La crisi Ucraina, l’invasione della Crimea da parte delle truppe russe, con la conseguente minaccia di sanzioni diplomatiche ed economiche nei confronti della Russia da parte di Europa e Stati Uniti, agitano i mercati soprattutto nella…
prima parte della settimana creando condizioni interessanti per gli investitori.
A beneficiare della crisi in Ucraina soprattutto i titoli di stato dell’area euro occidentale che godono di un afflusso di capitali in fuga dall’Europa dell’est e dai Paesi Emergenti.
Non è un flight-to-quality, ma una vera e propria ricerca di rendimento. Sul mercato prevalgono ancora i coupon-seekers. A beneficiarne quindi gli emittenti con maggiore spread creditizio. In assenza di aste sul mercato primario, Il BTP 10 anni chiude ieri sera a 3,44% (rispetto al 3.464% della settimana scorsa) dopo aver toccato un minimo di 3,375%, livello visto l’ultima volta nel 2005.
La Germania, che ad inizio settimana sembrava beneficiare maggiormente del flight-to- quality ha invece ritracciato nella seconda parte della settimana favorendo così lo spread BTP/Bund chiude giovedì sera a quota 180bps contro i 190bps della settimana scorsa perdendo però il vantaggio acquisito sulla Spagna che chiude la settimana ad uno spread di 176bps.
La robusta domanda sui titoli di stato italiani non è disturbata dal monito della Commissione europea sugli eccessivi squilibri derivanti dall’elevato debito pubblico e dalla bassa competitività riesce a fermare l’ascesa dei titoli di stato. La decisione della BCE di lasciare i tassi invariati allo 0,25% non sembra aver in alcun modo influenzato i mercati.
Diverso andamento per i mercati azionari. Volatilità alle stelle ad inizio settimana: l’indice VIX, il cui andamento approssima l’avversione al rischio degli investitori, registra lunedì un’impennata del 15% per poi ritracciare completamente martedì.
Le borse seguono: lunedì Il FTSEMIB apre la settimana con un -3,4% trascinato al ribasso dalle banche con forte esposizione ad Ucraina (Unicredit segna -6% e giù anche le Popolari con ribassi tra il 2% e il 4%); male anche Buzzi Unicem che registra lunedì un -8% data la presenza di 2 stabilimenti in Ucraina, ed il comparto del lusso coi titoli che registrano perdite tra il 2% ed il 3%. In flessione anche Eni che registra un -2%.
Dal giorno successivo la Borsa inverte la rotta con un forte recupero dei titoli che maggiormente avevano perso il giorno prima. Milano chiude giovedì sera con un rialzo del 2.36% rispetto alla settimana precedente, miglior performance sulla piazza borsistica europea, seguita dalla Spagna che registra un incremento dell’1.29%. Dopo la forte volatilità di inizio settimana, chiudono più o meno invariate le altre borse europee ( FTSE100 -0,28%, CAC 40 +0,43%, Dax -0,44%)
Da segnalare la forte performance di MPS che fa registrare un +18% su rumors legati alla cessione di quote da parte della Fondazione a hedge funds americani.
Sul mercato primario del debito torna Banco Popolare (Ba3/BB/BBB) con un senior unsecured . L’emissione è un grande successo per la banca, che raccoglie ordini per circa € 7 miliardi a fronte di un emesso di € 1.25 miliardi con cedola del 3.5% e scadenza 5 anni ad uno spread di ms+255 (20 bps più stretto della guidance iniziale). Iren (not rated) approfitta della finestra di mercato incrementando di € 40 milioni l’emissione 4.37% scadenza ottobre 2020 (€ i 210 milioni già collocati sul mercato ad ottobre 2013)ad uno spread di ms+255.
L’Euro forte. Recupera il terreno perso nei confronti dell’USD chiudendo giovedì sera a 1,3847 rispetto all’1,3710 della settimana scorsa.
| Issuer | Coupon (%) | Maturity | Seniority | Crncy | Amount (€) | Issue Price | Yield at start date (%) | Reoffer Spread (bp) |
| IREN SPA | 4,370 | 14/10/2020 | EUR | 40.000.000 | – | – | MS+225 | |
| BANCO POPOLARE SC | 3,500 | 14/03/2019 | EUR | 1.250.000.000 | 99,635 | 3,581 | MS+255 |
Fonte: BondWorld.it – Dexia Crediop
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