Commento dei principali dati macro della settimana: Weekly 11-15 Ottobre 2010…
Fonte: Ufficio Studi – Aletti Gestielle SGR
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Prod. industr. francese per agosto (11 ottobre). Luglio: 0.9% mom, 5.5% yoy
Forecast: 0.3% mom, 3.6% yoy
La produzione dovrebbe registrare il secondo rialzo consecutivo dopo la forte correzione di giugno, confermando il buon trend dei mesi scorsi. A favorire la produzione manifatturiera, inoltre, sono le esportazioni francesi che, così come quelle tedesche, continuano a beneficiare della ripresa di Eurozona e di quella globale, nonostante queste ultime stiano iniziando una fase di rallentamento. A confermare l’atteso rialzo il PMI manifatturiero, in area di espansione a settembre per il quattordicesimo mese consecutivo e in modesta accelerazione da agosto.
Trade Balance US per agosto (14 ottobre). Luglio: -$42.8B
Forecast: -$43.0B
Ci aspettiamo un modesto allargamento del trade deficit dopo il forte restringimento di luglio. Le importazioni dovrebbero accelerare dopo la forte correzione del mese precedente, soprattutto dalla Cina per anticipare nuove possibili rivalutazioni del RMB. Contemporaneamente, l’export dovrebbe registrare una decelerazione dopo il fortissimo rialzo di luglio, con il trade deficit che dovrebbe quindi ampliarsi, come accade tipicamente durante le riprese.
CPI US per settembre (15 ottobre). Agosto: 0.3% mom, core: 0.0% mom
Forecast: 0.1% mom, core 0.1% mom
Il CPI dovrebbe decelerare, soprattutto nella parte energetica, con il prezzo della benzina in modesto calo in media nel mese (-0.9% mom). Nello stesso tempo dovrebbe essere registrata un’accelerazione della componente alimentare, sulla scia dei rialzi dei prezzi ricevuti dagli agricoltori. Anche il core dovrebbe registrare un rialzo modesto, con la componente OER in debole risalita. Ci aspettiamo una stabilizzazione della crescita tendenziale del CPI core nei prossimi mesi e una modesta accelerazione ad inizio 2011.
US Retail Sales per settembre (15 ottobre). Agosto: 0.4% mom, ex auto: 0.6% mom
Forecast: 0.2% mom, ex auto: 0.1% mom
Le retail sales dovrebbero crescere in maniera moderata. Le evidenze delle weekly sales sono per vendite piuttosto deboli, caratterizzato dallo shopping back-to-school, con i consumatori che tagliano gli acquisti di beni non primari. Il prezzo della benzina è sceso dello 0.9% mom mediamente a settembre, lasciando pensare a vendite nelle Gas Station in modesto calo. Un contributo positivo dovrebbe venire, invece, dalla componente auto, in linea con il rialzo delle vendite di auto nel mese (a 8.8 mn da 8.7 mn le domestiche e a 11.7 mn da 11.4 mn le totali).
UMICH Consumer Confidence per ottobre (15 ottobre). Settembre: 68.2
Forecast: 68.0
Ci aspettiamo il secondo modesto calo consecutivo, riflettendo le continue preoccupazioni dei lavoratori riguardo le condizioni del mercato del lavoro ed il valore dei propri asset di Real Estate ora che il mercato immobiliare sta attraversando una fase di difficoltà in corrispondenza della fine del Credito d’Imposta. Tuttavia, nei prossimi mesi la fiducia dovrebbe tornare a migliorare, supportata dal proseguimento della ripresa economica.
Cosa è successo la scorsa settimana:
Germania: ordinativi industriali di agosto. Agosto: 3.4% mom; 20.3% yoy
Gli ordinativi industriali tedeschi destagionalizzati hanno registrato un fortissimo rialzo ad agosto, salendo del 3.4% mom dopo il -1.6% mom di luglio (rivisto modestamente al rialzo dal -2.2% mom originariamente rilevato). Il dato di agosto, quarto forte rialzo negli ultimi 6 mesi, è stato al di sopra della stima di consensus (0.9% mom). Il dato non destagionalizzato ma corretto per i giorni lavorativi ha registrato 20.3% yoy, in accelerazione dal 18.4% yoy di luglio (rivisto al rialzo dal 17.7% yoy originariamente rilevato). Il dettaglio dell’indice aggregato evidenzia come il fortissimo rialzo provenga dagli ordinativi esteri, in aumento del 6.6% mom, che ha più che compensato la modesta correzione degli ordinativi domestici. Gli ordinativi domestici hanno infatti registrato un calo di -0.5% mom (dopo il +0.2% mom di luglio). All’interno degli ordinativi esteri, invece, hanno registrato un rialzo più marcato gli ordinativi da Eurozona (13.8% mom da -5.3% mom di luglio), rispetto a quelli provenienti dai Paesi non appartenenti all’area euro (1.5% mom da -1.2% mom). Il breakdown settoriale evidenzia un calo degli ordinativi di beni di consumo (-3.9% mom da -0.4% mom) più che compensato dai rialzi degli ordinativi di beni di capitale (6.7% mom da -4.8% mom) e di quelli di beni intermedi (0.3% mom da 3.0% mom).
