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Commento principali dati macro della settimana: 14 – 18 Febbraio

L’economia tedesca dovrebbe proseguire l’espansione, registrando una buona crescita. Contributi positivi dovrebbero venire da tutte le principali componenti, ad eccezione degli investimenti in costruzioni, frenati dalle avverse condizioni meteo.. ..


Autore: Francesca PanelliLaura Cavallaro
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR


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PIL tedesco per Q4 (15 febbraio). Q3: 0.7% qoq, 3.9% yoy

Forecast: 0.6% qoq, 4.2% yoy

..Contributi positivi dovrebbero invece venire da consumi privati, favoriti da forti vendite di auto nel trimestre, da investimenti in impianti e macchinari, in linea con i buoni dati di produzione industriale ex-construction in Q4, e dalla spesa pubblica. Anche il commercio con l’estero dovrebbe dare contributo positivo, favorito da un rialzo delle esportazioni reali a fronte di un calo delle importazioni reali nel trimestre.

CPI UK per gennaio (15 febbraio). Dicembre: 1.0% mom; 3.7% yoy

Forecast: 0.1% mom; 4.0% yoy

Il CPI dovrebbe rallentare in termini congiunturali dopo la forte accelerazione di dicembre. Il dato sarà spinto al rialzo dall’aumento IVA (dal 17.5% al 20%) in vigore dal 4 gennaio, che i dettaglianti dovrebbero avere solo in parte assorbito o anticipato a dicembre. Per questo motivo ci attendiamo un risultato congiunturale positivo nonostante la stagionalità del dato sia per consistenti cali mom a gennaio.

ZEW survey per febbraio (15 febbraio). Gennaio: 15.43

Forecast: 18.0

Ci aspettiamo un modesto rialzo, proseguendo il miglioramento in atto da novembre, favorito dalle buone prospettive per l’economia tedesca e dal buon andamento dei mercati nel mese (il DAX, in particolare, ha registrato un rialzo del 3.2% nei primi undici giorni di febbraio rispetto alla chiusura di gennaio). L’entità del rialzo potrebbe essere limitata da timori legati all’evoluzione della crisi dei debiti sovrani.

US Ret. Sales per gennaio (15 febbraio). Dicembre: 0.6% mom, ex auto: 0.5% mom

Forecast: 0.5% mom, ex auto: 0.6% mom

Le vendite al dettaglio dovrebbero crescere in maniera robusta. Contributo significativo dovrebbe venire da Gas Stations, in linea con l’accelerazione del prezzo della benzina (+3.3% mom in media) e da Abbigliamento, grazie ai saldi stagionali ed alla redemption delle gift cards. Crescita più modesta dovrebbe venire da Auto, in linea con le vendite nel mese (12.55 mln da 12.53 mln le totali). Contributo negativo dovrebbe venire da General Merchandise, in linea con i risultati deboli delle weekly sales, risentendo delle avverse condizioni meteo.

Produzione industriale US per gennaio (16 febbraio). Dicembre: 0.8% mom

Forecast: 0.3% mom

Ci aspettiamo crescita modesta a causa delle avverse condizioni meteo, con un probabile rallentamento del manifatturiero, in linea con le ore lavorate nel settore a gennaio (+0% mom). Rialzo più consistente dovrebbe venire da Utilities, a causa delle tempeste di neve che hanno interessato buona parte del Paese nel mese, spingendo la produzione per riscaldamento. Ci aspettiamo un contestuale rialzo della capacità utilizzata, però ancora al di sotto della media di lungo periodo (80.9%).

Cosa è successo la scorsa settimana:

Germania: ordinativi industriali di dicembre. Dicembre: -3.4% mom; 19.7% yoy

Gli ordinativi industriali tedeschi destagionalizzati hanno registrato un forte calo a dicembre, scendendo del 3.4% mom. E’ però da sottolineare che gli ordinativi tedeschi avevano registrato due forti rialzi nei due mesi precedenti (5.2% mom a novembre e 1.6% mom ad ottobre). Il dato non destagionalizzato ma corretto per i giorni lavorativi ha registrato 19.7% yoy, in rallentamento dal 20.6% yoy di novembre (non rivisto). Il dettaglio dell’indice aggregato evidenzia come il calo sia stato diffuso sia agli ordinativi domestici (-2.4% mom) sia a quelli esteri (-4.2% mom). All’interno degli ordinativi esteri la dinamica è stata diversa per gli ordinativi provenienti dall’area Euro e quelli provenienti dai Paesi non appartenenti all’Eurozona. Gli ordinativi provenienti da questi ultimi, infatti, hanno registrato a dicembre un calo di -8.9% mom, seguito però a un forte calo di 14.5% mom di novembre. Al contrario, gli ordinativi provenienti da Eurozona hanno registrato a dicembre un buon rimbalzo, di 3.7% mom, dopo la correzione di novembre (-1.6% mom). Il breakdown settoriale evidenzia un calo degli ordinativi di beni di capitale (-6.6% mom da +8.8% mom) e uno più modesto dei beni di consumo (-0.1% mom da -1.6% mom), che non sono stati compensati dal moderato rialzo dei beni intermedi (+0.6% mom da 1.3% mom).

