In calo ancora il rendimento del bund che scende giovedì sera a quota 1,712% rispetto a 1,77% di giovedì scorso…….
Sul finire della settimana, sale il BTP a 10 anni che quota in area 3,86% rispetto a 3,84% della scorsa settimana con un differenziale Btp/Bund che si attesta in area 215 bps rispetto ai 207 bps della scorsa settimana.
Da segnalare l’attenzione del mercato per la parte breve della curva dei rendimenti. Il BTP a 2 anni, ha toccato mercoledì il suo nuovo minimo storico a 0,9594%, il BTP a 3 anni, dopo aver toccato un minimo a 1,5094 segna giovedì sera 1,57%. Infine lunedì nuovo record a ribasso del rendimento del BTP a 5y a 2,366% che tuttavia chiude giovedì sera in area 2,438%.
Differenziale Bonos/Bund in aumento a quota 204 bps rispetto ai 196 bps di giovedì scorso.
A confermare il rinnovato appetito per i periferici europei anche Spagna e Portogallo. Madrid ha infatti emesso Bonos a 10 anni con un rendimento del 3,80% per un importo di 10 miliardi di euro, collocando dunque la più grande emissione europea in un’unica asta. Da sottolineare che il book ha registrato un importo di circa 40 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il Portogallo invece i rendimenti sulla scadenza a 10 anni sono scesi sotto il 5% per poi ritornare sopra tale soglia: era dal 2010 che non si registravano simili valori.
Nel resto dell’Europa raffica di notizie sul fronte creditizio: Moody’s ha alzato il rating dell’Irlanda da Ba1 a Baa3 con outlook positivo. S&P ha portato a negativo l’outlook sul Portogallo mantenendo il rating BB ed ha confermato il rating della Slovenia a A- con outlook stabile. Fitch ha infine confermato il rating dell’Olanda a AAA con out look negativo.
Sul fronte macro, le notizie altalenanti relative alla crescita economica non hanno dato slancio ai mercati: il Fmi ha infatti pubblicato le proprie stime di crescita per l’anno 2014 2015. Il documento, pur prevedendo una sostanziale accelerazione della ripresa economica, individua nell’Europa, in particolare nel Sud dell’Europa e nell’Italia, gli elementi di fragilità della crescita economica e chiude con un invito alla Bce ad agire per la ripresa.
Inoltre in Germania l’indice Zew sulla fiducia degli investitori è uscito largamente sotto le attese (61,7 contro 64 atteso) confermando dunque i timori di precarietà della ripresa economica europea che cerca un traino nell’economia tedesca.
Alla notizia l’Euro reagisce cedendo terreno verso il dollaro a quota 1,3534 per poi recuperare e quotare giovedì sera in area 1,3676.
Per le borse europee è stata una settimana dominata dall’incertezza e dalla volatilità. Dopo un avvio positivo l’entusiasmo ha iniziato ad incrinarsi sulla scia delle indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal secondo cui la Fed, già dalla prossima settimana, potrebbe dare il via ad un’ulteriore riduzione al piano di stimolo monetario (già a 75 miliardi di dollari) per un ammontare pari a 10 miliardi di dollari. A spegnere definitivamente qualsiasi velleità di rialzo ci hanno pensato poi di dati macroeconomici: in Gran Bretagna il dato sulla disoccupazione segna un 7,1% aprendo dunque uno scenario di possibile taglio degli stimoli monetari da parte della Bank of England. Negli Usa le richieste di sussidi di disoccupazione sono stati inferiori alle attese.
Milano sfonda più volte la soglia psicologica dei 20,000 punti (non accadeva dal 2011) trainata inizialmente dal settore bancario, sulla scia del report di S&P secondo cui le banche italiane saranno in grado di far fronte alle crescenti future sofferenze utilizzando gli utili generati. Ed è sempre lo stesso settore bancario, in particolare Ubi, ad affossare poi il listino nel corso della settimana accompagnato dal comparto del lusso. Quest’ultimo infatti dopo il rally di fine anno sconta le previsioni a ribasso da parte delle principali banche d’affari che ritengono ingiustificate le valutazioni a premio di alcuni nomi eccellenti del settore rispetto ai competitor (i.e. Moncler e Tod’s).
A Piazza Affari sale Luxottica dopo il miglioramento del rating da parte di S&P che ha così promosso l’azienda da BBB+ ad A- con outlook stabile; bene in settimana anche Enel ed Eni.
La settimana del FTSEMIB si chiude a quota -0,25% rispetto a giovedì scorso.
Andamento altalenante anche per le altre borse europee che chiudono la settimana con Francoforte a -0,91%; Londra a -0,64%, Parigi a -0,84% e Madrid a -2,06%.
Settimana non affollata sul mercato primario del debito. Da segnalare l’emissione di mercoledì di Eni Spa che ha collocato un bond per 1 miliardo di euro con scadenza 2029 e rendimento a 3,68%. Il titolo ha riscosso un ottimo interesse da parte del mercato: il book ha raggiunto circa 3,5 miliardi di euro provenienti principalmente da investitori stranieri e l’operazione iniziale è stata chiusa a mid swap+120 bps (contro una guidance iniziale di +130 bps) ovvero quasi 100 bps sotto i livelli del Btp di pari scadenza.
Sempre sul lato corporate è di venerdì scorso la riapertura del bond Finmeccanica con scadenza 2021: l’emissione inizialmente prevista per 150 milioni di euro ha chiuso invece a quota 250 milioni, con un rendimento di 4,57% e registrando un book di oltre 550 milioni.
Per quanto riguarda i titoli bancari, giovedì Popolare Milano ha collocato un bond a 5 anni con rendimento a 4,328% per un importo di 500 milioni di euro. Il titolo ha riscosso un ottimo interesse con un book che ha registrato un importo di circa 1,5 miliardi di euro.
| Issuer | Coupon (%) | Maturity | Crncy | Amount (€) | Issue Price | Yield at start date (%) | Reoffer Spread (bp) |
| BANCA POPOLARE DI MILANO | 4,25 | 30/01/2019 | EUR | 500.000.000 | 99,656 | 4,328 | MS+320 |
| FINMEC FINANCE SA | 4,5 | 19/01/2021 | EUR | 250.000.000 | 99,564 | 4,57 | MS+300 |
| ENI SPA | 3,625 | 29/01/2029 | EUR | 1.000.000.000 | 99,374 | 3,68 | MS+120 |
Fonte: BondWorld.it – Dexia Crediop
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