Il PMI manifatturiero per l’intera area Euro dovrebbe registrare il terzo rialzo consecutivo, sulla scia dell’atteso miglioramento delle business survey nazionali, pur rimanendo per il settimo mese consecutivo in area di contrazione…
Autore: Francesca Panelli – Laura Cavallaro
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR
PMI manifatturiero advance per Eurozona (22 febbraio). Gennaio: 48.8
Forecast: 49.5
….. Dovrebbero continuare a manifestarsi divergenze a livello dei singoli membri dell’Eurozona, con i Paesi core che dovrebbero continuare a mostrare livelli e tassi di ripresa superiori a quelli dei Paesi periferici.
US Existing Home Sales per gennaio (22 febbraio). Dicembre: 4.61M
Forecast: 4.7M
Le vendite di case esistenti dovrebbero registrare un modesto rialzo a gennaio dopo il forte aumento di dicembre. Se infatti da un lato permangono difficoltà nella concessione dei mutui da parte delle banche, come emerso dall’ultima Fed Senior Loan Official Survey, dall’altro lato le vendite di case dovrebbero essere favorite dai bassi tassi dei mutui, dal calo dei prezzi e dal miglioramento del mercato del lavoro.
German IFO Business Climate per febbraio (23 febbraio). Gennaio: 108.3
Forecast: 108.8
L’IFO dovrebbe registrare il quarto aumento consecutivo, sulla scia del forte aumento dell’indice Zew nello stesso mese, salito a 5.4 a febbraio dal -21.6 di gennaio. Il rialzo dovrebbe essere diffuso ad entrambe le componenti ed essere più marcato per la componente delle aspettative, che dovrebbe continuare a beneficiare del miglioramento delle condizioni dell’economia statunitense. E’ da notare che con il dato di gennaio l’indice di diffusione dell’IFO è entrato in area di espansione dall’area di rallentamento, evidenziando così il buon momentum della crescita tedesca dopo la contrazione dell’ultimo trimestre del 2011.
UMich Confidence per febbraio, release finale (24 febbraio). Gennaio: 72.5
Forecast: 72.8
La fiducia dei consumatori calcolata dall’Università del Michigan dovrebbe registrare una modesta revisione al rialzo nella release finale rispetto a quella preliminare. Il rialzo dell’indice dovrebbe essere trainato dal rilascio di dati economici migliori delle attese, in particolare da quelli che hanno segnalato un forte miglioramento del mercato del lavoro nel mese di gennaio. L’entità del rialzo dovrebbe essere comunque limitata dal rialzo del prezzo della benzina nel mese.
US New Home Sales per gennaio (24 febbraio). Dicembre: 307K
Forecast: 316K
Le vendite di case nuove dovrebbero registrare un modesto aumento a gennaio dopo il calo di dicembre e attestarsi poco sopra le 300.000, livello circa attorno a quale si sono attestate le vendite da maggio 2010. Anche in questo caso dovrebbe venire un supporto dai tassi dei mutui a livelli molto bassi. Dovrebbe inoltre giocare a favore la riduzione delle scorte di case esistenti invendute.
Cosa è successo la scorsa settimana:
Eurozona:
Il PIL reale dell’area Euro ha registrato una contrazione di -0.3% qoq nell’ultimo trimestre del 2011, seguita ad un’espansione dello 0.1% qoq nel terzo trimestre.
Germania:
Il PIL reale della Germania ha registrato una contrazione di -0.2% qoq nell’ultimo trimestre del 2011, dopo la crescita dello 0.6% qoq registrata nel terzo trimestre dell’anno. In termini tendenziali, la crescita ha rallentato a 1.5% yoy nell’ultimo trimestre del 2011 dal rivisto 2.6% yoy del terzo. In totale, quindi, l’attività economica tedesca ha registrato un’espansione del 3.0% nel 2011, in linea con la stima preliminare diffusa nel gennaio del 2012. L’istituto statistico tedesco non diffonde il dettaglio del dato, ma dà alcune indicazioni: in termini tendenziali l’unico contributo positivo è venuto dagli investimenti, in particolare da quelli in costruzioni. Al contrario, è stato dato un contributo negativo sia dai consumi privati, sia dal commercio con l’estero. Gli indicatori di fiducia hanno comunque registrato una buona ripresa dall’inizio del 2012, facendo pensare ad un rimbalzo dell’attività economica tedesca nel primo trimestre del 2012.
