Credit Mutuel AM – La prima metà del 2025 ha visto un recupero delle società Micro, Small e Mid Cap, che hanno beneficiato di una rotazione verso i titoli domestici europei e di una maggiore attenzione ai mercati locali, nonostante un contesto incerto segnato dagli annunci di Trump sui dazi.
A cura degli esperti di Crédit Mutuel AM
La seconda metà dell’anno ha visto una parziale erosione di questa sovraperformance, a favore delle large cap e dei titoli globali, meno penalizzati dal ritardo della ripresa ciclica attesa a inizio anno.
In questo contesto, nel 2025 le small cap hanno registrato un rialzo del 19% (MSCI Europe Small Cap ex UK NR), trainate dai Paesi dell’Europa meridionale con minore esposizione ai mercati internazionali, e dal settore delle utility e quello bancario, che hanno registrato performance particolarmente positive nel corso dell’anno. Al contrario, i Paesi nordici, fortemente esposti ai titoli growth e al mercato statunitense, sono stati penalizzati.
Una potenziale ripresa economica europea, sostenuta dalla fine del conflitto in Ucraina e dall’impatto del piano tedesco entro la fine del 2026, dovrebbe consentire alle small cap più cicliche di tornare ad attrarre l’interesse degli investitori. Parallelamente, valutazioni storicamente basse rappresentano una leva fondamentale per una sovraperformance delle small cap nel medio termine.
Un contesto favorevole dovrebbe inoltre permettere alle mid cap di registrare una crescita degli utili superiore a quella del resto del mercato europeo.
Alcuni fattori da tenere in considerazione nel contesto attuale sono le incertezze geopolitiche che potrebbero intensificarsi con il ciclo elettorale statunitense ed essere fonte di annunci e volatilità sui mercati. I tassi di interesse a lungo termine sembrano orientati al rialzo e le politiche delle banche centrali potrebbero diventare meno accomodanti.
Infine, restano preoccupazioni in merito alle valutazioni dei player legati all’AI e alla concentrazione della sovraperformance su questo tema.
In occasione della pubblicazione dei risultati del quarto trimestre, potremmo osservare volatilità a inizio 2026 poiché la ripresa economica deve ancora essere confermata e risulta disomogenea tra i diversi settori. Tuttavia, i driver di performance come gli indicatori PMI, il potenziale allentamento del conflitto in Ucraina e i tagli dei tassi negli Stati Uniti, consentono di essere ottimisti su questo segmento per il 2026.
I livelli di valutazione storicamente bassi delle small cap potrebbero vedere un forte rimbalzo qualora la ripresa si concretizzasse e innescasse un posizionamento più aggressivo da parte degli investitori.
In questo contesto, manteniamo una selezione di società growth e di qualità. Da un punto di vista tematico, in questa fase preferiamo i titoli della difesa. È stato inoltre effettuato un riposizionamento su alcuni titoli ciclici per beneficiare di una potenziale ripresa.
Fonte: InvestmentWorld.it
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