Produzione industriale tedesca di agosto. Agosto: 1.7% mom; 10.7% yoy
La produzione industriale tedesca, su base destagionalizzata, ha registrato un fortissimo rialzo ad agosto, salendo dell’1.7% mom dopo lo 0.1% mom di luglio. Il dato, massimo da maggio, ha sorpreso fortemente al rialzo le stime degli analisti (0.5% mom). In termini tendenziali la variazione dell’output industriale non destagionalizzato, ma corretto per i giorni lavorativi ha registrato un rialzo del 10.7% yoy dopo il 10.9% yoy di luglio. Analizzando il dettaglio del dato emerge che a livello congiunturale è stata registrata una modesta correzione solo dal comparto legato alle costruzioni (-0.4% mom da 1.1% mom), che è stata più compensata dai fortissimi rialzi di Manufacturing & Mining (1.8% mom da -0.1% mom) ed Energy (1.2% mom da 1.6% mom). All’interno del comparto manifatturiero, sono risultati in buona crescita tutte le sottocomponenti: i beni intermedi (1.6% mom), i beni di capitale (2.6% mom) e i beni di consumo (0.6% mom), questi ultimi a loro volta spinti dal fortissimo rialzo dei beni di consumo durevoli (2.4% mom) e dall’andamento positivo ma più moderato di quelli non durevoli (0.2% mom). Il fortissimo dato di produzione industriale tedesco di agosto risulta in linea con il buon andamento di ordinativi industriali negli ultimi mesi. Le survey manifatturiere stanno però già rallentando da qualche mese, facendo pensare ad un rallentamento del settore nei prossimi mesi. Ci aspettiamo infatti che il buon andamento della produzione tedesca continuerà nei prossimi mesi, anche se ad un tasso più moderato di quello visto finora.
BCE: tassi on hold. 7 ottobre: 1.0%
Nel corso del meeting tenutosi a Francoforte, con la partecipazione del Commissario Rehn, il Governing Council della BCE ha deciso di mantenere i tassi invariati all’1.0%. I tassi correnti continuano ad essere appropriati. Considerando le informazioni e le analisi che si sono rese disponibili dopo il meeting di settembre, la dinamica dei prezzi dovrebbe rimanere moderata nell’orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria. Gli ultimi dati economici per l’Area Euro sono in linea con le aspettative di una ripresa ad un tasso moderato nella seconda metà dell’anno. Nello stesso momento permane molta incertezza. Quanto allo sviluppo dell’inflazione a medio termine, l’analisi monetaria conferma il permanere di pressioni inflazionistiche contenute, come suggerito dalla crescita debole della massa monetaria e del credito. Quindi, vengono confermate le attese di stabilità dei prezzi nel medio termine, supportando il potere di acquisto delle famiglie nell’area euro. Le aspettative di inflazione rimangono saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Governing Council di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori, ma prossimi al 2% nel medio periodo. Nel complesso la stance di politica monetaria corrente rimane accomodante. Tutte le misure di politica monetaria non standard attuate sono in linea con il mandato della BCE e, per costruzione, di natura temporanea. Il Governing Council continuerà a “monitor very closely” tutti gli sviluppi dei prossimi mesi. Per quanto riguarda l’analisi economica, l’economia dell’area Euro è cresciuta dell’1.0% qoq nel secondo trimestre 2010, supportata principalmente dalla domanda domestica, riflettendo però in parte fattori di natura temporanea. Gli ultimi dati e le evidenze delle survey confermano le aspettative di un rallentamento in H2, sia a livello globale che dell’area euro. Nonostante questo, la ripresa nell’area euro dovrebbe proseguire. La ripresa in corso a livello globale e il suo impatto sulla domanda di esportazioni dell’area Euro insieme alla politica monetaria accomodante e alle misure adottate per restaurare il funzionamento del sistema finanziario dovrebbero dare supporto all’economia di Eurozona. La fase di ripresa, comunque, potrebbe essere frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci nei vari settori dell’economia e dalle prospettive del mercato del lavoro. Nel complesso i rischi sull’outlook di crescita rimangono leggermente sbilanciati verso il basso, anche se in uno scenario di alta incertezza. I rischi al rialzo sono dati dalla possibilità che l’economia globale e il commercio estero possano continuare a crescere più velocemente di quanto atteso, supportando quindi le esportazioni dall’area Euro. Dall’altro lato, però, ci sono preoccupazioni legate a nuove possibili tensioni in alcuni segmenti dei mercati finanziari, incertezza riguardo le prospettive di crescita di altre economie avanzate, nuovi incrementi nei prezzi di petrolio ed altre commodities, l’intensificazione delle pressioni protezionistiche ed una correzione fuori degli squilibri globali potrebbero pesare sul downside. Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi, il flash estimate di settembre ha registrato 1.8% yoy, in accelerazione dall’1.6% yoy di agosto, in gran parte imputabile ad effetti base della componente energetica. Nei prossimi mesi il CPI dovrebbe mostrare ulteriore volatilità prima di registrare una moderazione nel corso del prossimo anno. Nel complesso nel 2011 la dinamica dell’inflazione dovrebbe rimanere moderata, beneficiando delle basse pressioni dei prezzi domestici. Le aspettative di inflazione nel medio-lungo periodo continuano a rimanere fermamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere l’inflazione su livelli inferiori, ma prossimi al 2% nel medio periodo. I rischi all’outlook di inflazione sono leggermente spostati sull’upside. In particolare, i rischi al rialzo sono connessi all’evoluzione dei prezzi delle materie prime. Inoltre, gli incrementi di imposte indirette e dei prezzi amministrati potrebbero superare le aspettative correnti, data la necessità di risanare i conti pubblici nei prossimi anni. Contemporaneamente, i rischi per gli sviluppi domestici dei prezzi sono contenuti. Passando all’analisi monetaria, il tasso di crescita tendenziale di M3 ha accelerato all’1.1% yoy ad agosto dallo 0.2% yoy di luglio. Il tasso di crescita di prestiti al settore privato ha accelerato, come negli ultimi mesi, arrivando a 1.2% yoy. In entrambi i casi, i rialzi riflettono delle forti dinamiche mensili. Gli ultimi dati disponibili continuano a supportare lo scenario di un tasso di espansione monetaria sottostante moderato e di basse pressioni inflazionistiche nel medio termine. L’impatto negativo sulla politica monetaria della curva dei rendimenti ripida, riflesso nell’allocazione di fondi in depositi a lungo termine e Securities al di fuori di M3, sta gradualmente venendo meno. Inoltre, l’impatto del restringimento degli spread fra diversi tassi a breve sulla crescita delle componenti di M3 sta continuando a diminuire. Di conseguenza, la crescita tendenziale di M1 ha continuato a rallentare da livelli elevati ed è arrivata a 7.7% ad agosto 2010, mentre la crescita tendenziale di altri depositi a breve è diventata meno negativa. La debole crescita tendenziale dei prestiti al settore privato continua a nascondere sviluppi di compensazione, con crescita positiva nei prestiti alle famiglie e negativa nei prestiti alle società non finanziarie. E’ una tendenza normale nel business cycle il fatto che i prestiti alle società non finanziarie si riprendano in ritardo in seguito alla ripresa dell’attività. La sfida per le banche resta quindi quella di ampliare la disponibilità di credito al settore non finanziario quando la domanda accelererà. Quando necessario, le banche dovranno a tale scopo rivolgersi al mercato per rafforzare ulteriormente la propria base di capitale o approfittare pienamente del supporto governativo per la ricapitalizzazione. In tema di politica fiscale alcuni Paesi dovrebbero adottare alcune misure addizionali. Sono necessari piani multi-annuali credibili che rafforzino la fiducia pubblica e facciano ridurre il premio per il rischio nei tassi di interesse, supportando così una crescita sostenibile nel medio termine. In tema di riforme strutturali, viene ricordato come queste siano essenziali per prospettive di una crescita sostenibile più elevata. Le riforme sono necessarie soprattutto nei Paesi che hanno perso competitività negli ultimi anni o che stanno soffrendo di alti deficit, di partite con l’estero o fiscali. La rimozione di rigidità nel mercato del lavoro e il rafforzamento della crescita della produttività dovrebbe supportare ulteriormente il processo di aggiustamento di queste economie. Nel corso del Q&A, Trichet ha dichiarato che il tasso di cambio dovrebbe riflettere i fondamentali dell’economia reale e che eccessiva volatilità nei cambi ha implicazioni negative per la stabilità economica e finanziaria. Ha inoltre aggiunto che un dollaro forte è nell’interesse degli Stati Uniti. Il Presidente ha in seguito espresso che la Cina dovrebbe permettere un graduale apprezzamento dello yuan. Relativamente alle misure di politica monetaria non standard, Trichet ha fatto sapere che tali misure sono ancora necessarie e servono per restaurare il funzionamento più appropriato di trasmissione della politica monetaria. Complessivamente, il tono della press Conferene odierna è rimasto molto simile a quello del meeting di settembre. La BCE continuerà a garantire supporto al sistema bancario ed è ben lungi dal pensare ad un tightening di politica monetaria, sia in maniera convenzionale che non convenzionale, cercando di evitare ogni possibile deragliamento della ripresa. Alla luce di quanto annunciato, pare difficile attendersi un rialzo tassi a breve. Le nostre attese sono di conseguenza per il primo rialzo dei tassi ufficiali nella seconda metà del 2011.
