Dexia Crediop: Il Tesoro ha già annunciato il collocamento di 6.5 miliardi di BOT a 12 mesi per martedi

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Settimana caratterizzata dal ritorno in grande stile della speculazione sul mercato euro. La volatilità colpisce Fixed Income, mercati azionari, forex,. Nessun comparto escluso!…

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Dexia Crediop

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L’onda delle vendite ha colpito non solo i paesi periferici dell’Europa, ma anche i paesi core. Una risposta speculativa degli investitori al Quantitative Easing? O ancora una responsabilità delle incertezze politiche e finanziarie legate alla difficoltà di accordo tra Grecia ed Europa?

Anche se la Grecia in qualche modo ha influenzato i mercati nelle ultime settimane, la pressione delle vendite di fatto è stata indirizzata sullo schema costituito sul mercato dal QE. Più in generale l’ombrello offerto dal QE ha dimostrato di proteggere il mercato euro da fenomeni potenzialmente dirompenti, come la Grecia, ma di non poter evitare pressioni speculative importanti. Di fatto questo scopre il fianco soprattutto alla speculazione: da un parte una pressione verso il basso sui rendimenti, dovuta al volume di acquisti mensili delle Banche Centrali Nazionali, dall’altra il mercato  pronto a riprezzare gli eccessi di ribasso prodotti sui rendimenti dal programma di acquisto.

Sul mercato del credito l’onda delle vendite ha comportato un generale riprezzamento del livello assoluto dei rendimenti ed, in misura minore, degli spread. Il rendimento del decennale Btp ha toccato il 2%, per la prima volta da fine 2014, ma soprattutto il Bund decennale ha raggiunto 0.8%, dopo che qualche settimana fa aveva visto il minimo sotto 7 basis points. Lo spread dell’Italia ha superato di nuovo i 135 basis points, quello della Spagna ha raggiunto i 130 e il Portogallo si è riportato verso 200.

La giornata di giovedi ha visto poi un parziale ritracciamento dei mercati, con il rendimento del titolo decennale che ha chiuso a 1,77% e lo spread BTP/BUND a 118 bps con il rendimento del Bund decennale che dunque ha chiuso a 0.59%.

I mercati azionari europei non soffrono meno del Fixed Income. Chiudono infatti in rosso i principali listini del Vecchio Continente: Dax -0.94%, Cac -1.38% Ibex -1.90%. In Italia il Ftse Mib chiude a -0.99% tornando sotto 23.000.

In tutto ciò riprende forza l’Euro, con il cambio contro la valuta statunitense che si mantiene stabilmente sopra 1.12 da qualche giorno, per chiudere a 1.1282 giovedi.

Petrolio in salita con il Brent che ha chiuso a 66.35 USD.

Nessuna emissione da segnalare sul mercato Italiano corporate.

Il Tesoro, dal canto suo, ha già annunciato il collocamento di 6.5 miliardi di BOT a 12 mesi per martedi e annuncerà in serata i dettagli dell’asta a medio-lungo di mercoledì prossimo, nella quale si pensa dovrà riaprire i benchmark a 3, 7 e 30 anni.

Fonte: BondWorld.it


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