Credit Mutuel AM – Lo stress per la guerra commerciale è durato solo un mese?
A cura di Paul Gurzal, Co-Head of Fixed Income, e Jérémie Boudinet, Head of Financial and Subordinated Debt di Crédit Mutuel AM
Questo è quanto sembrano suggerire i mercati finanziari, compresi i segmenti del debito subordinato, che hanno ritracciato tutte le perdite subite nel corso di aprile, almeno per quanto riguarda gli strumenti denominati in euro. I CoCo AT1 hanno così registrato una performance invariata del -0,03% nel mese, dopo essere scesi del 3,8% nel giro di una settimana, mentre gli AT1 denominati in dollari sono scesi dello 0,5% nello stesso periodo. Gli ibridi societari si sono apprezzati dello 0,5% nel corso del mese, mentre il debito subordinato assicurativo ha beneficiato del rally dei rendimenti sovrani europei, realizzando una performance mensile del +0,8%.
Va notato che gli spread di credito non sono tornati ai livelli iniziali. Ad esempio, gli AT1 denominati in euro hanno iniziato il mese di aprile a 341 bps di OAS rispetto ai Treasury e si sono ampliati a 449 bps il 9 aprile, prima di concludere il mese a 379 bps. Gli altri segmenti del debito subordinato denominato in euro hanno registrato un ampliamento di circa 20 bps nel corso del mese, mostrando un rapido ritracciamento dal loro picco.
A volte la liquidità del mercato secondario si è leggermente deteriorata, soprattutto durante le sessioni più negative. Tuttavia, nella seconda metà del mese, la tendenza si è invertita quando le controparti hanno faticato a offrire carta e gli investitori hanno preferito mantenere i propri titoli in portafoglio. Il mercato primario è rimasto logicamente debole durante il periodo di stress e nel corso del mese non sono state emesse obbligazioni perpetue in Europa, il che ha contribuito alla scarsità di carta.
La stagione degli utili del 1° trimestre 2025 è iniziata con un andamento stabile del credito in Europa per le banche e le compagnie assicurative, che hanno comunicato risultati complessivamente molto soddisfacenti, sia in termini di redditività che di solidità dei bilanci e di solvibilità.
L’attività di fusioni e acquisizioni in Italia rimane intensa. Sebbene Generali sia riuscita a resistere a una ribellione degli azionisti volta a estromettere il management, non è tornata immediatamente la calma. Mediobanca, che detiene il 13% di Generali, ha proposto di scambiare la sua partecipazione per acquisire Banca Generali, la controllata bancaria. La mossa di Mediobanca è considerata difensiva, nel momento in cui la banca sta lottando contro un’acquisizione ostile da parte di Monte dei Paschi di Siena. Nel frattempo, UniCredit potrebbe essere costretta a rinunciare all’offerta pubblica di acquisto per Banco BPM, a causa delle drastiche condizioni dettate dal governo italiano per autorizzare l’acquisizione.
Fonte: InvestmentWorld.it
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