La survey ZEW sulle aspettative di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca è infatti salita a febbraio ben più delle attese di consenso a 5.4 da -21.6 di gennaio, registrando così il terzo rialzo consecutivo e tornando in area positiva per la prima volta da maggio 2011. Nello stesso mese è migliorato anche il corrispettivo indice di fiducia delle condizioni correnti, salito a 40.2 da 28.4. Le ragioni principali del miglioramento dell’indice sono date dal miglioramento delle condizioni dell’economia statunitense e dai progressi che erano stati compiuti nel PSI. Secondo il presidente dell’istituto Zew, l’economia tedesca dovrebbe registrare un miglioramento nella seconda metà del 2012. La crescita dovrebbe essere infatti supportata dalla domanda domestica, grazie al basso tassi di disoccupazione presente in Germania.
Francia: Il PIL reale della Francia ha sorpreso al rialzo, registrando un’espansione dello 0.2% qoq nell’ultimo trimestre 2011, invece di un’attesa modesta contrazione. Notizie confortanti vengono anche dal dettaglio delle componenti: contributi positivi sono venuti sia dalla domanda domestica (0.3% qoq), sia dal commercio con l’estero (0.7% qoq), mentre un contributo negativo è stato dato dalle scorte (-0.8% qoq). All’interno della domanda domestica hanno registrato una solida crescita gli investimenti (0.9% qoq), seguiti dai consumi privati (0.2% qoq) e dalla spesa governativa (0.2% qoq). Il forte contributo positivo del commercio con l’estero è invece stato dato da una forte accelerazione delle esportazioni (1.2% qoq) a fronte di una contrazione delle importazioni (-1.2% qoq).
Italia:
Il PIL reale dell’Italia ha segnato la seconda contrazione a livello congiunturale, segnalando così recessione tecnica, calando dello 0.7% qoq dopo il -0.2% qoq registrato nel terzo trimestre del 2011 e confermandosi al di sotto della media dell’area Euro. L’ISTAT diffonderà lo spaccato delle componenti il prossimo 12 marzo. La maggior parte del calo dovrebbe comunque essere imputabile alla contrazione della domanda domestica.
US:
Le vendite al dettaglio statunitensi salgono dello 0.4% mom a gennaio dopo lo 0% mom di dicembre. Tra le componenti, quella che ha registrato il calo più forte è stata quella delle auto (-1.1% mom). Questo risultato è in contrasto con i dati relativi al numero di auto vendute nel mese, che era invece salito. La spiegazione potrebbe essere data dal fatto che è stato venduto un numero di auto maggiore, ma che probabilmente corrispondono a modelli a basso prezzo. Un buon rialzo è stato invece registrato nelle vendite nelle gas station, in buona parte imputabile all’aumento del prezzo del carburante nel mese, e nel general merchandise (2.0% mom).
Nel frattempo, a gennaio la produzione industriale ha registrato un andamento invariato su base congiunturale dopo una crescita molto forte di dicembre, rivista al rialzo all’1.0% mom dallo 0.4% mom originariamente stimato. Analizzando il dettaglio del dato emerge che delle tre principali componenti una ha registrato comunque un solido rialzo. La produzione nel settore manifatturiero è infatti salita dello 0.7% mom, trainata in particolare dal buon andamento del comparto auto (+6.8% mom). Al contrario, è calata la produzione nei settori utilities (-2.5% mom) e in quello estrattivo (-1.8% mom), a causa del clima più mite rispetto al solito nel mese. I cali di queste due ultime componenti sono imputabili quindi ad un fattore temporaneo, di conseguenza il trend sottostante di crescita dell’output industriale non appare compromesso.
L’indice dei prezzi al consumo statunitensi ha registrato un rialzo dello 0.2% mom dopo il dato invariato di dicembre, sulla scia dei rincari delle componenti di food ed Energy, salite entrambe dello 0.2% mom. Al netto di queste componenti, l’indice core ha registrato lo stesso aumento, dello 0.2% mom. In questo caso, una delle componenti che ha guidato il rialzo è quella dell’owner equivalent rent (0.2% mom).
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