La ZEW dovrebbe registrare il secondo rialzo dopo nove cali consecutivi, rimanendo però ancora in forte area negativa. L’aumento dovrebbe essere favorito dal rialzo dell’indice azionario DAX all’inizio del mese, salito di circa 4% mom…
Autore: Francesca Panelli – Laura Cavallaro
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR
ZEW per gennaio (17 gennaio). Dicembre: -53.8
Forecast: -47.0
…..nei primi giorni di gennaio. A limitare l’entità dell’atteso rimbalzo sono le preoccupazioni legate all’evoluzione della crisi dei debiti sovrani di Eurozona e dei timori di un rallentamento globale, con conseguenti ripercussioni sulle esportazioni tedesche.
Produzione industriale US per dicembre (18 gennaio). Novembre: -0.2% mom
Forecast: 0.4% mom
La produzione industriale dovrebbe registrare un rimbalzo a dicembre dopo la correzione del mese precedente. In particolare, il rialzo dovrebbe essere trainato dal settore manifatturiero, in linea con l’aumento delle ore lavorate nel comparto (+0.5% mom). Un contributo positivo dovrebbe venire anche dal comparto estrattivo, mentre il settore energetico dovrebbe registrare una contrazione a causa delle temperature piuttosto miti per il mese di dicembre, che hanno fatto diminuire la necessità dell’utilizzo di energia per il riscaldamento.
US CPI (19 gennaio). Novembre: 0.0% mom; core: 0.2% mom
Forecast: 0.0% mom; core: 0.1% mom
L’indice dei prezzi al consumo headline dovrebbe registrare un andamento mensile invariato in termini congiunturali a dicembre per il secondo mese consecutivo. Il contributo maggiore dovrebbe venire dalla componente OER, mentre dovrebbe registrare una diminuzione dei prezzi la componente di abbigliamento a causa degli sconti promozionali più forti del solito. Una moderazione dei prezzi dovrebbe venire anche dalle componenti più volatili di beni alimentari e beni energetici; questi ultimi trainati al ribasso dal calo del prezzo della benzina nel mese (-3.4% mom in media a dicembre).
Philly Fed Index per gennaio (19 gennaio). Dicembre: 10.3
Forecast: 12.0
Ci aspettiamo il secondo rialzo consecutivo, con l’indice che dovrebbe così rimanere in area positiva e segnalare espansione del comparto manifatturiero nel distretto di Filadelfia. Relativamente ai principali sottoindici, invece, le attese sono per un rialzo di quello relativo alle consegne e di un modesto calo di quello dei nuovi ordini.
US Existing Home Sales per dicembre (20 gennaio). Novembre: 4.42M
Forecast: 4.7M
Le vendite di case esistenti dovrebbero registrare il terzo rialzo consecutivo, favorito dal forte rialzo delle pending home sales, che hanno registrato due forti aumenti nei due mesi precedenti, del 10.4% mom ad ottobre e del 7.3% mom a novembre. In generale, le attese non sono per grandi miglioramenti nel settore immobiliare nei prossimi mesi, almeno finchè vi saranno elevate scorte di case esistenti provenienti dai pignoramenti in vendita a prezzi bassi. Ci sono però alcuni segnali positivi che potrebbero favorire le vendite di case, in particolare i tassi sui mutui ai minimi storici.
Cosa è successo la scorsa settimana:
Eurozona:
Nel corso del meeting mensile, la Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi invariati all’1.0% dopo i due tagli di 25 bp effettuati nei due mesi precedenti. La valutazione dell’outlook economico è invariata rispetto a quella di dicembre, con rischi al ribasso e alta incertezza per lo scenario di crescita e rischi bilanciati sullo scenario inflazionistico. L’unica variazione è stata l’introduzione nello statement dell’osservazione che da alcune survey di fiducia sono venuti alcuni segnali di stabilizzazione dell’attività seppure a livelli molto bassi. Nel corso della press conference, Draghi ha espresso apprezzamento per il consolidamento fiscale intrapreso da alcuni Paesi dell’area e ha auspicato che l’accordo fiscale venga anticipato alla fine di gennaio anziché a marzo, dal momento che questo impegno dovrebbe aiutare a fare aumentare la fiducia degli investitori.
