Italia: non preoccupa il calo della fiducia a luglio…
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Commento di Paolo Mameli, senior economist servizio studi di Intesa Sanpaolo
_ Dopo il balzo di giugno, sia la fiducia dei consumatori che quella delle imprese hanno perso terreno a luglio.
_ Il morale delle famiglie è calato a 106,5 da 109,3 precedente (che rappresentava comunque il secondo miglior valore da quasi 13 anni).
• Il dettaglio mostra che il peggioramento è diffuso ma riguarda le componenti più volatili (più il clima economico generale che la situazione personale degli intervistati, più le aspettative per il futuro che la valutazione sulla condizione corrente).
• Le famiglie sono meno ottimiste sul mercato del lavoro: le attese sulla disoccupazione, dopo aver toccato lo scorso mese il secondo valore più basso dal 2002 (10), sono rimbalzate a luglio (a 28).
• Tutte le altre componenti sono risultate in calo, con le rilevanti eccezioni dei giudizi sul bilancio familiare e delle opportunità sia attuali che future di risparmio.
• Le aspettative sulla situazione economica del Paese sono tornate in territorio negativo (a -4 da +9 precedente) per la prima volta dallo scorso gennaio (dopo aver toccato tra febbraio e marzo un massimo da 20 anni).
• Per quanto riguarda l’inflazione, quella percepita dalle famiglie relativamente agli ultimi 12 mesi è diventata meno negativa (-17 da -21 di giugno), mentre quella attesa per i 12 mesi successivi è scesa ancora più in rosso (a -22 da -20).
_ Anche l’indice composito di fiducia delle imprese è calato a luglio, ma più lievemente di quello delle famiglie. Inoltre, il dato relativo al mese precedente è stato rivisto verso l’alto (a 104,7 da 104,3), per cui il livello dell’indice nel mese di luglio è risultato pari a quello stimato in precedenza per giugno (104,3). Peraltro, nonostante il calo, il dato di luglio è il secondo livello più alto (dopo giugno appunto) degli ultimi 7 anni.
• Lo spaccato per settore è misto: il morale delle imprese è sceso lievemente nel manifatturiero (a 103,6 from 103,9) e in maggior misura nelle costruzioni (a 117,6 da 119,7, che in ogni caso rappresentava un massimo da quasi 7 anni), mentre viceversa è salito nei servizi (a 110 da 109,2) e nel commercio al dettaglio (a 106,5 da 105,9); in entrambi questi ultimi due casi si tratta di un massimo pluriennale.
• In particolare, nel settore manifatturiero il dettaglio dell’indagine non è uniformemente negativo: le indicazioni sulla produzione (sia corrente che attesa) sono invariate, quelle sugli ordini sono miste (in salita le commesse correnti, in particolare dall’estero, in calo gli ordini attesi). La flessione dell’indice composito è dovuta all’aumento delle scorte e al minor ottimismo prospettico delle imprese su economia e occupazione.
_ A nostro avviso, il calo della fiducia sia dei consumatori che delle imprese nel mese di luglio non è particolarmente preoccupante, per tre motivi:
1) sull’indagine hanno pesato con ogni probabilità le preoccupazioni relative alla crisi greca, per la quale è stato trovato un accordo solo il 13 luglio, mentre la survey è stata condotta dall’1 al 16 del mese; in tal senso, l’impatto dovrebbe rientrare pressoché interamente con l’indagine di agosto;
2) il dettaglio dei dati non è uniformemente negativo, in particolare per quanto riguarda la fiducia delle imprese;
3) i livelli degli indici di fiducia sia delle famiglie che delle aziende restano superiori alla media storica e anzi vicini a dei massimi dai livelli pre-crisi.
_ In sintesi, il dato non è incompatibile con la nostra previsione di un PIL che mantiene un tasso di crescita congiunturale di 0,3% t/t per l’orizzonte prevedibile.
Fonte : BondWorld.it
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