Produzione industriale tedesca di dicembre. Dicembre: -1.5% mom; 10.0% yoy

La produzione industriale tedesca, su base destagionalizzata, ha registrato un forte calo a dicembre, scendendo dell’1.5% mom dopo il -0.6% mom di novembre. Il dato, che rappresenta la correzione congiunturale più forte da aprile 2009, ha sorpreso fortemente al ribasso le stime degli analisti (0.2% mom) e la nostra previsione più pessimista (-0.7% mom). Lo stesso Ministero dell’Economia tedesco ha dichiarato che il calo della produzione di dicembre è in gran parte imputabile alle cattive condizioni meteorologiche che hanno in parte bloccato l’attività produttiva, mentre l’outlook per i prossimi mesi rimane positivo. Il clima freddo ha bloccato soprattutto la produzione nel settore delle costruzioni, che ha registrato a dicembre -24.1% mom. Il dato della produzione al netto delle costruzioni ha infatti registrato una dinamica invariata a dicembre. In termini tendenziali la variazione dell’output industriale totale non destagionalizzato ma corretto per i giorni lavorativi ha registrato una moderazione a 10.0% yoy dall’11.1% yoy di novembre. Come anticipato, analizzando il dettaglio del dato emerge che a livello congiunturale è stato registrato un fortissimo calo dal comparto delle costruzioni (-24.1% mom), frenato dal clima molto freddo registrato nel mese, ed un calo più modesto dal settore manifatturiero ed estrattivo (-0.1% mom), mentre il settore Energy ha mostrato un modesto rialzo (0.3% mom), favorito in parte dalla produzione di elettricità per il riscaldamento. All’interno del comparto manifatturiero, sono risultati in calo due delle tre principali sottocomponenti: beni intermedi (-3.1% mom) e beni di consumo (-1.3% mom), questi ultimi a loro volta frenati dai cali delle due sottocomponenti, beni di consumo durevoli (-0.4% mom ) e beni di consumo non durevoli (-1.5% mom). Il forte calo della produzione tedesca di dicembre non risulta in linea con i fortissimi rialzi delle survey di fiducia delle imprese tedesche degli ultimi mesi. Come già anticipato, il calo di dicembre dovrebbe essere comunque solo una correzione momentanea dovuta a fattori temporanei, quali le cattive condizioni meteorologiche. Per i prossimi mesi ci aspettiamo infatti un proseguimento del buon andamento della produzione tedesca, anche se ad un tasso più moderato di quello visto all’inizio della ripresa.

Testimony di Bernanke alla Commissione Bilancio della Camera.

Nella Testimony alla Commissione Bilancio della Camera, Bernanke dipinge un quadro dell’economia americana in linea con quello dello Statement del FOMC del 26 gennaio: emergono segnali di auto sostenibilità della ripresa, con i consumi che hanno registrato una crescita particolarmente buona in Q4 2010, trainati da vendite di auto molto buone. Il miglioramento dei consumi pare comunque essere più diffuso e lascia ben sperare per il 2011. Ci sono segnali di ripresa anche dagli investimenti in Equipment e Software, mentre il settore immobiliare resta debole. Invece, i miglioramenti sul mercato del lavoro sono stati molto lenti, anche se i dati degli ultimi due mesi lasciano ben sperare nel senso di una possibile accelerazione nel ritmo di creazione di nuovi posti di lavoro. Ci vorranno comunque parecchi anni prima che il tasso di disoccupazione torni ad allinearsi con le previsioni di lungo periodo della Fed. Sul fronte inflazione ci sono stati rialzi significativi nei prezzi energetici ed alimentari a causa della forte domanda dai Paesi emergenti e di vincoli all’offerta. Nonostante ciò, l’inflazione è ancora molto bassa e le aspettative di inflazione a lunga sono stabili. Anche i salari hanno rallentato a causa del consistente output gap presente nell’economia. Segue poi una parte riguardante la politica monetaria (convenzionale e non) della Fed, in cui Bernanke delinea le similitudini fra i due tipi di politica, dicendo che entrambe riducono i tassi a lungo termine migliorando le condizioni creditizie. Parla poi della Exit Strategy, evidenziando come la Fed abbia gli strumenti necessari per la sua implementazione (remunerazione riserve, rialzo tasso di sconto, Reverse Repos, cessazione politica di reinvestimento in Treasuries ed anche possibile vendita di asset). Vi è infine un paragrafo sulla politica fiscale, in cui viene delineata la difficile situazione della finanze pubbliche US, in cui le difficoltà congiunturali ereditare dalla recessione si sommano a trend di lungo termine come l’aumento di spesa strutturale portato dall’invecchiamento della popolazione. Sottolinea quindi la necessità di iniziare il consolidamento fiscale il prima possibile con un piano credibile, evitando di dover varare in futuro piani affrettati nel mezzo di una crisi fiscale.

Dimissioni del Governatore Warsh.

