La settimana finanziaria è stata dominata dai timori che una possibile crisi dei paesi emergenti possa ripercuotersi sulle economie dei paesi sviluppati: la politica monetaria meno espansiva da parte della Fed, scoraggiando il carry trade potrebbe infatti determinare un’ondata “risk off”……
sui mercati finanziari con conseguente fuga di capitali dai paesi emergenti. Ciò porterebbe ad una minore solidità creditizia di tali paesi con ripercussioni per l’intero sistema finanziario.
A calmare gli animi dei mercati ci ha pensato in parte la Banca Centrale Turca che nella serata di martedì ha decretato un rialzo dei tassi di riferimento in conseguenza del quale i tassi overnight hanno raggiunto il 12%, livello questo che avrebbe dovuto scongiurare la fuga di capitali stranieri dal paese.
Ed invece l’annuncio di mercoledì della prosecuzione del tapering da parte della Fed per ulteriori 10 miliardi di dollari mensili (portando così a 65 l’importo mensile di acquisti), seppur già parzialmente scontato dal mercato, ha riacceso i timori circa la tenuta creditizia dei paesi emergenti.
La paura sembra tuttavia aver contagiato meno il mercato del debito rispetto a quello dei capitali che ha registrato una maggiore volatilità nel corso della settimana.
La spread Btp/Bund infatti ha chiuso venerdì sera in area 225 bps per poi diminuire nel corso della settimana fino a segnare 211bps giovedì sera (complice anche il cambio del bund di riferimento). Stesso movimento per il rendimento del Btp decennale che è passato da un 3,93% registrato nella giornata di venerdì a 3,823% giovedì sera.
Anche lo spread Bonos/Bund ha chiuso a 199 bps contro 204 bps registrati giovedì scorso.
La settimana borsistica è stata caratterizzata invece da una fortissima volatilità.
Lunedì il Ftsemib è partito decisamente in ribasso appesantito dai bancari. E’ di questi giorni infatti la notizia che la Bce avrebbe quantificato in circa 7 miliardi di euro le necessità di ricapitalizzazione del sistema bancario italiano a fronte dell’Asset quality review prevista per marzo che imporrà agli istituti di credito maggiori accantonamenti a fronte dei crediti dubbi. Ciò ha portato le banche italiane ad annunciare una serie di aumenti di capitale determinando così un deprezzamento dei corrispondenti titoli di borsa. La lista degli annunci delle banche che richiedono aumenti è lunga: Banco Popolare (1,5 miliardi); Mps (3 miliardi previsti a giugno), Bpm (500 milioni) Carige (800 milioni), Banca Marche (400 milioni). Ma sul mercato si attendono ulteriori notizie anche da Venetobanca, Creval e Bper.
Per tutti questi titoli la settimana è iniziata con il segno rosso a partire da Banco Popolare che con il suo annuncio di ricapitalizzazione ha scatenato un effetto contagio sugli altri istituti di credito, in testa Pop Milano e Carige.
Già dalla serata di martedì, si era poi assistito ad un’inversione di tendenza con un recupero dell’indice milanese guidato da Luxottica, Telecom e per i bancari Unicredit.
Ma l’annuncio del tapering ed il ripresentarsi dei timori circa la tenuta dei paesi emergenti ha nuovamente portato ad un calo del listino italiano, trascinato a ribasso in particolare da Fiat e Mediaset.
La settimana si chiude giovedì sera a -2,16% per Milano, -2,71% per Francoforte, -3,47% per Londra, -2,42% per Parigi e -2,78% per Madrid.
A conferma di quanto affermato fin qui, il settore primario governativo di questa settimana non sembra essere stato colpito in modo sostanziale dalla turbolenza dei mercati. E’ di martedì il collocamento di 2,5 miliardi di euro del Ctz con scadenza dicembre 2015: il rendimento è stato di 1,031%, al minimo storico dall’introduzione dell’euro, contro un rendimento di 1,3460% registrato il mese scorso. l bid to cover ratio è stato di 1,78.