Germania: La produzione industriale tedesca ha registrato a novembre una correzione dello 0.6% mom dopo il rialzo dello 0.8% mom di ottobre. Il tasso di crescita tendenziale non aggiustato per la stagionalità rallenta così al 3.6% yoy dal 4.2% yoy di ottobre, registrando il minimo da gennaio 2010. La media dei risultati di ottobre e novembre risulta dell’1.5% inferiore alla media del terzo trimestre, lasciando così pensare ad un rallentamento degli investimenti fissi nel quarto trimestre. Dall’analisi del dettaglio del dato emerge che è venuto un contributo negativo sia dal settore energetico (-0.4% mom) sia da quello manifatturiero (-1.0% mom), mentre il comparto delle costruzioni ha registrato un forte rialzo (4.5% mom). In generale, il comparto industriale tedesco beneficia maggiormente della domanda da parte delle economie emergenti. Proprio il dato relativo alla bilancia commerciale tedesca di novembre ha mostrato un risultato migliore delle attese, registrando un allargamento del surplus a 16.2 miliardi di euro da 11.5 miliardi, ottenuto grazie ad una forte accelerazione delle esportazioni (2.5% mom) contestuale ad una correzione delle importazioni (-0.4% mom). Nella settimana è stata diffusa anche la stima del PIL tedesco annuale per il 2011, che secondo l’ufficio statistico tedesco dovrebbe aver messo a segno un’espansione del 3.0% yoy, in moderazione dal 3.7% yoy del 2010. Questo a sua volta implicherebbe una contrazione dell’ordine dello 0.2% qoq per l’ultimo trimestre del 2011, dato che verrà diffuso il 15 febbraio.
Francia: La produzione industriale francese ha registrato un’accelerazione all’1.1% mom a novembre dopo lo 0.1% mom di ottobre. Dal dettaglio del dato emerge che il settore manifatturiero ha mostrato un’accelerazione ancora maggiore, dell’1.3% mom, spinta dal comparto automobilistico (1.9% mom). Al contrario, il settore che ha registrato una contrazione della crescita è stato quello energetico (-1.2% mom), probabilmente a causa delle alte temperature più alte rispetto alla media stagionale.
Italia: La produzione industriale italiana ha registrato a novembre un rimbalzo dello 0.3% mom dopo i due cali molto forti dei mesi precedenti (-4.7% mom a settembre e -0.9% mom ad ottobre). Dal dettaglio del dato emerge che i contributi positivi maggiori sono venuti dai settori anticiclici: chimico (2.1% mom), farmaceutico (1.4% mom), alimentare (1.5% mom) ed elettrico (1.7% mom). I cali più considerevoli sono invece stati registrati dal comparto legato all’elettronica (-4.1% mom) e da quello dell’equipaggiamento elettrico (-1.3% mom). La media dei dati di ottobre e novembre risulta comunque del 2.8% inferiore alla media del terzo trimestre, lasciando pensare ad una contrazione degli investimenti nel quarto trimestre.
Stati Uniti:
Le vendite al dettaglio per il mese di dicembre hanno deluso le attese, registrando una crescita dello 0.1% mom. E’ stato però rivisto al rialzo il dato di novembre a 0.4% mom dallo 0.2% mom originariamente rilevato. Il contributo più forte è stato dato dal comparto automobilistico, salito dell’1.5% mom, nonostante le vendite di auto fossero scese modestamente a dicembre. Questa incongruenza potrebbe essere spiegata dall’aumento del prezzo delle auto nel mese. Le altre componenti che hanno mostrato una crescita sostenuta sono quelle di arredamento, healthcare, e abbigliamento. Hanno invece mostrato un calo le vendite nei grandi magazzini, che hanno registrato un andamento al di sotto delle attese, alla luce delle forti vendite al dettaglio settimanali che erano state registrate nel periodo a cavallo di Natale. Anche la componente benzina ha registrato un calo, in linea con la diminuzione del prezzo del carburante nel mese. Nel mese di novembre il deficit della bilancia commerciale ha registrato un allargamento a -47.8 miliardi di dollari da -43.3 miliardi di ottobre, ottenuto a causa di un aumento delle importazioni (1.3% mom) a fronte di un calo delle esportazioni (-0.9% mom). In particolare, il rialzo delle importazioni è stato trainato dall’aumento delle importazioni di petrolio (6.5% mom) e di auto (3.8% mom). Nel frattempo, l’indice della Michigan University ha mostrato un continuo aumento della fiducia dei consumatori americani nel mese di gennaio per il quinto mese consecutivo, salito a 74.0 dal 69.9 di dicembre. Al rialzo dell’indice headline hanno concorso i rialzi sia del sottoindice delle condizioni correnti sia delle aspettative.
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