Nonfarm Payrolls di settembre. Settembre: -95K
Il dato dei payrolls headline di settembre si mostra peggiore delle attese (-5K), registrando una perdita di 95K posti di lavoro, che segue al -57K di agosto (rivisto modestamente al ribasso dal -54K originariamente rilevato). Anche il dato di luglio è stato rivisto al ribasso, a -66K da -54K. La revisione complessiva netta per luglio ed agosto è stata quindi di -15K. E’ da notare che nel dato di settembre sono inclusi 77K licenziamenti dei lavoratori temporanei precedentemente assunti per il censimento. Escludendo le perdite dei posti di lavoro relative al censimento, quindi il dato di settembre avrebbe visto solo una perdita di 18K posti di lavoro. Da ottobre, comunque, l’impatto del Censimento dovrebbe divenire trascurabile. Il settore privato continua invece a registrare un andamento positivo, seppure in rallentamento rispetto ad agosto (+64K contro 93K, rivisto al rialzo da +67K originariamente rilevato), ma risulta in linea con quanto visto nei mesi precedenti. Dal minimo di dicembre 2009 l’occupazione nel settore privato è salita di 863K. La sorpresa negativa più forte viene dal comparto pubblico, in particolare da quello locale. La debolezza di questo comparto dovrebbe essere imputabile al settore dei servizi educativi locali, in particolare agli insegnanti. Il miglioramento del mercato del lavoro può essere inferiore a quanto ci si attendesse a inizio anno, ma resta comunque innegabile e più veloce di quanto accaduto nelle precedenti riprese: infatti, negli ultimi sei mesi la crescita media è stata di +59K, mentre negli ultimi dodici di +29K. Sono nel complesso positive anche le prospettive del mercato del lavoro per i prossimi mesi: infatti, i temporary help hanno continuato a crescere dopo l’estemporaneo e modesto calo di luglio. Per quanto riguarda il dettaglio settoriale, ha sorpreso al rialzo il settore dei servizi privati, mentre il comparto Governativo locale è stato più debole delle attese. In particolare: Manifatturiero: sceso di 6K dopo il -28K di agosto, con un modesto rialzo (+1K) nella componente di Motor Vehicle and parts dopo la forte correzione di agosto (-22K). In una prospettiva di lungo termine, questo settore continua a perdere posti di lavoro rispetto ai decenni passati. Da gennaio questo settore ha visto 136K nuovi posti di lavoro in totale, per rimpiazzare parte dei licenziamenti avvenuti durante la recessione. Non sembra, invece, che le imprese del settore siano intenzionate ad espandere la forza lavoro; Costruzioni: qui gli occupati sono scesi di 21K dopo il +31K di agosto, tornando a correggere dopo il primo rialzo da aprile; Professional e Business Services: qui gli occupati sono saliti di 14K dopo il +28K di agosto. Confortante il rialzo nei Temporary Help, saliti di 17K unità a settembre dopo il +18K di agosto. Il rialzo, sia pure non eccezionale, è confortante come indicazione di una continuazione della ripresa nel mercato del lavoro; Government: nel settore pubblico nel complesso gli occupati sono scesi di 159K, con un -7 della componente state e -76 della componente local. Come già anticipato, tale calo dovrebbe essere imputabile in buona parte alle minori assunzioni di insegnanti.Ll’household survey ha mostrato un risultato migliore delle attese, con il tasso di disoccupazione rimasto stabile al 9.6% (sceso però in realtà di quasi un decimo, a 9.579% da 9.642%). Anche il tasso di partecipazione è rimasto stabile a settembre a 64.7%. Il risultato nel tasso di disoccupazione è il risultato di un rialzo di 48K nella forza lavoro e di un aumento di 141K nel numero di occupati del Civilian Employment, portando ad un calo di 93K nei disoccupati della Household survey. A settembre il tasso di disoccupazione si è attestato al 9.8% per gli uomini, all’8.0% per le donne, all’8.7% per le persone di etnia bianca, al 16.1% per le persone di colore, al 12.4% per gli ispanici, al 6.4% per gli asiatici e al 26.0% per i teenagers. Le ore lavorate aggregate del settore privato sono rimaste flat mom per il secondo mese consecutivo a settembre, mentre le ore lavorate nel settore manifatturiero hanno registrato una correzione dello 0.2% mom dopo un aumento dello 0.2% mom ad agosto.
Disclaimer
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