Giovedì 10 febbraio il governatore Kevin Warsh ha rassegnato le dimissioni dalla propria carica con effetto dal 31 marzo 2011. Nella lettera di dimissioni non vengono indicate le motivazioni di tale decisione, quindi, se non intraprenderà subito un nuovo incarico nel settore privato è molto probabile che voti ancora al FOMC del 15 marzo. Con la nomina di Peter Diamond ancora bloccata alla Commissione Finanza del Senato, avremo ora due seggi vacanti di governatore. Proprio le difficoltà nella conferma di Diamond (professore dell’MIT vincitore del premio Nobel quest’anno ma non scarsa esperienza di mercati finanziari), rendono probabile la nomina di un sostituto per Warsh con esperienza di mercati finanziari e politica monetaria.

Trade Balance US di dicembre. Dicembre: -40.6 bln USD

Il dato del Trade balance di dicembre segna un allargamento meno consistente delle attese del deficit commerciale US, a –40.583 bln da –38.316 bln di novembre (rivisto da -38.309 bln originariamente rilevato), a causa di un’accelerazione delle esportazioni più forte delle attese, associata ad una notevole accelerazione anche delle importazioni. Il dato di dicembre rappresenta il trade deficit più largo del quarto trimestre 2010, che, comunque, ha segnato mediamente un restringimento notevole rispetto ai mesi precedenti, come evidenziato nei dati di contabilità nazionale del quarto trimestre 2010. In particolare, in Q4 la crescita delle esportazioni è rimasta particolarmente buona, mentre le importazioni hanno rallentato (soprattutto per le auto), come pay-back della forza eccezionale del trimestre precedente. In termini reali vi è stato invece un allargamento meno consistente. Infatti, il trade deficit in termini reali si è allargato a -46.023 bln dal rivisto –45.168 bln USD di novembre (originariamente rilevato a -45.203 bln). Con il dato di dicembre il rialzo nelle importazioni di petrolio deflazionate risulta inferiore rispetto a quanto assunto dal BEA nel calcolo del dato advance del GDP di Q4. Quindi, il già consistente contributo positivo di Net Export (+112.8 bln, contributo più forte dal 1980) potrebbe essere rivisto ulteriormente al rialzo con il dato preliminare del GDP. L’accelerazione registrata nella crescita delle importazioni (2.6% mom da 0.8% mom di novembre) è in linea con quanto implicato dal rialzo del prezzo del petrolio. Infatti, al netto della componente petrolio, le importazioni di beni salgono solamente dello 0.3% mom. Le importazioni di petrolio sono in rialzo del 16.0% mom, in linea con il rialzo del prezzo del petrolio e con il contemporaneo rialzo nel numero di barili importati nel mese, a 282.577 mln dai 258.188 mln importati a novembre. Il petrolio importato a dicembre è stato mediamente pagato 79.78 USD al barile da 76.81 USD di novembre. Le importazioni di beni nel loro complesso sono salite del 3.1% mom, mentre quelle di servizi sono rimaste flat. Le importazioni risultano in calo nel settore dei beni capitale (-1.2% mom), nonostante il forte rialzo della voce di Civilian Aircrafts (83.3% mom da -30.3% mom). In rialzo anche Semiconduttori (0.6% mom da 7.9% mom), mentre risultano in calo Computer Accessories (-2.7% mom da 5.2% mom) e Telecom Equipment (-5.6% mom da 4.5% mom). In rialzo le importazioni di auto (0.8% mom da -2.2% mom di novembre). Su base tendenziale le importazioni sono in rallentamento, in crescita del 12.8% y/y dal +13.9% yoy di novembre. Si tratta della crescita tendenziale più bassa da gennaio 2010. Il rialzo delle esportazioni (+1.8% mom da 1.0% mom di novembre) riflette l’accelerazione delle esportazioni di beni (+2.5% m/m da 1.2% mom) e di beni capitale in particolare (+3.8% mom da 0.5% mom), nonostante il contributo negativo proveniente da Computer Accessories (-3.5% mom da 5.7% mom). In rialzo invece le voci di Civilian Aircrafts (6.1% m/m dopo il 17.2% mom di novembre), di Semiconduttori (1.5% mom da 5.9% mom) e Telecom Equipment (3.2% mom da 1.8% mom). Su base tendenziale le esportazioni registrano un rallentamento, a 13.7% da 15.2% yoy di novembre, crescita tendenziale più bassa dell’anno 2010. Il trade deficit con la Cina (non aggiustato per le stagionalità) ha registrato un netto restringimento, a -20.682 bln da -25.634 bln di novembre. Questo restringimento è imputabile in parte alle cattive condizioni meteo nel mese in US che hanno limitato la consegna degli ordinativi ed in parte alla correzione delle importazioni US che ha caratterizzato tutto il Q4 dopo l’accelerazione straordinaria dei mesi precedenti. In allargamento marcato, invece, il deficit verso Paesi OPEC (a -8.308 da -6.971 bln), in linea con il rialzo registrato nel valore delle importazioni di petrolio.


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