Dexia Crediop: Gli effetti dell’imminente referendum scozzese potrebbero non limitarsi alla sterlina

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L’effetto degli annunci della BCE ha perso lo slancio iniziale. Il mercato vive una fase di assestamento dopo lo slancio seguito all’annuncio del taglio dei tassi e delle nuove manovre di stimolo all’economia la settimana scorsa….

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Anche se non molto marcato, prevale un atteggiamento di prudenza verso i temi più rischiosi. Se a medio termine gli investitori cercano di capire quali siano le prossime mosse della FED a breve termine, sull’euro serpeggiano a bassa voce, le preoccupazioni di un euro sottoposto ai bruschi effetti di una non piacevole doccia scozzese.

Gli effetti dell’imminente referendum scozzese potrebbero non limitarsi alla sterlina (sull’altalena tutta la settimana), ma potrebbero riaprire opzioni secessioniste in altre parti d’Europa. In primo luogo la Spagna dove il rendimento del titolo di Stato decennale questa settimana è aumentato di oltre 30 bps, fino al 2,323%, e lo spread col decennale tedesco si è allargato di 8 bps rispetto alla settimana scorsa. Ovviamente, in uno scenario in cui vincano i si in Scozia, anche per il BTP potrebbero esserci conseguenze.

Per ora la ritrovata prudenza sui mercati obbligazionari ha penalizzato i BTP.

Il tasso sul BTP a 10 anni, dopo aver fatto segnare un nuovo minimo a 2,252% in apertura di settimana, ha perso tutto il terreno guadagnato dopo l’annuncio di Draghi, chiudendo giovedì sera a 2,463%.

Lo spread col decennale tedesco, dopo aver toccato quota 132,25 bps in chiusura della settimana scorsa, è tornato sopra quota 140 bps, chiudendo ieri sera a 142 bps. 

Nonostante le incertezze rimane comunque alto l’interesse degli investitori per i titoli di Stato italiani: questa settimana sono andati in asta i BOT a 12 mesi e i BTP a 3, 7 e 15 anni, che hanno fatto registrare tassi in discesa e nuovi minimi su tutte le scadenze.

A livello macroeconomico anche i dati sull’inflazione delle due principali economie europee non hanno aiutato i mercati: i dati sul CPI di Germania e Francia hanno fatto registrare rispettivamente un +0,4% e 0,8% su base annua, confermando così la lentezza della ripresa nel Vecchio Continente.

Dopo una settimana altalenante chiudono in calo i principali listini azionari: Dow Jones -0,47%, FTSE -1,12%, Dax -0,32%, Cac -1,16% e Ibex 1,93%.

Non fa eccezione il FTSE Mib che chiude con un –1,53% rispetto alla settimana scorsa.

Sul mercato primario del debito da segnalare questa settimana Intesa che è tornata sul mercato con € 1 miliardo di un’emissione Tier 2 (Ba1/BBB-/BBB). L’emissione, proposta al mercato ad uno spread iniziale di ms+275 bps, ha raccolto ordini per € 3,5 miliardi ed ha prezzato ad uno spread di ms+260 bps.

Il cambio Euro/Dollaro americano ha chiuso praticamente invariato rispetto alla settimana scorsa a quota 1.2934.

IssuerCoupon (%)MaturitySeniorityRatings (M/S&P/F)CrncyAnnouncement DateIssue PriceYield at start date (%)Reoffer Spread (bp)Market spread (bp)
BOT014/09/2015 //BBB+EUR27/08/201499,7250,271MS-7.9*10
BTP1,1515/05/2017 Baa2//BBB+EUR11/09/2014101,680,52MS+27*38
BTP2,1515/12/2021 Baa2//BBB+EUR11/09/2014103,011,71MS+91*105
BTP3,501/03/2030 Baa2//BBB+EUR11/09/20141063,03MS+144*147
INTESA SANPAOLO SPA3,92815/09/2026SubordinatedBa1/BBB-/BBBEUR08/09/20141003,928MS+260256

Fonte: BondWorld.it


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