Sempre martedì sono stati emessi 1,25 miliardi di euro del Btpei con scadenza settembre 2018. L’ultima asta su questo titolo era stata effettuata ad agosto ed aveva registrato un rendimento di 2,30% contro un rendimento di 1,39% registrato questa settimana. Il bid to cover ratio è stato di 1,88.
Mercoledì invece è stata la volta del collocamento di 8 miliardi di euro del Bot a sei mesi che è stato piazzato ad un tasso dello 0,59% contro un tasso di 0,827% segnato all’ultima asta di dicembre ed ha registrato un bid to cover ratio di 1,52 in aumento dunque rispetto all’ 1,32 dell’asta precedente.
Giovedì infine collocati 4 miliardi del Btp a 5 anni. Il titolo ha registrato un rendimento al minimo storico dalla nascita dell’euro a 2,43% contro 2,71% dell’asta di fine dicembre ed un bid to cover ratio a 1,49 in aumento rispetto all’ultimo di 1,28.
Nella stessa giornata sono stati collocati 1,25 miliardi di euro del Ccteu con scadenza 2018. Il titolo ha segnato un rendimento di 1,79% con un bid to cover ratio di 1,53.
In ultimo, sempre giovedì sono stati collocati 3 miliardi di euro del Btp decennale ad un rendimento di 3,81% contro un rendimento di 4,11% registrato all’asta di fine dicembre ed un bid to cover ratio in leggera diminuzione a 1,32 contro 1,34 dell’ultima asta.
Sul mercato primario del debito questa settimana troviamo i bancari attivi sul comparto covered bonds. Mercoledì Intesa San Paolo ha emesso 1,25 miliardi di euro di covered bonds con scadenza a 12 anni. Il rendimento è stato fissato a 3,261%. La risposta degli investitori è stata buona con un book che ha raggiunto circa 2,3 miliardi di euro ed un livello di chiusura a mid swap +108 bps contro una guidance iniziale a mid swap+115 bps.
Ed è sempre di mercoledì l’emissione di Ubi Banca che ha collocato sul mercato 1 miliardo di euro di covered bond con scadenza a 10 anni e rendimento a 3,131%. Il titolo ha riscosso un ottimo interesse da parte degli investitori tanto che il book ha raggiunto circa i 5 miliardi di euro con richieste provenienti per la maggior parte da investitori stranieri. L’operazione ha inoltre chiuso a mid swap + 118 bps contro una guidance iniziale di mid swap +130 bps.
| Issuer | Coupon (%) | Maturity | Seniority | Crncy | Amount (€) | Issue Price | Yield at start date (%) | Reoffer Spread (bp) |
| CTZ | 0 | 31/12/2015 | EUR | 2.500.000.000 | 98,06 | 1,03 | MS+53* | |
| BTPei | 1,7 | 15/09/2018 | EUR | 1.250.000.000 | 101,4 | 1,39 | MS+166* | |
| BOT | 0 | 31/07/2014 | EUR | 8.000.000.000 | 99,7 | 0,59 | MS+18.8* | |
| BTP | 2,5 | 01/05/2019 | EUR | 4.000.000.000 | 100,4 | 2,43 | MS+132* | |
| CCTeu | frn | 01/11/2018 | EUR | 1.500.000.000 | 101,57 | 1,79 | Eur6m+145* | |
| BTP | 4,5 | 01/03/2024 | EUR | 3.000.000.000 | 106 | 3,81 | MS+191* | |
| UNIONE DI BANCHE ITALIAN | 3,125 | 05/02/2024 | Guaranteed | EUR | 1.000.000.000 | 99,949 | 3,131 | MS+118 |
| INTESA SANPAOLO SPA | 3,25 | 10/02/2026 | Guaranteed | EUR | 1.250.000.000 | 99,892 | 3,261 | MS+108 |
* Gli spread sui titoli di Stato sono valutazioni Dexia Crediop
Fonte: BondWorld.it – Dexia Crediop
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