% mom, mentre quelle di servizi sono salite dello 0.6% mom. Le importazioni risultano in calo nel settore dei beni capitale (-2.3% mom), complice il forte calo della voce di Civilian Aircrafts (-39.8% mom da +170.5% mom). In calo anche la voce di Semiconduttori (-2.1% mom da +0.8% mom), quella di Computer Accessories (-5.6% mom da -7.0% mom) e di Telecom Equipment (-4.3% mom da +6.1% mom). In correzione modesta anche le importazioni di auto (-0.1% mom da -6.5% mom di settembre). Su base tendenziale le importazioni sono in modesto rallentamento oggi, in crescita del 15.9% y/y dal +17.1% yoy di settembre. Il rialzo delle esportazioni (+3.2% mom da 0.5% mom di settembre) riflette il rimbalzo delle esportazioni di beni (+4.2% m/m) e di beni capitale in particolare (+1.0% mom), nonostante il contributo negativo proveniente Civilian Aircrafts (-14.7% m/m dopo il +36.0% mom di settembre). In calo anche la voce di Semiconduttori (-4.0% mom da -7.1% mom). In rialzo, invece, le voci di Computer Accessories (+4.5% mom da -2.13% mom) e di Telecom Equipment (+1.6% mom da -3.7% mom). Tutte la altre componenti risultano in rialzo. Su base tendenziale le esportazioni registrano oggi una modesta accelerazione, a 14.9% da 14.6% yoy di settembre. La continua forza delle esportazioni suggerisce in particolare come la domanda nei trading partners degli US si mantenga robusta nonostante i segnali di rallentamento registrati nelle ultime settimane, suggerendo la sostenibilità della ripresa ed allontanando ulteriormente i timori di double-dip. Il trade deficit con la Cina (non aggiustato per le stagionalità) ha registrato oggi un modesto restringimento, a -25.517 bln da -27.831 bln di settembre. In restringimento più marcato il deficit verso Paesi OPEC (a -5.694 da -8.878 bln), in linea con il calo registrato nel valore delle importazioni di petrolio.


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